11 Commenti
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Avatar di Corrado Truffi

Il crollo verticale della partecipazione al voto è il segnale evidente della sfiducia. Molto corretta l’osservazione sul fatto che non solo chi sta “sotto” non si fida delle elite (e’ tutto un magna magna) , ma che chi sta “sopra” considera le critiche frutto di ignoranza e ingratitudine (anche io non sopporto chi dice “è tutto un magna magna”, ma questa mancanza di empatia verso chi dal basso mostra sfiducia e’ un problema)

Avatar di Scior Carera

Messa in altri termini il populismo aiuta nelle elezioni e fa danni all’amministerazione. Il populismo prima creail problemae poi propone il salvatore della patria.Può andare bene per pochi ciclielettorali, ma poi ancheipiú sprovveduti capiscono che le soluzioni adottate con questo metodo falliscono sistematicamente e mancano gli obiettivi/fabbisogni degli elettori (che vano sempre meno a votare)

Avatar di Emanuele

Concordo in pieno con quanto hai scritto, soprattutto nell’ottica di una generazione come la mia, fra i 30 ed i 35 anni, che adesso dovrebbe iniziare ad assumere responsabilità rilevanti nel mondo del lavoro. Il mio è volutamente un condizionale perchè ci ritroviamo a raccogliere le briciole dalla generazione precedente, sia nel settore pubblico che nel privato, e rende l’ascensore sociale un’impresa quasi impossibile, come hai scritto anche tu. I nuovi poveri sono la generazione dei laureati che lavorano in multinazionali, che per seguire la necessità di un lavoro stabile hanno deciso di barattare la loro libertà per un ruolo che non li soddisferà mai.

Avatar di Leonardo Stocco

Ho letto con molta attenzione l'articolo. Come non essere d'accordo su tutto. Credo inoltre, che ci sia un altro fattore: la strenua resistenza al cambiamento da parte dell'italiano. Per cambiare le cose in questo Paese, serve una situazione di emergenza prolungata, uno vero e proprio shock, che non conceda via di fuga o mezzucci per evitare nuovamente il cambiamento.

Avatar di Valerio

Concordo a pieno, sia con l’articolo in generale, davvero illuminante, che con il punto sollevato nel commento.

Il vero metro di misura oggettivo della stabilità di un sistema è la sua capacità di reagire agli shock esterni. Dopo un periodo prolungato d’instabilità percepita e assenza di adeguati stimoli, viene progressivamente meno la capacità del sistema di tenerne conto e questo incentiva gli indebolimenti strutturali descritti. Purtroppo temo che solo l’esperienza con nuove forme di shock sia, storicamente, in grado di correggere la traiettoria di miglioramento dei sistemi complessi.

Avatar di MaleducazioneFinanziaria.it

Articolo davvero interessante. Purtroppo non posso portare alcuna tesi che smentisca la tua...siamo ormai da tempo nella parte discendente della parabola, e tutto quello che hai descritto né è al tempo stesso causa e conseguenza.

Come uscirne? Sicuramente, come dice il commento precedente, uno shock emergenziale può scuotere le fondamenta del sistema e portare ad una rottura/ricostruzione.

L'interruzione violenta di un loop che altrimenti continuerebbe ad autoalimentarsi fino alla definitiva implosione...

Nel mio campo esiste lo stesso tipo di traiettoria, e in molti credono che l'unica via d'uscita sia un "reset".

In quest'ottica, ho abbandonato il mio ruolo (nel senso letterale del termine) nell'istruzione scolastica per dedicarmi all'educazione finanziaria. Il mio scopo è portare concetti, per decenni ad appannaggio di pochi perché volutamente proposti ad un livello troppo complesso, ad un pubblico più vasto partendo "dal basso"...non so se questa goccia nel mare potrà cambiare qualcosa nella vita di qualcuno e, di conseguenza, essere una leggera spinta verso una minor pendenza della curva discendente del nostro paese.

Se la società è la somma dei singoli, agendo sulle persone si agisce sulla società intera.

Insomma, il nostro destino è nelle nostre mani. Prima da singoli individui, poi da comunità. E anche il lavoro di divulgazione e di invito alla riflessione fatto qui su Substack da articoli come il tuo, può contribuire a fare prendere coscienza della situazione. E magata muovere anche qualche passo...

Servirà ad evitare il collasso? Difficile. Ma cos'altro possiamo fare?! Preparandoci allo schianto sul fondo, continua così! Ancora complimenti per la tua impietosa ma lucidissima analisi.

Avatar di Scior Carera

Grazie per l’articolo molto articolato, cosa che apprezzo.

In tema di possibili soluzioni (ma lo rileggerò) non vedo qualche possibile approccio. Provocatoriamente propongo: una rotazione piú accelerata nelle posizioni apicali pubbliche (cioè una piú breve durata) ed anche una limtazione al numero di «mandati». Ovviamente un tale sistema va interpretato come principio da adattarsi a ciascuno specifico caso. Un tale sistema implica la rottura periodica delle «rete» che e contemporaneamente elemento di sicurezza, ma anche di blocco dell’innovazione. Rompere la rete,entro certi limiti, può essere molto sano.

Avatar di Virgilio

Grazie molto interessante

Avatar di Nisallo

Appartengo alla generazione che ha lasciato solo le briciole a quelle successive e sottoscrivo in pieno l'analisi. Essendo abbastanza vecchio da ricordare le élite politiche precedenti (piene di difetti, ma più vitali delle attuali) mi rendo anche conto che l'inversione di tendenza non può più avvenire con gradualità: vanno affrontati rapidamente grossi problemi che pochi hanno voglia di sollevare, odorano troppo di "rivoluzione", mentre sono solo razionali. Chissà se una spinta al cambiamento non possa venire da paesi vicini al nostro, con analoghe criticità, coinvolgendoci per contagio.

Avatar di Robav Aria ed eventuale

Difficile smentire una così accurata fotografia della situazione in cui ci troviamo, affiancata dalla spiegazione dei meccanismi che la inducono.

Considerando poi il degrado della politica, causato dalla sfiducia che porta molti (cioè chi ha maggiori capacità di leggere la realtà) a disertare le urne, lasciando la creazione della classe politica in mano a quella fascia di elettori più permeabili alla propaganda di coloro che fanno politica con il solo scopo di salvaguardare rendite di posizione, non si vede come si possa uscire da questo circolo vizioso.

Forse si può rallentare questa corsa verso il baratro con il voto pesato, che assegni maggiore valore al voto consapevole ed argini il peso del voto figlio della propaganda e della disinformazione.

Teoricamente avrebbero maggiori possibilità di emergere politici in grado di proporre vere soluzioni ai problemi magistralmente descritti in questo articolo.

Altrimenti siamo destinati alla guerra civile (che altri hanno gentilmente definito shock).

Avatar di IL GUSS - THOUGHTS

Aggiungo un ulteriore elemento di pessimismo. L’articolo pone giustamente l’accento sul legame necessario tra fiducia nel sistema e tenuta del sistema. Se non si ha fiducia, non si investe in quel sistema che così si avviterà ulteriormente verso il basso.

Guardate cosa accade con il governo attuale: mentre rinomina il ministero dell’educazione aggiungendovi “e del Merito”, la pratica di occupazione sistematica di ogni ganglio dell’amministrazione attraverso il paracadutare di amici e sodali ha raggiunto proporzioni da impero ottomano. Il “Merito “ si afferma nella retorica ma la cosa pubblica è gestita dal suo opposto, la “fedeltà al capo” oppure “figlio di”. Quale studente può in buona fede pensare che valga la pena di raggiungere livelli di “merito” quando, per fare un esempio recente, alla dirigenza dell’ENAC viene nominato l’ex capo della segreteria politica del presidente di Alitalia di 20 anni fa, cioè uno dei probabili responsabili del disastro della ex compagnia fallita?

E gli esempi di questo genere sono centinaia, un altro a caso: il nuovo presidente dell’azienda dei trasporti siciliani di 29 anni, il cui titoli sono il cognome e l’essere stato trombato alle elezioni.