<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[DrElegantia]]></title><description><![CDATA[Quando mi va di mettere i pensieri in fila]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!pL-u!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fbbb1d56f-26d8-42d7-9ccd-8730033413f8_1280x1280.png</url><title>DrElegantia</title><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2026 03:41:17 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://newsletter.umbertobertonelli.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[drelegantia@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[drelegantia@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[drelegantia@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[drelegantia@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[L'IRI (Istituto per la ricostruzione industriale)]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=TOXPzskh09c Di seguito tutti i link ai miei progetti: INSTAGRAM Instagram.com/economiaitalia YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCq5fU1zDj0KcdWM6wjI0jhA RIPETIZIONI t.me/ripetizionieconomia GRUPPO WHATSAPP https://chat.whatsapp.com/IozZCh4DUlVCnmTiwbmdHE GRUPPO TELEGRAM t.me/economia GRUPPO FACEBOOK https://www.facebook.com/groups/economiaitaliagroup CANALE TELEGRAM t.me/economiaitalia SITO: economiaefinanzaitalia.it TWITTER: https://twitter.com/ecofinitalia LINKEDIN www.linkedin.com/in/umberto-alessandro-bertonelli/ E-MAIL: bertonelli.umberto@gmail.com Qui trovi i libri che consiglio per iniziare a capirne di pi&#249; sull'economia: www.economiaefinanzaitalia.it/i-migliori-libri-di-economia-che-ti-suggerisco-di-leggere/ Puoi supportarmi con una donazione qui: http://paypal.me/appuntiUAB Stranamente sono una persona che legge le mail.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/liri-istituto-per-la-ricostruzione-d3b</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/liri-istituto-per-la-ricostruzione-d3b</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 05:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/222133730/be71722f56d3f5c957530183794390a6.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=TOXPzskh09c Di seguito tutti i link ai miei progetti: INSTAGRAM Instagram.com/economiaitalia YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCq5fU1zDj0KcdWM6wjI0jhA RIPETIZIONI t.me/ripetizionieconomia GRUPPO WHATSAPP https://chat.whatsapp.com/IozZCh4DUlVCnmTiwbmdHE GRUPPO TELEGRAM t.me/economia GRUPPO FACEBOOK https://www.facebook.com/groups/economiaitaliagroup CANALE TELEGRAM t.me/economiaitalia SITO: economiaefinanzaitalia.it TWITTER: https://twitter.com/ecofinitalia LINKEDIN www.linkedin.com/in/umberto-alessandro-bertonelli/ E-MAIL: bertonelli.umberto@gmail.com Qui trovi i libri che consiglio per iniziare a capirne di pi&#249; sull'economia: www.economiaefinanzaitalia.it/i-migliori-libri-di-economia-che-ti-suggerisco-di-leggere/ Puoi supportarmi con una donazione qui: http://paypal.me/appuntiUAB Stranamente sono una persona che legge le mail.</p><p>Learn more about your ad choices. 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Cosa dicono i dati]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=qyuVsMsTdBk Dopo gli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre in tanti hanno scritto che con le buone non si ottiene niente.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-manifestazioni-violente-funzionano-8b3</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-manifestazioni-violente-funzionano-8b3</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 23 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/221732900/12f46338cf8127c4c6b7d7a17fc0ea24.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=qyuVsMsTdBk Dopo gli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre in tanti hanno scritto che con le buone non si ottiene niente. Ma gli studi cosa dicono? Il grafico di Erica Chenoweth su oltre 300 campagne regge davvero? Le rivolte del 1968 negli Stati Uniti hanno aiutato o danneggiato chi le faceva? E cosa &#232; successo a Barcellona quando una protesta pacifica &#232; diventata violenta? ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica Capitoli 00:00 Serve la violenza? 02:24 Da dove viene il grafico di Chenoweth? 03:59 Quali proteste entrano nello studio? 05:36 Mancano delle proteste? 06:26 Cosa succede se si rifanno i calcoli? 08:11 Vale anche per la violenza senza armi? 09:51 Cosa succede dopo la caduta di un regime? 11:10 E nelle democrazie? 13:29 Succede anche oggi in Europa? 14:56 Cosa dice l'insieme degli studi?</p><p>Learn more about your ad choices. 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Dopo i due giorni di scontri e saccheggi del 17 e 18 ottobre nel centro di Milano, l'<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/19/la-rabbia-dei-giovanissimi-e-lunico-modo-per-farci-sentire_b52a179e-da2b-4422-97a3-9cd27c39e190.html">ANSA</a> lo ha intervistato in piazza: &#171;Purtroppo &#232; meglio la violenza. Non sanno ascoltare&#187;.</p><p>Il 19 ottobre Marracash ha pubblicato su Instagram un post sulle proteste contro il carovita, e l'<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2026/10/19/marracash-e-le-proteste-con-le-buone-non-cambi-le-cose-e-solo-linizio_f4060fb5-3ab6-4526-b0b3-65f88dc3e0f7.html">ANSA</a> ne ha ripreso due frasi: &#171;Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita&#187; e &#171;Con le buone non cambi le cose&#187;. Il giorno dopo, rispondendo alle critiche, il rapper ha precisato di non aver &#171;mai inneggiato alla violenza&#187; (<a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/10/20/milano-proteste-cdm-decreto-ultime-notizie-diretta">Sky TG24</a>).</p><p>Alessandro e Marracash hanno sostenuto, con parole diverse, che con le buone da chi governa non si ottiene nulla. &#200; un'affermazione che si pu&#242; verificare, perch&#233; da decenni politologi, sociologi ed economisti misurano che cosa ottengono le proteste violente rispetto a quelle pacifiche. Se Alessandro avesse ragione, gli studi dovrebbero trovare che la violenza ha fatto cadere pi&#249; regimi, ha strappato pi&#249; concessioni o ha spostato pi&#249; consenso verso chi protestava. Ho cercato quei risultati partendo dal grafico della politologa Erica Chenoweth che ho pubblicato nei giorni scorsi su Instagram, che riguarda rivoluzioni e guerre d'indipendenza, e arrivando agli studi sulle democrazie, i pi&#249; vicini al caso di Milano, dove si protestava contro il carovita e contro un governo che alle prossime elezioni dovr&#224; chiedere i voti agli elettori.</p><div id="youtube2-qyuVsMsTdBk" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;qyuVsMsTdBk&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/qyuVsMsTdBk?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p style="text-align: center;">&#127916; Questo articolo &#232; tratto dal video:</p><p style="text-align: center;"><a href="https://youtu.be/qyuVsMsTdBk">Le manifestazioni violente funzionano? Cosa dicono i dati</a></p><p style="text-align: center;">Se preferisci guardare anzich&#233; leggere, il video &#232; qui sopra.</p><h2>La violenza ha fatto cadere pi&#249; regimi?</h2><p>Nel 2008 Maria Stephan ed Erica Chenoweth hanno presentato su International Security un archivio di 323 campagne di massa, dal 1900 al 2006, ciascuna classificata come prevalentemente violenta o nonviolenta (<a href="https://www.belfercenter.org/sites/default/files/legacy/files/IS3301_pp007-044_Stephan_Chenoweth.pdf">Stephan e Chenoweth 2008</a>). Lo hanno chiamato NAVCO (Nonviolent and Violent Conflict Outcomes, rinominato in seguito Nonviolent and Violent Campaigns and Outcomes). Le campagne nonviolente le hanno cercate nella letteratura storica, incrociandole con enciclopedie e bibliografie specializzate, e poi hanno sottoposto l'elenco a un gruppo di esperti, con il compito di confermare la classificazione e di segnalare i casi mancanti. Quelle violente le hanno prese dal progetto Correlates of War, che registra i conflitti con almeno mille morti in combattimento.</p><p>Dodici anni dopo, sul Journal of Democracy, Chenoweth ha aggiornato i conti e ha diviso le campagne per decennio (<a href="https://www.journalofdemocracy.org/articles/the-future-of-nonviolent-resistance-2/">Chenoweth 2020</a>). Il grafico che ho pubblicato &#232; la figura 2 di quell'articolo: per ogni decennio dal 1930 al 2019, la quota di campagne che hanno raggiunto il proprio obiettivo, con le nonviolente separate da quelle armate.</p><p>Sull'intero secolo, includendo anche i decenni dal 1900 al 1929 che il grafico non mostra, ha avuto successo circa il 51% delle campagne nonviolente e il 26% di quelle violente. Le nonviolente hanno toccato il 65% negli anni Novanta e dal 2010 sono scese sotto il 34%; le violente, nello stesso periodo, si sono fermate all'8%. Stando a questi numeri, contro governi e occupanti la lotta armata ha raggiunto l'obiettivo circa la met&#224; delle volte della nonviolenza, il contrario di quanto sosteneva Alessandro.</p><h2>Quanto reggono quei numeri</h2><p>Chenoweth e Stephan hanno adottato due criteri che pesano sull'interpretazione dei risultati. Primo: nell'archivio sono entrate solo le campagne massimaliste, quelle che volevano rovesciare un governo, cacciare un occupante o rendere indipendente un territorio; il movimento americano per i diritti civili, per esempio, &#232; rimasto fuori. Secondo: nell'aggiornamento del 2020 una campagna &#232; stata considerata riuscita se aveva raggiunto l'obiettivo entro un anno dal picco della mobilitazione e se l'esito era attribuibile alla campagna.</p><p>Anche la definizione di violenza &#232; diversa da quella dell'uso comune: le campagne &#171;violente&#187; di Chenoweth sono guerriglie e guerre civili, con almeno mille morti. Nel lessico di questi studi le vetrine rotte e i sassi di piazza Duomo rientrano nella violenza non armata, e una campagna viene classificata in base alla sua strategia prevalente, quindi anche con episodi di violenza ai margini pu&#242; risultare nonviolenta. Secondo Chenoweth, nel decennio 2010-2019 oltre la met&#224; delle campagne nonviolente aveva un'ala violenta, cio&#232; gruppi che accanto alla campagna usavano la violenza. I cortei di Milano non rispettavano il criterio delle campagne massimaliste e quindi resterebbero fuori dall'archivio. I singoli danneggiamenti, quindi, non cambierebbero la classificazione.</p><p>Nell'articolo del 2008 le autrici avevano gi&#224; indicato, in una nota, il limite principale del confronto: le campagne grandi e lunghe avevano lasciato molte tracce nelle fonti, mentre molte campagne nonviolente schiacciate sul nascere non ne avevano lasciata quasi nessuna, ed erano rimaste fuori dal conteggio. Se dall'archivio mancavano soprattutto campagne fallite, il tasso di successo risultava sovrastimato.</p><p>Nel 2016, su Comparative Politics, Fabrice Lehoucq ha cercato le campagne mancanti in un'area limitata, il Sud America. Ha trovato 13 campagne che rispettavano i criteri di NAVCO e non comparivano nel dataset: 11 erano nonviolente, e di queste solo 3 avevano avuto successo (il conteggio &#232; riportato da <a href="https://eprints.whiterose.ac.uk/id/eprint/196441/">Dworschak 2023</a>). Secondo lo stesso Dworschak, Chenoweth ha riconosciuto le omissioni, osservando per&#242; che Lehoucq poteva aver applicato criteri diversi dai suoi.</p><p>Nel 2023, sulla stessa rivista, Dworschak ha controllato quanto pesassero buchi di questo tipo sul risultato. Prima ha rifatto i calcoli di Chenoweth e Stephan sullo stesso archivio. Poi ha usato il bootstrap, una tecnica che estrae a caso, pi&#249; e pi&#249; volte, nuovi campioni dalle stesse campagne (134 nei modelli originali) per misurare quanto un risultato dipenda dai singoli casi presenti. Nel 93% dei campioni l'effetto stimato della nonviolenza restava positivo, ma l'intervallo di confidenza, cio&#232; la fascia entro cui con buona probabilit&#224; cade il vero valore dell'effetto, comprendeva anche lo zero. In questi calcoli lo zero corrisponde al caso in cui le campagne nonviolente e quelle armate hanno la stessa probabilit&#224; di successo: se lo zero cade dentro la fascia, i dati non permettono di escludere che tra i due metodi non ci sia alcuna differenza. Infine ha aggiunto all'archivio, una alla volta, campagne nonviolente fallite simulate, come quelle che Lehoucq aveva trovato in Sud America. Bastava aggiungerne una perch&#233; il vantaggio della nonviolenza non risultasse pi&#249; statisticamente significativo, cio&#232; perch&#233; non si potesse pi&#249; escludere che fosse frutto del caso.</p><p>Resta da capire se questi risultati diano ragione a chi, come Alessandro, ritiene necessaria la violenza. Per sostenerlo servirebbe una stima a favore delle campagne armate, con un intervallo di confidenza interamente sotto lo zero. Nei calcoli di Dworschak &#232; successo il contrario: in pi&#249; di nove campioni su dieci la stima continuava a favorire la nonviolenza, e l'incertezza arrivava al massimo a comprendere l'assenza di differenza. Dworschak ha concluso che lo studio del 2008 non fornisce prove statistiche solide di una maggiore efficacia della resistenza civile, e ha precisato che i suoi risultati non dimostrano una maggiore efficacia della violenza. La sua conclusione riguarda una misura precisa, il raggiungimento dell'obiettivo dichiarato dalla campagna. Altri studi, presentati pi&#249; avanti, hanno misurato esiti diversi, per esempio il tipo di regime nato dopo la caduta di una dittatura.</p><p>Un altro problema riguarda la possibile selezione dei casi favorevoli alla tesi, il cosiddetto cherry picking. Chenoweth e Stephan hanno dichiarato i criteri usati per selezionare entrambi i gruppi. Il grafico mostra che negli anni Quaranta ha avuto successo il 36% delle campagne violente e il 21% di quelle nonviolente, e il calo delle nonviolente dal 65% degli anni Novanta al 34% del 2010-2019 &#232; il tema centrale dell'articolo del 2020. In una nota Chenoweth ha anche riconosciuto che la sua definizione di successo &#171;&#232; contestata&#187;. Oltre alla selezione dei casi, c'&#232; il problema delle condizioni di partenza: chi sceglie la lotta armata pu&#242; trovarsi davanti un regime pi&#249; duro o avere dietro una popolazione meno mobilitata, e queste differenze possono influire sui risultati. In una rassegna del 2017 sugli studi che collegano repressione e resistenza nonviolenta, firmata con Evan Perkoski e Sooyeon Kang, Chenoweth aveva indicato questo problema, che i ricercatori chiamano endogeneit&#224;, tra le difficolt&#224; metodologiche del settore (<a href="https://doi.org/10.1177/0022002717721390">Chenoweth, Perkoski e Kang 2017</a>). Nel 2020 ha sostenuto che il successo delle campagne nonviolente non dipendeva soprattutto dalla debolezza dei regimi.</p><h2>La violenza non armata contro le dittature</h2><p>Gli studi pi&#249; favorevoli all'idea di Alessandro riguardano la violenza non armata, quella dei sassi, degli incendi e degli scontri con la polizia, che negli archivi di Chenoweth finisce tra le campagne nonviolente o resta fuori. Alexei Anisin ha provato a separare la violenza non armata dalla lotta armata. Nel 2020, su Critical Sociology, ha aggiunto all'archivio campagne dell'Ottocento e del Novecento che NAVCO non aveva analizzato e ha riclassificato i casi, separando le campagne con lanci di pietre, incendi e scontri con la polizia da quelle combattute con le armi. Con questa classificazione ha ottenuto un tasso di successo del 48% per le campagne nonviolente, del 61% per quelle con violenza non armata e del 30% per la lotta armata (<a href="https://doi.org/10.1177/0896920520913982">Anisin 2020</a>). Onken, Shemia-Goeke e Martin hanno contestato la sua codifica e hanno obiettato che aggiungere i casi dell'Ottocento distorce il confronto, perch&#233; da allora la tecnologia delle armi ha favorito sempre di pi&#249; i governi (<a href="https://www.bmartin.cc/pubs/21cs.html">2021</a>).</p><p>Nel 2018 Mohammad Ali Kadivar e Neil Ketchley hanno pubblicato un'analisi sulla violenza non armata in 103 paesi non democratici, seguiti anno per anno tra il 1990 e il 2004. Hanno registrato le rivolte con sassi e bottiglie molotov e le aperture del regime, e hanno trovato che le rivolte erano associate a una maggiore apertura politica (<a href="https://doi.org/10.1177/2378023118773614">Kadivar e Ketchley 2018</a>). Il risultato di Kadivar e Ketchley &#232; compatibile con l'idea di Alessandro, ma riguarda dittature, dove il governo non risponde agli elettori. Mauricio Rivera Celestino e Kristian Skrede Gleditsch hanno misurato un altro esito: che cosa succede a una dittatura dopo le proteste. Hanno seguito anno per anno, tra il 1900 e il 2004, tutti i paesi che l'anno precedente erano autocrazie, e hanno registrato in quali anni era in corso una campagna nonviolenta o armata dell'archivio NAVCO: 199 anni con campagne nonviolente e 786 con campagne armate. Poi hanno contato due tipi di cambiamento. Il primo &#232; il passaggio alla democrazia, misurato con l'indice Polity, che assegna a ogni paese un punteggio tra autocrazia piena e democrazia piena. Il secondo &#232; il passaggio a un'altra autocrazia, cio&#232; i casi in cui il leader era stato costretto a lasciare il potere senza che arrivasse la democrazia. Negli anni con una campagna nonviolenta la probabilit&#224; di passare alla democrazia era molto pi&#249; alta, soprattutto quando anche i paesi vicini erano democrazie. Le campagne armate hanno fatto cadere meno regimi e, quando ci sono riuscite, hanno portato pi&#249; spesso a una nuova autocrazia (<a href="https://doi.org/10.1177/0022343312469979">Celestino e Gleditsch 2013</a>; il metodo &#232; riassunto nella <a href="https://freedomhouse.org/sites/default/files/2022-11/FHPrecursorsAnnotatedBibliography11102022.pdf">bibliografia ragionata di Freedom House</a> del 2022). Lo studio usa lo stesso archivio di Chenoweth, quindi ne condivide i limiti di copertura descritti sopra.</p><p>&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter. Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti. &#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><h2>In democrazia la violenza ha spostato voti?</h2><p>I cortei di ottobre, invece, si sono svolti in una democrazia, e chiedevano salari pi&#249; alti, meno tasse, benzina meno cara e pi&#249; fondi per sanit&#224; e scuola. In una democrazia un governo cambia linea quando teme di perdere voti: perch&#233; la violenza funzionasse, avrebbe dovuto spostare consenso verso chi protestava o almeno strappare concessioni. Gli studi che seguono hanno misurato proprio l'effetto delle proteste sul voto, sulle concessioni ottenute e sull'opinione pubblica.</p><p>Il primo studio riguarda gli Stati Uniti degli anni Sessanta. Omar Wasow ha raccolto i dati sulle proteste guidate da afroamericani tra il 1960 e il 1972 e sul voto presidenziale contea per contea nel 1964, nel 1968 e nel 1972, e ha misurato come era cambiato il voto nelle contee vicine alle proteste e in quelle lontane (<a href="https://doi.org/10.1017/S000305542000009X">Wasow 2020</a>). Il voto democratico serviva a misurare il consenso per le richieste di chi protestava: le grandi leggi sui diritti civili, il Civil Rights Act del 1964 e il Voting Rights Act del 1965, erano state proposte dai presidenti democratici John Kennedy e Lyndon Johnson, e nel 1968 il repubblicano Richard Nixon ha fatto campagna promettendo &#171;legge e ordine&#187;. Nelle contee vicine a proteste nonviolente il voto democratico &#232; salito tra 1,6 e 2,5 punti; vicino alle rivolte &#232; sceso tra 2,2 e 5,4 punti.</p><p>Le contee dove sono scoppiate le rivolte, per&#242;, potevano essere diverse dalle altre per molte ragioni. Wasow ha cercato di isolare l'effetto delle rivolte confrontando le contee in base alla pioggia. Dopo l'assassinio di Martin Luther King, il 4 aprile 1968, nel giro di una settimana sono scoppiate rivolte in 137 contee. Dove pioveva, la gente restava pi&#249; spesso a casa e le rivolte erano meno frequenti o meno gravi, e dato che la pioggia cade indipendentemente dalla tensione sociale, il confronto tra le contee diventava quasi casuale. Confrontando le contee dove in quella settimana aveva piovuto con quelle dove non aveva piovuto, Wasow ha stimato che nelle zone delle rivolte i democratici avessero perso tra 5,6 e 7,9 punti. Ha quindi stimato se quei voti persi avessero cambiato l'esito delle presidenziali del 1968. Ha simulato 10.000 volte l'elezione restituendo ai democratici i voti tolti dalle rivolte, con una stima pi&#249; prudente di circa 2 punti, cio&#232; come se le rivolte non ci fossero state: in 7.519 simulazioni su 10.000 il democratico Hubert Humphrey avrebbe battuto Nixon e nell'esito pi&#249; frequente avrebbe conquistato anche Delaware, Illinois, Missouri, New Jersey e Ohio. Quattro anni prima, nel 1964, quei cinque Stati avevano votato tutti per il democratico Johnson, con quote tra il 59,5% e il 65,6%; nel 1968 Nixon li ha vinti con un vantaggio su Humphrey compreso tra 1,1 punti in Missouri e 3,5 in Delaware (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/1964_United_States_presidential_election#Results_by_state">risultati 1964</a> e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/1968_United_States_presidential_election#Results_by_state">1968</a>).</p><p>La stima vale a una condizione: che la pioggia della settimana dopo l'assassinio di King abbia influito sul voto di novembre solo attraverso le rivolte. Se la pioggia avesse influito sul voto anche per altre strade, una parte dell'effetto attribuito alle rivolte dipenderebbe da quelle. Nel 2024 Jonathan Mellon ha passato in rassegna 289 studi che usavano il meteo in questo modo e ha contato 194 variabili che quegli stessi studi, presi insieme, avevano collegato al meteo, dall'affluenza alle urne all'umore degli elettori fino alla partecipazione alle proteste. Ognuna &#232; una possibile strada alternativa, e con un'analisi di sensibilit&#224; Mellon ha mostrato che molte di queste strade avrebbero un peso sufficiente a ribaltare numerosi risultati (<a href="https://doi.org/10.1111/ajps.12894">Mellon 2024</a>). Mellon cita lo studio di Wasow tra i 17 della rassegna che misurano effetti sul voto, senza rifarne i calcoli: la sua critica riguarda il metodo nel suo insieme e rende incerta la stima ottenuta con la pioggia, senza dimostrarla sbagliata. Il confronto contea per contea, che non usa la pioggia, associa comunque le rivolte a una perdita di voti democratici tra 2,2 e 5,4 punti, quindi dopo la critica di Mellon resta incerta soprattutto la dimensione dell'effetto.</p><p>Oltre agli effetti sul voto, altri due studi hanno misurato le concessioni ottenute dai manifestanti in Francia e il sostegno dei cittadini a Barcellona. Per la Francia, Emiliano Huet-Vaughn ha usato un archivio che registra giorno per giorno le proteste riportate tra il 1980 e il 1995 da oltre sessanta giornali e agenzie di stampa, e ha confrontato quelle in cui erano state distrutte propriet&#224; con quelle rimaste pacifiche. Il confronto diretto dava una differenza piccola: le proteste con distruzioni in ogni giorno di mobilitazione avevano il 2% di probabilit&#224; in meno di ottenere concessioni. Quelle proteste, per&#242;, potevano essere diverse dalle altre fin dall'inizio, per esempio per le richieste o per chi vi partecipava. Huet-Vaughn ha quindi usato due fattori che rendono la violenza pi&#249; o meno probabile senza dipendere dalla protesta stessa, il meteo e le vacanze scolastiche, e con questo metodo la riduzione &#232; salita a quasi il 20%. Il meteo lo espone allo stesso limite indicato da Mellon (<a href="https://doi.org/10.2139/ssrn.2331520">Huet-Vaughn</a>; lo studio &#232; rimasto un working paper).</p><p>Il caso di Barcellona riguarda il 15-M, il movimento contro l'austerit&#224; nato nel maggio 2011 con le proteste degli indignados, che fino ad allora aveva manifestato in modo pacifico. Nel quartiere di Gr&#224;cia un gruppo legato al movimento occupava da alcuni anni i locali di un'ex filiale di banca, ribattezzata Banc Expropiat (&#171;banca espropriata&#187;), dove gestiva una banca del cibo, un negozio gratuito e una biblioteca e dove si riuniva l'assemblea di quartiere del 15-M. Il 23 maggio 2016 la polizia catalana ha eseguito l'ordine di sgombero. Le manifestazioni contro lo sgombero sono diventate in pochi giorni una rivolta, con barricate incendiate, danni alle propriet&#224;, scontri con la polizia e decine di feriti tra manifestanti e agenti, e la fase pi&#249; violenta &#232; durata quattro notti. Dal 25 aprile al 9 giugno, intanto, a Barcellona era in corso un sondaggio in cui gli intervistatori raccoglievano le risposte di persona. Dato che nessuno poteva prevedere la rivolta, il giorno dell'intervista non dipendeva dalle opinioni degli intervistati, e Jordi Mu&#241;oz ed Eva Anduiza hanno potuto confrontare le risposte raccolte prima e dopo gli scontri come se fossero due gruppi estratti a caso. Dopo gli scontri il sostegno al 15-M era pi&#249; basso di 12 punti. Il calo si &#232; concentrato tra simpatizzanti tiepidi e indecisi, cio&#232; tra le persone che un movimento cerca di convincere, mentre i sostenitori convinti sono rimasti quasi indifferenti. Gli autori hanno precisato che la stima riguarda l'intero episodio, compresi lo sgombero e la risposta della polizia (<a href="https://doi.org/10.1177/0022343318820575">Mu&#241;oz e Anduiza 2019</a>).</p><h2>La violenza convince chi la guarda?</h2><p>Gli studi sul campo descritti fin qui hanno dovuto separare l'effetto della violenza dalle altre caratteristiche delle proteste. Negli esperimenti condotti attraverso i sondaggi i ricercatori hanno assegnato a caso agli intervistati descrizioni della stessa protesta, con o senza scontri, e hanno confrontato le risposte. Dato che i gruppi erano simili in tutto il resto, la differenza nelle risposte si poteva attribuire alla violenza. Matthew Feinberg, Robb Willer e Chloe Kovacheff hanno condotto sei esperimenti di questo tipo, pubblicati nel 2020, su movimenti diversi (diritti degli animali, opposizione a Trump, movimento contro l'aborto): le azioni estreme, dai blocchi autostradali al vandalismo, riducevano il sostegno al movimento tra intervistati di ogni orientamento politico, e in cinque esperimenti su sei riducevano anche il sostegno alla causa. Secondo gli autori gli intervistati giudicavano quelle azioni immorali e si identificavano meno con chi le compiva (<a href="https://doi.org/10.1037/pspi0000230">Feinberg, Willer e Kovacheff 2020</a>).</p><p>Nel 2018 Simpson, Willer e Feinberg hanno studiato gli effetti sul consenso della violenza usata contro un gruppo molto impopolare, i nazionalisti bianchi. Negli Stati Uniti di quegli anni c'erano stati scontri violenti tra nazionalisti bianchi e contromanifestanti antirazzisti, e i ricercatori hanno costruito su quegli episodi lo scenario dell'esperimento, sottoposto a 800 persone di ogni orientamento politico. La violenza degli antirazzisti ha ridotto il sostegno nei loro confronti e ha aumentato quello per i nazionalisti bianchi. La violenza dei nazionalisti bianchi ha ridotto il loro sostegno soltanto tra gli elettori repubblicani, che ne avevano un giudizio meno negativo, forse perch&#233; gli altri intervistati li consideravano gi&#224; del tutto irragionevoli (<a href="https://doi.org/10.1177/2378023118803189">Simpson, Willer e Feinberg 2018</a>).</p><p>Shuman e coautori hanno confrontato l'efficacia di diverse tattiche: in cinque studi con 3.650 persone hanno messo a confronto l'inazione, le manifestazioni tradizionali, le azioni dirompenti ma nonviolente e le azioni violente. Le azioni dirompenti nonviolente hanno aumentato pi&#249; delle altre il sostegno alle concessioni, anche tra le persone pi&#249; contrarie alle richieste (<a href="https://doi.org/10.1037/pspi0000333">Shuman e coautori 2021</a>). In Belgio Wouters e Walgrave hanno mostrato a parlamentari nazionali e regionali un servizio televisivo su una manifestazione, cambiando di volta in volta quanti erano i manifestanti, quanto erano uniti, quanto sembravano rispettabili e determinati: i parlamentari hanno cambiato posizione soprattutto quando la piazza era numerosa e compatta (<a href="https://doi.org/10.1177/0003122417690325">Wouters e Walgrave 2017</a>).</p><h2>Quando la violenza ha aiutato</h2><p>Il primo effetto favorevole riguarda un gruppo diverso da quello che aveva usato la violenza. Simpson, Willer e Feinberg hanno studiato come cambiava il consenso per la componente moderata di un movimento quando un'ala radicale dello stesso movimento adottava tattiche estreme. In due esperimenti online con 2.772 persone, sui diritti degli animali e sul clima, la presenza di un gruppo che distruggeva propriet&#224; o usava la violenza ha aumentato il consenso per i moderati, che venivano giudicati pi&#249; ragionevoli (<a href="https://doi.org/10.1093/pnasnexus/pgac110">Simpson, Willer e Feinberg 2022</a>). Social Change Lab ha esaminato lo stesso fenomeno fuori dal laboratorio, nel Regno Unito. Dopo i blocchi dell'autostrada M25 di Just Stop Oil nel novembre 2022, YouGov ha intervistato 1.415 adulti prima e dopo i blocchi: in due settimane il sostegno agli obiettivi di Friends of the Earth, un'organizzazione ambientalista moderata estranea ai blocchi, &#232; salito dal 50,4% al 53,7%, mentre il sostegno a Just Stop Oil e alle politiche climatiche &#232; rimasto invariato (<a href="https://www.socialchangelab.org/research/radical-tactics-moderate-groups.html">Social Change Lab</a>; lo studio &#232; stato poi pubblicato su <a href="https://doi.org/10.1038/s41893-024-01444-1">Nature Sustainability</a>).</p><p>Gli altri casi favorevoli riguardano rivolte vere e proprie. Il 3 marzo 1991 quattro agenti bianchi della polizia di Los Angeles erano stati filmati mentre picchiavano Rodney King, un afroamericano. Il 29 aprile 1992 una giuria composta solo da bianchi li ha assolti, e nel giro di poche ore a South Central, un quartiere a maggioranza afroamericana, sono cominciati saccheggi, incendi e aggressioni. La rivolta si &#232; fermata il 3 maggio, con l'arrivo di 3.500 soldati federali accanto a 10.000 uomini della Guardia nazionale, e ha lasciato 54 morti, oltre 2.300 feriti, pi&#249; di 11.000 arresti e danni stimati in oltre un miliardo di dollari. Enos, Kaufman e Sands hanno confrontato il voto degli stessi elettori nel 1990 e nelle primarie del giugno 1992, poche settimane dopo la rivolta, distinguendo i referendum sul finanziamento delle scuole pubbliche, legati alle richieste dei rivoltosi, da quelli sulle universit&#224;, estranei a quelle richieste. Se il s&#236; alle scuole cresceva pi&#249; del s&#236; alle universit&#224;, la differenza si poteva attribuire alla rivolta. &#200; cresciuto di 4,9 punti in pi&#249; nell'area di Los Angeles, e di 2,8 punti anche tra gli elettori bianchi, mentre nelle altre contee della California l'effetto &#232; stato vicino a zero (<a href="https://doi.org/10.1017/S0003055419000340">Enos, Kaufman e Sands 2019</a>). Gli autori hanno interpretato il risultato alla luce di una mobilitazione elettorale durata pi&#249; di dieci anni. Tra le primarie del 1990 e quelle del 1992 l'affluenza nella contea di Los Angeles &#232; salita di 10,6 punti, contro una media di 6 nelle altre cinque contee pi&#249; grandi dello Stato.</p><p>Aidt e Franck hanno studiato un caso pi&#249; antico, le rivolte agrarie inglesi del 1830-31, note come Swing riots: hanno collocato su una mappa i 2.818 episodi e li hanno confrontati con il voto in 244 circoscrizioni. Per ogni rivolta in pi&#249; entro 10 chilometri, la quota di deputati Whig, favorevoli alla riforma del Parlamento, &#232; salita di circa mezzo punto (0,47). Tra il 1830 e il 1831 i Whig sono passati dal 42,9% al 56,6% degli eletti, e secondo gli autori le rivolte spiegano circa met&#224; di quell'aumento; quella maggioranza ha poi approvato il Reform Act del 1832, che ha allargato il diritto di voto e ridisegnato i collegi (<a href="https://doi.org/10.3982/ECTA11484">Aidt e Franck 2015</a>). Il confronto con le democrazie di oggi deve tenere conto del fatto che nel 1830-31 votavano circa 344.000 persone e che la minaccia di una rivoluzione era rivolta a un'&#233;lite.</p><p>Klein Teeselink e Melios hanno esaminato le proteste di Black Lives Matter del 2020, in uno studio pubblicato nel 2025. Hanno usato la pioggia caduta tra il 26 maggio e il 7 giugno in 3.053 contee americane: dove le proteste sono state pi&#249; partecipate il voto democratico &#232; salito tra 1,2 e 1,8 punti alle presidenziali di novembre, dopo un contraccolpo conservatore iniziale che gli autori hanno collegato alla copertura degli episodi violenti (<a href="https://doi.org/10.1007/s11109-025-10014-w">Klein Teeselink e Melios 2025</a>). Secondo gli autori, il voto democratico &#232; aumentato man mano che calava l'attenzione per gli episodi violenti.</p><h2>Gli studi storici e le rassegne della letteratura</h2><p>Nel 1975 il sociologo William Gamson ha estratto a caso 53 gruppi di protesta americani, attivi tra il 1800 e il 1945, da una lista di circa 4.500, e ha controllato quali fossero stati riconosciuti come interlocutori e quali avessero ottenuto qualcosa: i successi erano pi&#249; frequenti tra quelli che usavano la violenza. Nel 1980 Jack Goldstone ha rianalizzato gli stessi dati e ha concluso che quelle correlazioni erano in gran parte spurie, che l'esito dipendeva dalle crisi nazionali e che l'effetto delle tattiche non era pi&#249; rilevabile (<a href="https://doi.org/10.1086/227123">Goldstone 1980</a>). Nel 1998 Marco Giugni, nella sua rassegna sull'Annual Review of Sociology, ha scritto che sul ruolo della violenza &#171;non c'&#232; consenso&#187;. Tra gli studi che citava ce n'era uno sull'Italia, sugli scioperi tra il 1878 e il 1903: quelli violenti avevano avuto meno successo di quelli pacifici (<a href="https://access.archive-ouverte.unige.ch/access/metadata/7fa7af63-9760-447a-9c19-10121431171f/download">Giugni 1998</a>).</p><p>Le ricerche pi&#249; recenti sono state esaminate in alcune rassegne della letteratura, ma le loro stime non sono ancora state combinate in una meta-analisi, cio&#232; in uno studio che le unisca statisticamente. Nel 2022 il centro di ricerca britannico Social Change Lab ha esaminato 37 studi in un rapporto pubblicato in proprio, fuori dalle riviste scientifiche. Gli autori, Ozden e Glover, hanno trovato risultati favorevoli alle proteste nonviolente e contraccolpi per quelle violente, e hanno avvertito che quasi tutti gli studi esaminati riguardavano gli Stati Uniti (<a href="https://www.socialchangelab.org/research/protest-outcomes-literature-review.html">Ozden e Glover 2022</a>). Una rassegna del 2026 su PNAS Nexus ha concluso che le proteste dirompenti aumentavano l'antipatia verso chi le organizzava e ottenevano dai media pi&#249; attenzione delle proteste tradizionali (<a href="https://doi.org/10.1093/pnasnexus/pgag082">Vandeweerdt 2026</a>).</p><h2>La violenza funziona?</h2><p>Tornando alla tesi di Alessandro, la risposta dipende da dove si protesta e da che cosa si misura. Contro dittature e occupanti, nei dati di Chenoweth, la lotta armata ha avuto successo nel 26% dei casi e la nonviolenza nel 51%, e secondo Celestino e Gleditsch le campagne armate che hanno rovesciato un regime hanno portato pi&#249; spesso a un'altra autocrazia. Dworschak ha mostrato che il vantaggio della nonviolenza non &#232; statisticamente solido, ma nei suoi calcoli le stime continuavano a favorire la nonviolenza. La violenza non armata ha qualche risultato a suo favore, sempre nelle dittature: Anisin ha stimato un tasso di successo del 61%, con una codifica contestata, e Kadivar e Ketchley hanno associato le rivolte a una maggiore apertura politica.</p><p>Nelle democrazie, pi&#249; vicine al caso di Milano, la maggior parte delle stime va nella direzione opposta a quella di Alessandro. Negli Stati Uniti del 1968 Wasow ha stimato per i democratici una perdita tra 5,6 e 7,9 punti nelle zone colpite dalle rivolte. A Barcellona Mu&#241;oz e Anduiza hanno misurato un calo di 12 punti nel sostegno al 15-M, e in Francia Huet-Vaughn ha stimato una riduzione di quasi il 20% nella probabilit&#224; di ottenere concessioni. Negli esperimenti nei sondaggi le azioni violente hanno ridotto il sostegno a movimenti di orientamento politico opposto, mentre le azioni dirompenti ma nonviolente hanno convinto pi&#249; delle altre tattiche, e i parlamentari belgi hanno reagito soprattutto alle manifestazioni numerose e compatte.</p><p>Gli effetti favorevoli sono arrivati in circostanze particolari. Dopo i blocchi di Just Stop Oil &#232; cresciuto il sostegno a un'organizzazione moderata estranea ai blocchi, mentre quello per Just Stop Oil &#232; rimasto invariato. A Los Angeles il sostegno ai referendum sulle scuole pubbliche &#232; cresciuto di 4,9 punti in pi&#249; rispetto a quello per le universit&#224;, e gli autori hanno collegato il risultato a una mobilitazione elettorale durata anni. Nell'Inghilterra del 1832, dove votavano circa 344.000 persone, le rivolte facevano pressione su un'&#233;lite. Nello studio su Black Lives Matter il voto democratico &#232; aumentato tra 1,2 e 1,8 punti, dopo un contraccolpo iniziale legato agli episodi violenti.</p><h2>La risposta del governo alle proteste di Milano</h2><p>Quanto alla risposta immediata, dopo gli scontri di Milano il governo ha adottato due provvedimenti di ordine pubblico. Il 19 ottobre l'esecutivo ha deciso l'invio di 500 militari in pi&#249; in citt&#224;; il 20 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che ha introdotto il reato di partecipazione violenta a manifestazioni, punito da 2 a 5 anni (<a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/10/20/milano-proteste-cdm-decreto-ultime-notizie-diretta">Sky TG24</a>). Giorgia Meloni lo ha presentato cos&#236;: &#171;Devastare e rubare non &#232; protesta, &#232; criminalit&#224;&#187;.</p><p>&#127916; Le richieste dei cortei, con i costi e le coperture, sono nel video <a href="https://youtu.be/--upQy4-08g">Le proteste del 17 ottobre: come risolvere il problema?</a></p><p>Lo stesso 20 ottobre il governo ha risposto anche a un'altra protesta, quella degli autotrasportatori che avevano bloccato le strade al Sud: ha sbloccato 480 milioni, di cui 430 &#171;gi&#224; a bilancio&#187; secondo il ministro Matteo Salvini (<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/via-vertice-salvini-e-l-autotrasporto-sbloccare-subito-risorse-AJM6C2oB">Il Sole 24 Ore</a>). Le fonti disponibili non permettono di stabilire quanto lo sblocco dei fondi sia dipeso dai blocchi.</p><p>L'eventuale effetto degli scontri di Milano sul voto si potr&#224; valutare solo dopo le prossime elezioni. In un sondaggio presentato da Alessandra Ghisleri (Only Numbers) a Filorosso su Rai 3, il 55,8% degli intervistati ha chiesto di condannare le manifestazioni violente &#171;senza se e senza ma&#187; e il 66% si &#232; dichiarato favorevole a misure pi&#249; severe; campione e metodo non sono stati pubblicati (<a href="https://cavalierenews.it/scontri-di-milano-il-sondaggio-di-alessandra-ghisleri-a-filorosso-il-66-degli-italiani-invoca-la-linea-dura-sullordine-pubblico-per-il-48-e-un-mix-di-disagio-e-fallimento-educativo/">Cavaliere News</a>).</p><p>Anche nella chat Telegram del Movimento 17 ottobre, di cui il <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/20/movimento-17-ottobre-chat-telegram-manifestanti-notizie/8543181/">Fatto Quotidiano</a> ha pubblicato alcuni messaggi, un utente anonimo ha collegato gli scontri ai consensi del governo: &#171;Pi&#249; spacchi, pi&#249; Meloni arriva al 50 per cento&#187;.</p><h2>Fonti e approfondimenti</h2><ul><li><p><a href="https://www.journalofdemocracy.org/articles/the-future-of-nonviolent-resistance-2/">Chenoweth, &#171;The Future of Nonviolent Resistance&#187;, Journal of Democracy, 2020</a></p></li><li><p><a href="https://www.belfercenter.org/sites/default/files/legacy/files/IS3301_pp007-044_Stephan_Chenoweth.pdf">Stephan e Chenoweth, &#171;Why Civil Resistance Works&#187;, International Security, 2008</a></p></li><li><p><a href="https://eprints.whiterose.ac.uk/id/eprint/196441/">Dworschak, &#171;Civil resistance in the streetlight&#187;, Comparative Politics, 2023</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/0896920520913982">Anisin, &#171;Debunking the Myths Behind Nonviolent Civil Resistance&#187;, Critical Sociology, 2020</a> e <a href="https://www.bmartin.cc/pubs/21cs.html">la risposta di Onken, Shemia-Goeke e Martin, 2021</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/0022002717721390">Chenoweth, Perkoski e Kang, &#171;State Repression and Nonviolent Resistance&#187;, Journal of Conflict Resolution, 2017</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/2378023118773614">Kadivar e Ketchley, &#171;Sticks, Stones, and Molotov Cocktails&#187;, Socius, 2018</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/0022343312469979">Celestino e Gleditsch, &#171;Fresh carnations or all thorn, no rose?&#187;, Journal of Peace Research, 2013</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1017/S000305542000009X">Wasow, &#171;Agenda Seeding&#187;, American Political Science Review, 2020</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1111/ajps.12894">Mellon, &#171;Rain, rain, go away&#187;, American Journal of Political Science, 2024</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.2139/ssrn.2331520">Huet-Vaughn, &#171;Quiet Riot: The Causal Effect of Protest Violence&#187;, working paper</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/0022343318820575">Mu&#241;oz e Anduiza, &#171;If a fight starts, watch the crowd&#187;, Journal of Peace Research, 2019</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1017/S0003055419000340">Enos, Kaufman e Sands, &#171;Can Violent Protest Change Local Policy Support?&#187;, American Political Science Review, 2019</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.3982/ECTA11484">Aidt e Franck, &#171;Democratization Under the Threat of Revolution&#187;, Econometrica, 2015</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1007/s11109-025-10014-w">Klein Teeselink e Melios, &#171;Weather to Protest&#187;, Political Behavior, 2025</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1037/pspi0000230">Feinberg, Willer e Kovacheff, &#171;The activist's dilemma&#187;, Journal of Personality and Social Psychology, 2020</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/2378023118803189">Simpson, Willer e Feinberg, &#171;Does Violent Protest Backfire?&#187;, Socius, 2018</a> e <a href="https://doi.org/10.1093/pnasnexus/pgac110">&#171;Radical flanks of social movements can increase support for moderate factions&#187;, PNAS Nexus, 2022</a></p></li><li><p><a href="https://www.socialchangelab.org/research/radical-tactics-moderate-groups.html">Social Change Lab, il blocco della M25 e il sostegno ai gruppi moderati, 2022</a> e <a href="https://doi.org/10.1038/s41893-024-01444-1">Ostarek e coautori, &#171;Radical climate protests linked to increases in public support for moderate organizations&#187;, Nature Sustainability, 2024</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1037/pspi0000333">Shuman e coautori, &#171;Disrupting the system constructively&#187;, Journal of Personality and Social Psychology, 2021</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1177/0003122417690325">Wouters e Walgrave, &#171;Demonstrating Power&#187;, American Sociological Review, 2017</a></p></li><li><p><a href="https://www.socialchangelab.org/research/protest-outcomes-literature-review.html">Ozden e Glover, &#171;Protest outcomes: literature review&#187;, Social Change Lab, 2022</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1093/pnasnexus/pgag082">Vandeweerdt, &#171;The effect of disruptive protests on public opinion&#187;, PNAS Nexus, 2026</a></p></li><li><p><a href="https://doi.org/10.1086/227123">Goldstone, &#171;The Weakness of Organization&#187;, American Journal of Sociology, 1980</a> e <a href="https://access.archive-ouverte.unige.ch/access/metadata/7fa7af63-9760-447a-9c19-10121431171f/download">Giugni, &#171;Was It Worth the Effort?&#187;, Annual Review of Sociology, 1998</a></p></li><li><p><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2026/10/19/marracash-e-le-proteste-con-le-buone-non-cambi-le-cose-e-solo-linizio_f4060fb5-3ab6-4526-b0b3-65f88dc3e0f7.html">ANSA sul post di Marracash, 19 ottobre 2026</a> e <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/19/la-rabbia-dei-giovanissimi-e-lunico-modo-per-farci-sentire_b52a179e-da2b-4422-97a3-9cd27c39e190.html">sui ragazzi in piazza</a></p></li><li><p><a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/10/20/milano-proteste-cdm-decreto-ultime-notizie-diretta">Sky TG24, diretta del 20 ottobre 2026 su decreto e reazioni</a></p></li><li><p><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/via-vertice-salvini-e-l-autotrasporto-sbloccare-subito-risorse-AJM6C2oB">Il Sole 24 Ore, i fondi all'autotrasporto, 20 ottobre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/20/movimento-17-ottobre-chat-telegram-manifestanti-notizie/8543181/">Il Fatto Quotidiano, la chat del Movimento 17 ottobre, 20 ottobre 2026</a></p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sei POVERO? La COLPA è dei continui SUSSIDI]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=gnqAE3ROAaI L'ultimo rapporto dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) mette a nudo il fallimento delle politiche italiane degli ultimi 30 anni.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/sei-povero-la-colpa-e-dei-continui-fff</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/sei-povero-la-colpa-e-dei-continui-fff</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/221583275/f74db5655ad6076dd8764d9dda69f69c.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=gnqAE3ROAaI L'ultimo rapporto dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) mette a nudo il fallimento delle politiche italiane degli ultimi 30 anni. Perch&#233;, nonostante i continui bonus, sussidi e "mancette" elettorali, la povert&#224; in Italia non diminuisce? I dati parlano chiaro: dal 1990 ad oggi, il 10% pi&#249; povero della popolazione ha perso il 40% del proprio reddito reale. Al contrario, chi guadagna pi&#249; di 35.000&#8364; si ritrova tartassato da un'imposta progressiva che scoraggia la crescita e alimenta la fuga dei talenti. ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian Nationa Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ https://www.upbilancio.it/it/nota-di-lavoro-n-1-2026-la-dinamica-retributiva-e-il-ruolo-dellimposta-sul-reddito-delle-persone-fisiche/ https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2026/07/Nota-1_2026.pdf ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica 0:00 Introduzione: Sussidi e bonus possono avere effetti perversi? 1:25 Redditi medio alti e lavoro qualificato: restare o andare all&#8217;estero? 2:26 I limiti del modello redistributivo italiano 3:25 Analisi UPB: il crollo delle retribuzioni reali dal 1990 4:46 Chi ha perso davvero potere d&#8217;acquisto? 6:31 Anche la parte alta dei redditi da lavoro cresce pochissimo 7:52 Part time, precariet&#224; e crisi dei salari nei servizi 9:45 Trent&#8217;anni di redistribuzione fiscale: cosa ha funzionato e cosa no 10:41 Come &#232; cambiata l&#8217;IRPEF: chi paga meno e chi paga di pi&#249; 12:57 Pi&#249; redistribuzione, ma i redditi lordi restano indietro 14:24 Salari, contrattazione e il possibile ruolo della compensazione fiscale 16:10 Produttivit&#224;, tecnologia e limiti degli incentivi alle imprese 17:48 Le trappole fiscali: quando guadagnare di pi&#249; rende molto poco 19:41 La conclusione dell&#8217;UPB: questo modello ha raggiunto i suoi limiti? 21:51 Regimi sostitutivi, equit&#224; fiscale e crescente polarizzazione 23:52 Perch&#233; il problema italiano non si risolve con un altro bonus</p><p>Learn more about your ad choices. 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Quanto costano le richieste delle piazze, della CGIL e di AVS, e chi le pagherebbe? Basta tassare i grandi patrimoni? Quanto si recupera dalle spese militari e dai sussidi ambientalmente dannosi? E le richieste su casa, bollette e industria stanno davvero insieme? ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica 00:00 Perch&#233; si &#232; scesi in piazza il 17 ottobre? 01:06 Che cosa chiede la CGIL? 02:47 Basta tagliare la spesa militare? 04:20 Quanto costerebbe rafforzare la sanit&#224;? 05:44 Perch&#233; gli affitti sono cos&#236; alti? 07:27 Nuove case e consumo di suolo stanno insieme? 07:42 Che cosa chiedono le proteste in Puglia? 09:17 Quanto costa la bolletta sociale di AVS? 10:39 Che cosa c'entrano i sussidi dannosi? 11:42 Come si affrontano i problemi strutturali?</p><p>Learn more about your ad choices. 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La patrimoniale proposta dalla CGIL ne coprirebbe met&#224;, i tagli alla difesa circa 2 miliardi.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-proteste-del-17-ottobre-come-risolvere</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-proteste-del-17-ottobre-come-risolvere</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:01:01 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/19fcaa61-3cf3-4f63-8f5b-8ddce4d66c8b_1672x941.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 17 ottobre ci sono stati cortei contro il carovita in tredici citt&#224; (<a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/cortei-italia-in-piazza-sabato-17-ottobre-milano-genova-bologna-roma-torino_117789892-202602k.shtml">Tgcom24</a>). A Milano il corteo di Italia in Piazza, con oltre cinquemila persone, si &#232; chiuso con gli scontri in piazza Duomo e una cinquantina di persone portate in Questura, met&#224; delle quali minorenni (<a href="https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/guerriglia-duomo-xais4mot">Il Giorno</a>). Lo stesso pomeriggio a Roma la Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL), il maggiore sindacato italiano, ha sfilato con pi&#249; di cento associazioni riunite nella rete La Via Maestra, e dal palco il segretario generale Maurizio Landini ha rivendicato &#171;pi&#249; di 100mila&#187; presenze (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/17/cgil-in-piazza-siamo-100mila-il-20-novembre-sciopero-generale_c4547ea9-f018-4e78-adda-67ad7af8e7d0.html">ANSA</a>).</p><div id="youtube2---upQy4-08g" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;--upQy4-08g&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/--upQy4-08g?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><h2>Le richieste delle piazze</h2><p>A Milano girava in rete un volantino con la scritta &#171;Stipendi bassi, affitti alti, sanit&#224; scadente&#187; (<a href="https://www.radiopopolare.it/i-giovani-in-piazza-contro-il-caro-vita-a-milano-in-piazza-duomo-pesanti-scontri-con-la-polizia-che-aveva-impedito-al-corteo-di-sfilare">Radio Popolare</a>), e in testa al corteo c'era uno striscione con &#171;pi&#249; soldi alle famiglie meno alle guerre&#187; (<a href="https://www.lasicilia.it/news/italia-mondo/3082571/sassaiola-e-cariche-al-corteo-italia-in-piazza-a-milano-vetrate-rotte-e-caos-in-centro.html">La Sicilia</a>). Sky TG24 ha elencato i motivi della protesta: il carovita, il prezzo della benzina, la pressione fiscale, la sanit&#224; pubblica e le condizioni delle scuole (<a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/10/17/milano-corteo-scontri-feriti">Sky TG24</a>).</p><p>A settembre l'inflazione &#232; salita al 4,2% su base annua, secondo l'Istituto nazionale di statistica (<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-settembre-2026/">ISTAT</a>). Nella settimana del 12 ottobre la benzina costava in media 2,02 euro al litro, contro 1,70 di un anno prima (<a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/api/v1/weekly-prices/report/export?format=CSV&amp;lang=it">Ministero dell'Ambiente</a>). A settembre 2025 le retribuzioni contrattuali avevano un potere d'acquisto inferiore dell'8,8% a quello di gennaio 2021 (<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/retribuzioni-contrattuali-luglio-settembre-2025/">ISTAT</a>).</p><p>Nella stessa settimana in Puglia hanno protestato autotrasportatori e agricoltori contro il prezzo del gasolio, con blocchi su statali e autostrade nel Foggiano e un corteo di tir da Brindisi verso Bari (<a href="https://www.ilpost.it/2026/10/16/proteste-autotrasportatori-sud-italia/">Il Post</a>). Nella settimana del 12 ottobre il gasolio costava in media 2,24 euro al litro, contro 1,63 di un anno prima (<a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/api/v1/weekly-prices/report/export?format=CSV&amp;lang=it">Ministero dell'Ambiente</a>). Il 19 ottobre la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha chiesto al governo di rifinanziare &#171;subito il credito d'imposta sul gasolio agricolo&#187; e di avviare &#171;un taglio strutturale delle accise con coperture serie&#187; (<a href="https://x.com/pinapic/status/2112078800137720024">X</a>).</p><p>Nel comunicato diffuso alla vigilia, la CGIL ha indicato anche due obiettivi di spesa. Nel testo della Camera del lavoro di Parma il sindacato ha chiesto di &#171;portare il finanziamento della sanit&#224; pubblica al 7,5% del Pil e quello per l'istruzione al 5%&#187;, di aumentare stipendi e pensioni, di ridurre il carico fiscale su salari e pensioni e di tassare &#171;extraprofitti, rendite e grandi ricchezze&#187; (<a href="https://www.cgilparma.it/PUBBLICO/CDLT/ATTUALITA/COMUNICATI/17-ottobre-2026-manifestazione-nazionale-a-roma-lavoro-pace-ambiente-welfare-costituzione-insieme-sulla-via-maestra/">CGIL Parma</a>). Fra le richieste del 17 ottobre erano le uniche espresse in cifre.</p><h2>Il costo di sanit&#224; e scuola</h2><p>Per il 2026 il governo ha previsto una spesa sanitaria pubblica di 148,8 miliardi, il 6,4% di un prodotto interno lordo (PIL) stimato in 2.326 miliardi (<a href="https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2026/10/Documento-programmatico-di-finanza-pubblica-2026-MEF-06-ottobre-2026-1.pdf">Documento programmatico di finanza pubblica 2026</a>). Al 7,5% del PIL la spesa salirebbe a 174,5 miliardi, con 25,6 miliardi l'anno in pi&#249;. Per l'istruzione l'ultimo dato &#232; del 2024, quando la spesa pubblica valeva il 4,0% del PIL (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_exp/default/table">Eurostat</a>); da quella quota, arrivare al 5% costerebbe altri 23,3 miliardi.</p><p>Le due richieste insieme valgono circa 49 miliardi l'anno, 2,1 punti di PIL. Al conto andrebbe aggiunto il taglio delle tasse sul lavoro, il cui costo dipenderebbe dalla platea: cento euro netti al mese a dieci milioni di lavoratori costerebbero 12 miliardi l'anno (100 euro per 12 mesi per 10 milioni). Il cuneo fiscale, cio&#232; la quota del costo del lavoro che va in imposte e contributi, in Italia &#232; del 45,8% per un lavoratore single con salario medio, contro il 35,1% della media dei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (<a href="https://www.oecd.org/en/publications/taxing-wages-2026_3a5169ef-en.html">OCSE, Taxing Wages 2026</a>).</p><p>Nel 2025 il deficit era al 3,1% del PIL e il debito al 136,7%, e lo Stato ha pagato 87,2 miliardi di interessi (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/CONTI-ECONOMICI-NAZIONALI_2010-2025-22settembre2026.pdf">ISTAT</a>). Il governo ha gi&#224; programmato un deficit del 3,4% per il 2027 (<a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2026/article_00393/Italys-DBP-2027.pdf">Documento programmatico di bilancio 2027</a>), e il 12 ottobre la Banca d'Italia ha avvertito in Parlamento che un disavanzo sopra il 3% nel 2027-28 &#171;potrebbe avere riflessi sull'uscita dalla Procedura per disavanzi eccessivi&#187; (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM05/Audizioni/leg19.com05.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.102561.12-10-2026-16-39-20.506.pdf">memoria della Banca d'Italia</a>, p. 12), la procedura che l'Unione europea ha aperto sull'Italia nel 2024 per il deficit sopra il 3%.</p><p style="text-align: center;">&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter. Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti. &#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h2>La patrimoniale della CGIL</h2><p>Con il deficit gi&#224; sopra il 3%, per finanziare le richieste servirebbero nuove entrate o risparmi su altre spese; fra le nuove entrate proposte, la CGIL ha quantificato soltanto la patrimoniale. Secondo il sindacato un contributo dell'1% sui patrimoni netti oltre i 2 milioni di euro, pagato da circa 500mila contribuenti, porterebbe 25-26 miliardi l'anno (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/17/cgil-in-piazza-siamo-100mila-il-20-novembre-sciopero-generale_c4547ea9-f018-4e78-adda-67ad7af8e7d0.html">ANSA</a>). A giugno Landini aveva indicato un'aliquota dell'1,2% per un gettito di 25 miliardi (<a href="https://www.collettiva.it/copertine/economia/tasse-patrimoniale-proposta-cgil-winybxsl">Collettiva</a>), e non ho trovato una stima indipendente di nessuna delle due versioni.</p><p>Se il gettito fosse quello stimato dal sindacato, la patrimoniale coprirebbe circa met&#224; della spesa per sanit&#224; e scuola, e per il taglio delle tasse su salari e pensioni servirebbero altre entrate. Nel comunicato la CGIL ha chiesto anche di combattere l'evasione, i cui proventi secondo la Corte dei conti &#171;non possono essere inquadrati come fonti di copertura di oneri certi e permanenti&#187; (<a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7cb23a88-f4ba-45e8-8e40-e29c0c839c72">audizione delle Sezioni riunite, maggio 2024</a>, p. 22).</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NAs6!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2cf7e557-b6f1-496b-a0f6-186eb277be58_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NAs6!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2cf7e557-b6f1-496b-a0f6-186eb277be58_1920x1080.png 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" 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Secondo i dati pubblicati a marzo 2026 dalla NATO, l'alleanza militare di cui fa parte l'Italia, la spesa italiana per la difesa &#232; passata da 33,4 miliardi nel 2024 a 45,3 nel 2025, quasi 12 miliardi in pi&#249; in un anno. L'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha stimato che l'aumento di 0,5 punti di PIL comprende 0,1 punti di spesa nuova, circa 2 miliardi, e 0,4 punti di voci gi&#224; esistenti, come Guardia di finanza, Capitanerie di porto, spazio e cybersicurezza, che il governo ha iniziato a conteggiare come difesa (<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-la-spesa-militare-sale-del-38-5-nel-2025-ma-non-si-sa-perche">OCPI</a>).</p><p>Includere la Guardia di finanza nel conteggio NATO &#232; stata un'operazione contabile, che ha lasciato invariati gli stipendi dei finanzieri e la spesa dello Stato. Con la definizione europea, che esclude le pensioni militari, la difesa italiana costava l'1,3% del PIL nel 2024, contro l'1,5% della media UE (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_exp/default/table">Eurostat</a>). Bloccare gli aumenti futuri, come ha chiesto la CGIL, eviterebbe spese aggiuntive negli anni prossimi; i fondi in pi&#249; per la sanit&#224; andrebbero trovati su altre voci del bilancio. Ai dati NATO e alle riclassificazioni ho dedicato il video qui sotto.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:114810,&quot;alt&quot;:&quot;33,4 e 45,3 mld con la ripartizione OCPI dell'aumento&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="33,4 e 45,3 mld con la ripartizione OCPI dell'aumento" title="33,4 e 45,3 mld con la ripartizione OCPI dell'aumento" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!EwoH!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff720a13f-5f8d-4b81-9eb8-a178299527cf_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p style="text-align: center;">&#127916; La riclassificazione nel dettaglio: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8">12 MILIARDI in pi&#249; alla DIFESA: I DATI FALSI DELLA spesa ITALIANA?</a></p><h2>Le proposte di AVS</h2><p>Anche Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha chiesto una patrimoniale e un intervento sulle bollette. Il giorno dopo i cortei, all'assemblea &#171;Decidiamo insieme&#187; di Roma, il partito ha presentato i risultati della consultazione online su decidiamo.com, con 110mila voti, e ha messo le proposte a disposizione degli alleati del centrosinistra per il programma comune; fra le richieste c'erano una patrimoniale sui patrimoni oltre 5,4 milioni di euro e una bolletta sociale (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/18/bolletta-sociale-diritti-e-patrimoniale.-le-richieste-di-avs_b9911165-0282-47b3-817a-e02036289dea.html">ANSA</a>). Europa Verde l'ha descritta cos&#236;: &#171;i ceti medi devono avere un credito energetico in termini di kwh. Sotto i 30mila euro di Isee un bonus fino a 2mila kwh&#187; (<a href="https://x.com/europaverde_it/status/2111777901674627201">Europa Verde su X</a>). L'ISEE, l'indicatore della situazione economica equivalente, tiene conto del reddito e del patrimonio di una famiglia e serve a stabilire l'accesso alle prestazioni sociali. Nel comunicato dello stesso giorno il deputato Angelo Bonelli ha indicato una platea di 8 milioni di famiglie e un beneficio massimo di 450 euro l'anno per una famiglia di tre o quattro persone (<a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/avs-alleanza-verdi-sinistra-energia-bonelli-bolletta-sociale-per-8-milioni-di-famiglie-e-nolo-sociale-delle-pompe-di-calore-lenergia-deve-essere-un-diritto/">Agenzia Opinione</a>).</p><p>Con il beneficio massimo di 450 euro per gli 8 milioni di famiglie indicati da AVS, il tetto della bolletta sociale varrebbe 3,6 miliardi l'anno. Il tetto di 450 euro equivale a circa met&#224; del valore di 2.000 kWh: dal 1&#176; ottobre l'Autorit&#224; di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) ha fissato per i clienti vulnerabili un prezzo di 43,43 centesimi al kWh, tasse incluse (<a href="https://www.arera.it/comunicati-stampa/dettaglio/elettricita-maggior-tutela-373-nel-iv-trimestre-2026-per-i-clienti-vulnerabili">ARERA</a>). A quel prezzo 2.000 kWh costano 869 euro, e per 8 milioni di famiglie il conto salirebbe a 6,9 miliardi l'anno.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!6k_k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fea2c45e9-2727-4468-a2b4-22d42798a758_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!6k_k!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fea2c45e9-2727-4468-a2b4-22d42798a758_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!6k_k!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fea2c45e9-2727-4468-a2b4-22d42798a758_1920x1080.png 848w, 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" 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Nel 2025 hanno presentato la dichiarazione per l'ISEE 10,4 milioni di nuclei, e oltre 4 milioni di dichiarazioni avevano un ISEE sotto i 10mila euro (<a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.02.osservatorio-su-dsu-e-isee-i-dati-2016-2025.html">INPS</a>). Gli 8 milioni di famiglie indicati da AVS corrispondono al 77% di quei 10,4 milioni di nuclei.</p><p>La bolletta sociale si aggiunge alle altre proposte della consultazione di AVS, di cui ho calcolato i costi in un articolo della settimana scorsa (<a href="https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/il-costo-delle-dieci-proposte-di">Il costo delle dieci proposte di AVS</a>). La riforma dell'Irpef chiamata &#171;restituzione fiscale&#187; costerebbe 22,5 miliardi l'anno secondo il partito; il Fondo nazionale trasporti salirebbe di 2,7 miliardi, e l'abbonamento gratuito per chi ha meno di trent'anni toglierebbe fra 0,3 e 1,7 miliardi di biglietti, secondo la quota pagata oggi dai giovani. La settimana corta a parit&#224; di salario, se lo Stato compensasse le ore in meno con nuove assunzioni, costerebbe circa 22 miliardi l'anno per un taglio d'orario del 10%, e un reddito di base per tutti i maggiorenni costerebbe 60 miliardi l'anno per ogni 100 euro al mese.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!emLD!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F614f151c-668b-4e2a-9553-7ad8730ae9be_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!emLD!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F614f151c-668b-4e2a-9553-7ad8730ae9be_1920x1080.png 424w, 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" 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Per la bolletta sociale il partito ha quantificato solo 1,8 miliardi l'anno tolti ai nuovi programmi di armamento; le altre voci sono i proventi delle aste europee sulle emissioni di CO2, un contributo di solidariet&#224; sui redditi oltre 150mila euro e il taglio dei sussidi dannosi per l'ambiente.</p><p>Gli 1,8 miliardi sono vicini ai circa 2 miliardi di spesa militare aggiuntiva stimati dall'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani per il 2025, e la CGIL ha chiesto di usare la stessa voce per sanit&#224; e scuola. Anche le due patrimoniali colpirebbero in parte gli stessi patrimoni: chi possiede pi&#249; di 5,4 milioni rientrerebbe pure nella platea della CGIL, che parte da 2 milioni, e i 16 miliardi di AVS e i 25-26 della CGIL si sovrapporrebbero in parte.</p><h2>Le proposte di AVS sull'energia</h2><p>Il capitolo sull'energia della consultazione contiene la proposta pi&#249; votata, con 2.385 voti: portare a zero quelli che la scheda chiama &#171;sussidi fossili, che ammontano a 22,4 miliardi nel 2025&#187;, e dare un miliardo l'anno in pi&#249; al Piano sociale per il clima dal 2027 (<a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2085">&#171;La transizione la pagano i grandi profitti, non le famiglie&#187;</a>). I 22,4 miliardi sono il totale dei sussidi ambientalmente dannosi censiti dal Ministero dell'Ambiente nel catalogo pubblicato a luglio, che attribuisce alle fonti fossili 20,6 miliardi (<a href="https://www.qualenergia.it/wp-content/uploads/2026/07/relazione-alle-camere-sussidi-Sad-e-Saf-2026.pdf">Ministero dell'Ambiente, relazione alle Camere</a>). Nel catalogo ci sono anche tre sconti sulle bollette delle famiglie: l'IVA al 10% sull'elettricit&#224; per uso domestico, che nel 2025 valeva 2,97 miliardi, l'esenzione dall'accisa sui primi 150 kWh al mese nelle abitazioni di residenza fino a 3 kW, introdotta &#171;a tutela delle famiglie meno abbienti&#187; (531 milioni), e l'IVA agevolata sul gas per cucina e acqua calda (432 milioni) (<a href="https://www.camera.it/temiap/2026/07/16/OCD177-9133.pdf">catalogo dei sussidi ambientali, ottava edizione</a>). Portarli a zero alzerebbe di quasi 4 miliardi l'anno le bollette delle famiglie, e la bolletta sociale ne restituirebbe 3,6-6,9 a 8 milioni di famiglie.</p><p>Oltre all'azzeramento dei sussidi, la scheda chiede che il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) e il dazio europeo sul carbonio delle importazioni (CBAM) finanzino il bilancio dell'Unione come risorse proprie. Nella proposta della Commissione europea per il bilancio 2028-2034, il 30% dei proventi delle aste ETS passerebbe all'Unione, insieme all'intero gettito del CBAM (<a href="https://www.startmag.it/?p=340802">Startmag</a>), e quei proventi sono anche una delle coperture nazionali che Bonelli ha indicato per la bolletta sociale.</p><p>La terza scheda per voti, con 1.692, chiede &#171;un contributo permanente sugli extraprofitti quando i fossili rincarano, erogato tutto in bolletta alle famiglie a basso reddito&#187; (<a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2004">&#171;Il prezzo del gas non deve pi&#249; decidere il prezzo della luce&#187;</a>). Nel 2008 il governo ha introdotto la Robin Hood Tax, un'addizionale permanente sull'imposta sui redditi delle imprese dell'energia, con il divieto di scaricarla sui prezzi al consumo. Nel 2015 la Corte costituzionale l'ha dichiarata illegittima, rilevando che quel divieto non era in grado di evitare che l'addizionale fosse, &#171;in definitiva, sopportata dai consumatori sotto forma di maggiorazione dei prezzi&#187;, come aveva verificato l'Autorit&#224; per l'energia nelle sue relazioni al Parlamento (<a href="https://www.giurcost.org/decisioni/2015/0010s-15.html">sentenza n. 10 del 2015</a>).</p><p>Due schede sull'energia prevedono spese ancora da quantificare: con 1.511 voti AVS ha chiesto credito d'imposta, sconto in fattura e prestiti a tasso zero garantiti dallo Stato per adeguare le case delle famiglie a basso ISEE alla direttiva europea sulle case green, fino al 2030 (<a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2007">&#171;Case green per chi non pu&#242; permettersele&#187;</a>). Credito d'imposta e sconto in fattura sono gi&#224; stati usati per il Superbonus, che al 30 settembre 2026 &#232; costato allo Stato 131,6 miliardi di detrazioni secondo l'ENEA (<a href="https://geagency.it/breaking-news/superbonus-enea-al-30-settembre-oneri-a-carico-dello-stato-per-oltre-1315-mld/">Geagency</a>). Con 1.246 voti il partito ha proposto 20.000 euro a fondo perduto per ogni comunit&#224; energetica e il ripristino dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) tagliati alle comunit&#224; (<a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2005">&#171;L'energia &#232; democrazia&#187;</a>). Le attivit&#224; del PNRR dovevano per&#242; concludersi entro il 31 agosto 2026, e la Commissione europea chiuder&#224; i pagamenti entro il 31 dicembre (<a href="https://temi.camera.it/leg18/pnrr.html">Camera dei deputati</a>).</p><h2>Il conto complessivo</h2><p>Le richieste di spesa con un importo sono sei: per la CGIL, sanit&#224; al 7,5% del PIL (25,6 miliardi in pi&#249;) e istruzione al 5% (23,3 miliardi); per AVS, la riforma dell'Irpef (22,5 miliardi), la bolletta sociale (da 3,6 a 6,9 miliardi), i trasporti (da 3,0 a 4,4 miliardi) e il Piano sociale per il clima (1 miliardo). Insieme costerebbero da 79,0 a 83,7 miliardi l'anno, fra il 3,4% e il 3,6% del PIL previsto per il 2026. Con la settimana corta nel pubblico compensata da nuove assunzioni si aggiungerebbero circa 22 miliardi, e il conto salirebbe a 101-106 miliardi, il 4,3-4,5% del PIL. Restano da quantificare il reddito di base, le case green e le comunit&#224; energetiche di AVS e il taglio delle tasse chiesto dalla CGIL, in parte sovrapponibile alla riforma dell'Irpef di AVS, e per questo il totale li esclude.</p><p>Le coperture quantificate arrivano a 31,8-36,8 miliardi: la patrimoniale della CGIL da 25-26 miliardi, che comprende anche i patrimoni colpiti da quella di AVS, gli 1,8 miliardi tolti agli armamenti, i 2 miliardi dell'accisa sul cherosene e i 3-7 miliardi della cannabis legale stimati da AVS. Il recupero dell'evasione &#232; escluso dal calcolo per il giudizio della Corte dei conti riportato sopra. Il fabbisogno da coprire sarebbe di 42-52 miliardi l'anno, l'1,8-2,2% del PIL. Con l'azzeramento dei 22,4 miliardi di sussidi dannosi le coperture salirebbero a 54-59 miliardi e il fabbisogno scenderebbe a 20-30 miliardi, con quasi 4 miliardi di aumenti sulle bollette delle famiglie. La settimana corta nel pubblico aumenterebbe il fabbisogno di altri 22 miliardi, indipendentemente dall'azzeramento dei sussidi.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qldd!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/aeab1e75-7162-40d6-95b5-bec425155326_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:178265,&quot;alt&quot;:&quot;richieste di spesa 79,0-83,7 mld (pi&#249; 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e scuola possono venire anche da altre voci della spesa pubblica. Nel 2024 l'Italia ha speso per la vecchiaia, voce fatta in gran parte di pensioni, il 13,9% del PIL, contro il 10,7% della media UE; per gli interessi sul debito il 4,0%, contro l'1,9% (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_exp/default/table">Eurostat</a>). Nello stesso anno, per sanit&#224; e istruzione, l'Italia ha speso meno della media europea: il 6,6% del PIL contro il 7,3% e il 4,0% contro il 4,7%. Nel 2024 la spesa per interessi ha assorbito la stessa quota di PIL dell'istruzione, il 4,0%.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:92391,&quot;alt&quot;:&quot;spesa pubblica per funzione Italia e UE27, % PIL 2024&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="spesa pubblica per funzione Italia e UE27, % PIL 2024" title="spesa pubblica per funzione Italia e UE27, % PIL 2024" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!eC00!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbfe8cc4-75b9-4f01-8f20-874f09f78ea0_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>I 3,2 punti di PIL in pi&#249; che l'Italia ha dedicato alla vecchiaia nel 2024 valgono circa 72 miliardi ai valori del 2025. La cifra supera il costo complessivo delle richieste della CGIL.</p><p>Per il personale sanitario, nel 2023 l'Italia aveva 6,8 infermieri ogni mille abitanti, contro 8,9 in Francia e 12,3 in Germania (<a href="https://sdmx.oecd.org/public/rest/data/OECD.ELS.HD,DSD_HEALTH_REAC_EMP@DF_NURSE,/all?startPeriod=2019&amp;dimensionAtObservation=AllDimensions">OCSE</a>), e una parte dei fondi in pi&#249; per la sanit&#224; servirebbe ad assumerne e a trattenerne negli ospedali, con effetti anche sulle liste d'attesa. Gli infermieri in attivit&#224; erano 402.681. Per arrivare al livello della Germania ne servirebbero circa 320mila in pi&#249;; il livello della Francia richiederebbe un aumento di circa 120mila infermieri. Nel 2022 un infermiere del Servizio sanitario nazionale guadagnava in media 36.560 euro lordi l'anno, secondo il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato (<a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/personale-ssn-cresce-occupazione-stabile-e-numero-delle-unit-i-dati-del-conto-annuale/">Quotidiano Sanit&#224;</a>); con i contributi pensionistici a carico dell'azienda sanitaria (23,8%) e l'IRAP (8,5%) il costo sale a circa 48.400 euro. A queste cifre, la spesa per assumere gli infermieri necessari a raggiungere il livello tedesco sarebbe di circa 15,5 miliardi l'anno, il 60% dei 25,6 miliardi in pi&#249; chiesti dalla CGIL per la sanit&#224;. Per arrivare al livello francese la spesa sarebbe di circa 5,8 miliardi.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:93488,&quot;alt&quot;:&quot;infermieri ogni 1.000 abitanti, 2023&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="infermieri ogni 1.000 abitanti, 2023" title="infermieri ogni 1.000 abitanti, 2023" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!RIUp!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1f810871-79d6-4b5b-8ae8-74a8c42e5064_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Per decidere dove servono pi&#249; medici e infermieri bisognerebbe sapere dove le attese sono pi&#249; lunghe, un'informazione che la rilevazione nazionale fornisce solo in parte. La Piattaforma nazionale delle liste d'attesa dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) monitora 14 tipologie di prime visite e 22 di primi esami, circa un quinto delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale misurate per volume, e registra le prime disponibilit&#224; proposte dalle aziende sanitarie, che i pazienti possono anche rifiutare. Secondo l'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani &#171;questi numeri rischiano di restituire un'immagine migliore di quella effettivamente sperimentata dai pazienti&#187; (<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-liste-d-attesa-perche-i-nuovi-dati-rischiano-di-sovrastimare-la-qualita-del-servizio">Olmastroni e Turati, 17 agosto 2026</a>).</p><h2>Stipendi fermi da venticinque anni</h2><p>Sulla prima richiesta delle piazze, gli stipendi, il governo pu&#242; intervenire sulle tasse sul lavoro e sui contratti dei dipendenti pubblici. Nel settore privato i salari lordi li fissano le imprese e i contratti collettivi. Secondo l'OCSE, tra il 2000 e il 2025 il salario medio annuo reale &#232; sceso del 2,9% in Italia, mentre in Germania &#232; salito del 19,1%, in Francia del 20,2% e nella media OCSE del 20,6% (<a href="https://sdmx.oecd.org/public/rest/data/OECD.ELS.SAE,DSD_EARNINGS@AV_AN_WAGE,/ITA+DEU+FRA+ESP+OECD......?startPeriod=1991">OCSE</a>).</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Th_W!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcc8a77b6-7f3e-436a-8327-4d7970993d39_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Th_W!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcc8a77b6-7f3e-436a-8327-4d7970993d39_1920x1080.png 424w, 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Nello stesso periodo il PIL prodotto in un'ora di lavoro &#232; cresciuto dell'1,8% in Italia e del 19,8% nell'area euro (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nama_10_lp_ulc/default/table">Eurostat</a>). Le imprese possono pagare stipendi pi&#249; alti quando ogni ora lavorata produce di pi&#249;.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zzur!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c04b7df6-3db0-4e5c-878e-de3e5430d437_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:183657,&quot;alt&quot;:&quot;produttivit&#224; 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Sulla casa AVS ha chiesto un piano che finanzi &#171;la costruzione di nuovi complessi abitativi&#187; per giovani e anziani (<a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2008">scheda 7</a>, 1.478 voti) e la costruzione di nuovi studentati (<a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2009">scheda 8</a>, 1.208 voti). Nella scheda sull'agricoltura, con 1.525 voti, il partito ha chiesto anche &#171;una legge sul consumo di suolo, con saldo zero entro il 2030&#187; (<a href="https://decidiamo.com/processes/custodi-della-terra/f/68/proposals/2053">&#171;Campi senza veleni, suolo che resta&#187;</a>): ogni nuova superficie coperta da edifici, strade o impianti andrebbe compensata restituendo alla natura un'area uguale. Nel 2024 il consumo netto di suolo &#232; stato di 78,5 km&#178;, il valore pi&#249; alto degli ultimi dodici anni; i nuovi edifici hanno occupato 623 ettari e i pannelli fotovoltaici a terra 1.702, quasi il triplo (<a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/10/sintesi-consumo-di-suolo-2025.pdf">ISPRA, sintesi del rapporto 2025</a>). La scheda pi&#249; votata di AVS punta anche a un'&#171;Italia 100% rinnovabile entro il 2040&#187;. Per rispettare il saldo zero, case popolari, studentati e nuovi impianti andrebbero costruiti su aree gi&#224; consumate.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xbtD!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2d3fcf8f-d9c0-4027-b914-fd8ad1020d26_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xbtD!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2d3fcf8f-d9c0-4027-b914-fd8ad1020d26_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xbtD!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2d3fcf8f-d9c0-4027-b914-fd8ad1020d26_1920x1080.png 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Nella stessa consultazione AVS ha chiesto &#171;un sistema nazionale di calmierazione dinamica dei canoni di locazione&#187; (<a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2011">scheda 10</a>, 1.516 voti). A Berlino, durante il tetto agli affitti del 2020-2021, gli annunci di case in affitto sono calati rispetto alle altre grandi citt&#224; tedesche, mentre aumentavano quelli di case in vendita (<a href="https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=7195274">Dolls e altri, CESifo Working Paper 12851</a>).</p><p>Anche le proposte di AVS sul prezzo dell'elettricit&#224; sono difficili da conciliare fra loro. La proposta pi&#249; votata di AVS porterebbe a zero l'IVA al 10% sull'elettricit&#224; delle famiglie, che il Ministero dell'Ambiente classifica fra i sussidi dannosi perch&#233; un'aliquota ridotta sull'energia &#171;non incoraggia un uso efficiente/ridotto dell'energia&#187; (<a href="https://www.camera.it/temiap/2026/07/16/OCD177-9133.pdf">catalogo dei sussidi ambientali</a>). La bolletta sociale abbasserebbe il prezzo della stessa elettricit&#224; per 8 milioni di famiglie, con un credito fino a 2.000 kWh l'anno, e la scheda sugli extraprofitti vuole il contributo &#171;erogato tutto in bolletta&#187;. Poich&#233; il credito &#232; espresso in chilowattora, il suo valore cresce con il consumo di elettricit&#224; fino al tetto di 2.000 kWh l'anno.</p><p>Il prezzo dell'elettricit&#224; incide anche sui costi dell'industria, di cui il 17 ottobre hanno parlato la CGIL e il Partito democratico. Il comunicato della CGIL per la manifestazione ha lamentato che &#171;il nostro sistema produttivo perde pezzi&#187;, fra &#171;crisi industriali, delocalizzazioni e mancanza di investimenti&#187; (<a href="https://www.cgilparma.it/PUBBLICO/CDLT/ATTUALITA/COMUNICATI/17-ottobre-2026-manifestazione-nazionale-a-roma-lavoro-pace-ambiente-welfare-costituzione-insieme-sulla-via-maestra/">CGIL Parma</a>), e al corteo di Roma la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha accusato il governo di aver dimenticato anche &#171;l'industria di questo Paese&#187; (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/17/cgil-in-piazza-siamo-100mila-il-20-novembre-sciopero-generale_c4547ea9-f018-4e78-adda-67ad7af8e7d0.html">ANSA</a>). Ad agosto l'indice destagionalizzato della produzione industriale era a 92,8, il 7,2% sotto la media del 2021, e la chimica aveva prodotto l'11,4% in meno di un anno prima (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Produzione-industriale-agosto-2026.pdf">ISTAT</a>). Nel primo semestre 2026 un'impresa italiana con consumi fra 2 e 20 GWh l'anno ha pagato l'elettricit&#224; 19,9 centesimi al kWh, IVA esclusa, contro 15,6 della media UE, 17,4 in Germania, 12,4 in Francia e 11,8 in Spagna (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_pc_205/default/table">Eurostat</a>), il 28% in pi&#249; della media europea.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png" width="1920" height="1080" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1080,&quot;width&quot;:1920,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:92886,&quot;alt&quot;:&quot;prezzo dell'elettricit&#224; per le imprese nel primo semestre 2026, centesimi al kWh IVA esclusa: Italia 19,9, Germania 17,4, media UE 15,6, Francia 12,4, Spagna 11,8&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="prezzo dell'elettricit&#224; per le imprese nel primo semestre 2026, centesimi al kWh IVA esclusa: Italia 19,9, Germania 17,4, media UE 15,6, Francia 12,4, Spagna 11,8" title="prezzo dell'elettricit&#224; per le imprese nel primo semestre 2026, centesimi al kWh IVA esclusa: Italia 19,9, Germania 17,4, media UE 15,6, Francia 12,4, Spagna 11,8" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SaKN!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc80978-70d1-4702-9fcd-359c5ffb1fe8_1920x1080.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>La scheda di AVS sul prezzo della luce attribuisce il divario al gas, che in Italia fissa il prezzo dell'elettricit&#224;, e chiede lo stop alle nuove trivellazioni (<a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2004">scheda 3</a>). La scheda pi&#249; votata vuole finanziare il bilancio europeo con un &#171;ETS esteso&#187; e una &#171;carbon tax alle importazioni&#187;. Con l'ETS le centrali a gas pagano gi&#224; una quota per ogni tonnellata di CO2 emessa, e il costo delle quote entra quindi nelle bollette delle imprese; un ETS esteso farebbe pagare la CO2 ad altri settori. Il dazio sul carbonio colpisce le importazioni di cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricit&#224; e idrogeno (<a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/956/oj">regolamento UE 2023/956</a>), materie prime che le imprese italiane pagherebbero di pi&#249; quando le comprano fuori dall'Unione. La CGIL considera le rinnovabili e il risparmio energetico &#171;le uniche misure in grado di abbattere strutturalmente il costo delle bollette&#187;.</p><h2>Le strade per finanziare le richieste</h2><p>Se si recuperassero i circa 2 miliardi dell'aumento effettivo della spesa militare del 2025 e si incassasse la patrimoniale stimata dal sindacato, resterebbe da finanziare quasi met&#224; dei 49 miliardi per sanit&#224; e scuola, e la bolletta sociale di AVS, da 3,6 a 6,9 miliardi, andrebbe finanziata su altre voci. Per la parte rimanente bisognerebbe cambiare la composizione della spesa pubblica e, nel lungo periodo, far crescere la produttivit&#224;.</p><p>Sulla composizione della spesa, un paese che dedica alla vecchiaia 3,2 punti di PIL pi&#249; della media europea e alla scuola 0,7 punti in meno potrebbe spostare risorse da una voce all'altra con una riforma delle pensioni che intervenga sull'adeguamento degli assegni all'inflazione, sulle uscite anticipate, sulle nuove pensioni di reversibilit&#224; e sul legame tra et&#224; di pensionamento e aspettativa di vita. Al confronto tra i redditi dei pensionati e quelli dei giovani ho dedicato il video qui sotto.</p><p style="text-align: center;">&#127916; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=W8RfFc6drkU">&#200; pi&#249; povero un pensionato o un giovane?</a></p><p>Una produttivit&#224; pi&#249; alta porterebbe salari lordi pi&#249; alti e quindi pi&#249; gettito per finanziare i servizi. Sui margini del bilancio pesano anche gli interessi sul debito: il governo ha previsto di pagarne 96,9 miliardi nel 2026, il 4,2% del PIL, contro gli 87,2 del 2025 (<a href="https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2026/10/Documento-programmatico-di-finanza-pubblica-2026-MEF-06-ottobre-2026-1.pdf">Documento programmatico di finanza pubblica 2026</a>), circa il doppio di quanto servirebbe per portare sanit&#224; e scuola agli obiettivi della CGIL.</p><h2>Fonti e approfondimenti</h2><ul><li><p><a href="https://www.cgilparma.it/PUBBLICO/CDLT/ATTUALITA/COMUNICATI/17-ottobre-2026-manifestazione-nazionale-a-roma-lavoro-pace-ambiente-welfare-costituzione-insieme-sulla-via-maestra/">CGIL Parma, comunicato del 16 ottobre 2026 sulla manifestazione La Via Maestra</a></p></li><li><p><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/17/cgil-in-piazza-siamo-100mila-il-20-novembre-sciopero-generale_c4547ea9-f018-4e78-adda-67ad7af8e7d0.html">ANSA, la manifestazione CGIL e la proposta di patrimoniale</a></p></li><li><p><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/CONTI-ECONOMICI-NAZIONALI_2010-2025-22settembre2026.pdf">ISTAT, conti economici nazionali 2010-2025, 22 settembre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2026/10/Documento-programmatico-di-finanza-pubblica-2026-MEF-06-ottobre-2026-1.pdf">Documento programmatico di finanza pubblica 2026</a> e <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2026/article_00393/Italys-DBP-2027.pdf">Documento programmatico di bilancio 2027</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM05/Audizioni/leg19.com05.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.102561.12-10-2026-16-39-20.506.pdf">Banca d'Italia, memoria alle Commissioni Bilancio del 12 ottobre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_exp/default/table">Eurostat, spesa pubblica per funzione (COFOG)</a> e <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nama_10_lp_ulc/default/table">produttivit&#224; del lavoro</a></p></li><li><p><a href="https://www.oecd.org/en/publications/taxing-wages-2026_3a5169ef-en.html">OCSE, Taxing Wages 2026</a>, <a href="https://sdmx.oecd.org/public/rest/data/OECD.ELS.SAE,DSD_EARNINGS@AV_AN_WAGE,/ITA+DEU+FRA+ESP+OECD......?startPeriod=1991">salari medi annui</a> e <a href="https://sdmx.oecd.org/public/rest/data/OECD.ELS.HD,DSD_HEALTH_REAC_EMP@DF_NURSE,/all?startPeriod=2019&amp;dimensionAtObservation=AllDimensions">infermieri praticanti</a></p></li><li><p><a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-la-spesa-militare-sale-del-38-5-nel-2025-ma-non-si-sa-perche">Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, la spesa militare nel 2025</a> e <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-maggiori-spese-nato-dell-italia-e-riclassificazioni-un-aggiornamento">aggiornamento di aprile 2026</a></p></li><li><p><a href="https://x.com/europaverde_it/status/2111777901674627201">Europa Verde, la proposta di bolletta sociale del 18 ottobre 2026</a> e <a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/avs-alleanza-verdi-sinistra-energia-bonelli-bolletta-sociale-per-8-milioni-di-famiglie-e-nolo-sociale-delle-pompe-di-calore-lenergia-deve-essere-un-diritto/">il comunicato di AVS</a></p></li><li><p><a href="https://www.arera.it/comunicati-stampa/dettaglio/elettricita-maggior-tutela-373-nel-iv-trimestre-2026-per-i-clienti-vulnerabili">ARERA, prezzi per i clienti vulnerabili nel quarto trimestre 2026</a> e <a href="https://www.arera.it/consumatori/bonus-sociale/bonus-sociale-per-disagio-economico/a-quanto-ammontano">importi del bonus sociale</a></p></li><li><p><a href="https://www.camera.it/temiap/2026/07/16/OCD177-9133.pdf">Ministero dell'Ambiente, relazione e catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e favorevoli, luglio 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.giurcost.org/decisioni/2015/0010s-15.html">Corte costituzionale, sentenza n. 10 del 2015 sulla Robin Hood Tax</a></p></li><li><p>Schede AVS sull'energia su decidiamo.com: <a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2085">transizione e sussidi</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2004">prezzo del gas ed extraprofitti</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2005">comunit&#224; energetiche</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/energia-pulita-e-popolare/f/52/proposals/2007">case green</a></p></li><li><p>Schede AVS sulla casa e sul suolo su decidiamo.com: <a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2008">edilizia residenziale pubblica</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2009">studentati</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2011">calmierazione degli affitti</a>, <a href="https://decidiamo.com/processes/custodi-della-terra/f/68/proposals/2053">consumo di suolo a saldo zero</a></p></li><li><p><a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/10/sintesi-consumo-di-suolo-2025.pdf">ISPRA e SNPA, sintesi del rapporto 2025 sul consumo di suolo</a></p></li><li><p><a href="https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=7195274">Dolls, Fuest, Gstrein, Krolage e Neumeier, il tetto agli affitti di Berlino, CESifo Working Paper 12851</a></p></li><li><p><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Produzione-industriale-agosto-2026.pdf">ISTAT, produzione industriale di agosto 2026</a></p></li><li><p><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_pc_205/default/table">Eurostat, prezzi dell'elettricit&#224; per i consumatori non domestici</a> (consumi fra 2.000 e 20.000 MWh, IVA esclusa, primo semestre 2026)</p></li><li><p><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/956/oj">Regolamento (UE) 2023/956 sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere</a></p></li><li><p><a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.02.osservatorio-su-dsu-e-isee-i-dati-2016-2025.html">INPS, Osservatorio su DSU e ISEE 2016-2025</a></p></li><li><p><a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7cb23a88-f4ba-45e8-8e40-e29c0c839c72">Corte dei conti, audizione sulle coperture, maggio 2024</a></p></li><li><p><a href="https://www.ilpost.it/2026/10/16/proteste-autotrasportatori-sud-italia/">Il Post, le proteste di autotrasportatori e agricoltori al Sud, 16 ottobre 2026</a> e <a href="https://x.com/pinapic/status/2112078800137720024">il post di Pina Picierno del 19 ottobre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-liste-d-attesa-perche-i-nuovi-dati-rischiano-di-sovrastimare-la-qualita-del-servizio">Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, i nuovi dati sulle liste d'attesa, 17 agosto 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/retribuzioni-contrattuali-luglio-settembre-2025/">ISTAT, retribuzioni contrattuali luglio-settembre 2025</a> e <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-settembre-2026/">prezzi al consumo settembre 2026</a></p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MARANZA: Finalmente abbiamo trovato al SOLUZIONE al PROBLEMA?]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=EK4Dww25AF0 C&#8217;&#232; qualcosa di molto intuitivo nell&#8217;idea che, se un ragazzo delinque, si possa responsabilizzare economicamente la sua famiglia.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/maranza-finalmente-abbiamo-trovato-6fa</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/maranza-finalmente-abbiamo-trovato-6fa</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 16 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/220641097/430ef6a5a0b79f29bad479e2db7a6398.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=EK4Dww25AF0 C&#8217;&#232; qualcosa di molto intuitivo nell&#8217;idea che, se un ragazzo delinque, si possa responsabilizzare economicamente la sua famiglia. &#200; probabilmente questa intuizione che sta dietro al disegno di legge presentato il 18 settembre dal senatore di Fratelli d&#8217;Italia Matteo Gelmetti, che introduce la possibilit&#224; di sospendere alcuni benefici comunali non essenziali quando un minorenne viene condannato. ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=60475 https://link.springer.com/article/10.1007/s10802-009-9310-8 https://doi.org/10.1016/j.avb.2019.06.003 https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/07340168221140830 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39428056/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25483561/ https://economy-finance.ec.europa.eu/document/download/b1061802-4b9c-4ecb-9a38-d6fa9d7ef64d_en?filename=IT_CR_SWD_2025_212_1_EN_autre_document_travail_service_part1_v3.pdf https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-vari/int-var-2021/Audizione_Ricotti_11012021.pdf https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/spr_exp_ftm/default/table https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-surveys-italy-2024_78add673-en.html https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/crim_just_job/default/table https://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/jel.20141147 https://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/aer.101.5.2157 https://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/000282804322970733 https://contoannuale.rgs.mef.gov.it/ https://esploradati.istat.it/ https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/statistiche?all=true&amp;selectedNode=0_6_3_2 https://progetti.lorenzoruffino.it/tg-serali/ ### &#128218; 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sta davvero aumentando? 11:59 Quanto parlano di cronaca nera i TG?</p><p>Learn more about your ad choices. 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Dopo otto anni e 1,25 miliardi stanziati per la prima versione, sappiamo quante imprese e quanti posti di lavoro sarebbero nati anche senza contributo? E i 14 miliardi della Decontribuzione Sud, le ZES, il credito d'imposta: che cosa hanno prodotto secondo INPS, Banca d'Italia e Corte dei conti? E se il problema del Sud fosse un altro? ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica 00:00 Che cosa promette Resto al Sud 2.0? 00:54 Quando Geopop aveva fatto buona divulgazione? 01:42 Che cosa &#232; successo con l'aeroporto di Firenze? 03:28 Due casi bastano per giudicare un canale? 03:50 Perch&#233; si continua a lasciare il Sud? 05:05 Che cos'&#232; Resto al Sud e quanto &#232; costato? 06:37 Che cosa misura il report sul 97%? 07:52 Che imprese sono nate con Resto al Sud? 08:58 Quanto &#232; costata la Decontribuzione Sud? 10:33 Che cosa ha trovato l'INPS? 11:37 Che cosa ha trovato la Banca d'Italia? 12:44 Le ZES funzionano? 13:36 E il credito d'imposta per il Mezzogiorno? 14:19 Che cosa insegnano gli aiuti del passato? 14:58 Il problema &#232; solo il Sud? 16:23 Che cosa servirebbe davvero al Mezzogiorno? 17:54 Da quanto tempo l'Italia arranca? 18:58 Resto al Sud 2.0: che cosa cambia?</p><p>Learn more about your ad choices. 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Ho cercato le valutazioni di Resto al Sud, Decontribuzione Sud e ZES, insieme alle ricerche sulle cause del divario tra Nord e Sud.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/resto-al-sud-otto-anni-di-incentivi</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/resto-al-sud-otto-anni-di-incentivi</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:31:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8b512209-6de2-478b-85cd-d12d57ebe0c3_1672x941.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 ottobre Geopop ha pubblicato su <a href="https://www.instagram.com/p/DeboQqtuBro/">Instagram</a> e su <a href="https://www.youtube.com/shorts/dN-D-8byhNA">YouTube</a> un video di tre minuti su Resto al Sud 2.0, l'incentivo per i giovani tra 18 e 34 anni, disoccupati o inattivi, che aprono un'attivit&#224; nelle regioni del Mezzogiorno. Il video, segnalato con la scritta &#171;#adv&#187;, elencando le cifre (un voucher fino a 40.000 euro, 50.000 se una parte della spesa va in digitale o efficienza energetica, e un contributo a fondo perduto del 75% sui progetti fino a 120.000 euro) si chiudeva con un invito: &#171;quando c'&#232; qualcosina di positivo, diciamocelo, raccontiamocelo&#187; (<a href="https://www.youtube.com/shorts/dN-D-8byhNA">Geopop, YouTube</a>).</p><p>Sembrerebbe una cosa positiva dopotutto, finalmente dei soldi che arrivano a chi ne ha bisogno. Cercando per&#242; le valutazioni d'impatto di Resto al Sud la questione diventa pi&#249; complicata.</p><p><strong>Questo articolo &#232; tratto dal video:</strong> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_7DUhdFPPhM">GEOPOP promuove RESTO AL SUD: ma funziona?</a>. Se preferisci guardare anzich&#233; leggere, il video &#232; qui.</p><p><strong>Preferisci ascoltare?</strong> <a href="https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628">Ascolta l'episodio su Dr. Elegantia</a>. Disponibile anche su Spotify e Apple Podcasts.</p><h2>Geopop e i contenuti sponsorizzati</h2><p>Mettiamo le mani avanti.</p><p>Nel gennaio 2025, quando le nuove norme del Codice della strada sui test salivari avevano acceso la discussione sui consumatori di cannabis, Geopop ha spiegato quanto a lungo il THC, il principio psicoattivo della cannabis, resta nella saliva e perch&#233; i test rapidi possono dare falsi positivi (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=DE7ZtZdEo40">2023</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WpCw-vFuRbc">2025</a>). In uno short ho ripreso quella spiegazione, perch&#233; aiutava a valutare quanto fosse repressiva quella misura (<a href="https://www.youtube.com/shorts/NS6jv299p8U">EconomiaItalia, 19 gennaio 2025</a>).</p><p>Geopop pubblica anche contenuti realizzati in collaborazione con aziende ed enti. Il video su Resto al Sud 2.0 &#232; arrivato due settimane dopo quello del 30 settembre sulla nuova pista dell'aeroporto di Firenze, anch'esso marcato &#171;#adv&#187; e realizzato con Toscana Aeroporti, la societ&#224; che vuole costruirla (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=CS0WGcKoQ3M">Geopop, YouTube</a>). Il consigliere comunale fiorentino Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha criticato quel video perch&#233; non menzionava i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale e l'opposizione di alcuni comuni (<a href="https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/nuova-pista-palagi-spc-il-video-di-geopop-lo-paga-chi-la-vuole-realizzare">Comune di Firenze, comunicato del 1&#176; ottobre</a>). Il sindaco di Sesto Fiorentino, Damiano Sforzi, ha scritto che &#171;sapere chi paga conta&#187; (<a href="https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/47846/aeroporto-polemica-sul-video-di-geopop-sforzi-quando-la-divulgazione-e-sponsorizzata-sapere-chi-paga-conta-il-sindaco-di-sesto-invita-gli-autori-ad-ascoltare-le-ragioni-dei-contrari-alla-nuova-pista-dopo-il-contenuto-commissionato-da-toscana-aeroporti.html">FirenzeDintorni</a>). Matteo Flora, esperto di reputazione online che commenta l'attualit&#224; digitale nel canale Ciao Internet, ha riconosciuto che il video rispettava le regole sulla pubblicit&#224; e ha osservato che, quando il tema &#232; un'opera pubblica contestata, conta anche ci&#242; che il racconto lascia fuori (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=v90qyaM4JAA">Ciao Internet</a>).</p><p>Il video su Resto al Sud 2.0 presenta anch'esso una politica pubblica come un'opportunit&#224;. Dedica i suoi tre minuti a importi, requisiti e modalit&#224; di domanda, e tralascia alcuni punti che forse sarebbe valsa la pena approfondire.</p><h2>Che cosa misura quel 70%</h2><p>Per illustrare il problema che l'incentivo dovrebbe attenuare, il video si apre con un grafico della SVIMEZ, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno: nel 2002 le laureate erano poco pi&#249; del 20% delle giovani che dal Sud si trasferivano al Centro-Nord, nel 2024 erano quasi il 70%. Per gli uomini la quota &#232; passata dal 14,6% al 50,7% (<a href="https://www.astrid-online.it/static/upload/repo/report_emgrazioni_informazioni_web_.pdf">Informazioni SVIMEZ n. 1/2026, Fig. 2</a>). Nel video la quota &#232; stata presentata come &#171;la percentuale di giovani laureati italiani che dal sud si spostano al nord Italia&#187;, mentre la SVIMEZ la calcola sul totale dei giovani che si trasferiscono, laureati e non.</p><p>Per distinguere le due percentuali a cui pu&#242; riferirsi quella formula, immagino un paese del Sud con 1.000 giovani donne, di cui 300 laureate. In un anno ne partono 50, e di queste 35 sono laureate. Le 35 laureate rappresentano il 70% delle 50 giovani donne partite, la percentuale calcolata dalla SVIMEZ. Rapportate alle 300 laureate che vivevano in paese, le stesse 35 partenze valgono circa il 12%, il tasso di fuga.</p><p>Per l'intero Mezzogiorno il tasso di fuga si pu&#242; stimare con i dati SVIMEZ ed Eurostat. Nel 2024 le giovani laureate partite dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord sono state circa 13.000 (SVIMEZ). Al 1&#176; gennaio 2024 nel Sud e nelle Isole vivevano circa 1.055.000 donne tra 25 e 34 anni (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_r_pjangroup/default/table">Eurostat, demo_r_pjangroup</a>); le laureate erano il 32,8% al Sud e il 26,7% nelle Isole (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/edat_lfse_04/default/table">Eurostat, edat_lfse_04</a>), cio&#232; circa 326.000. Dividendo 13.000 per 326.000 si ottiene circa il 4% in un anno. Per gli uomini si arriva a circa 10.000 su 235.000, poco pi&#249; del 4%. La stima &#232; approssimata perch&#233; le statistiche SVIMEZ comprendono soltanto i cittadini italiani che cambiano residenza all'interno del Paese, ed escludono chi va all'estero.</p><p>Alla crescita della quota dal 20% al 70% ha contribuito anche l'aumento generale dei laureati in Italia. In valore assoluto, secondo la SVIMEZ, nel 2024 sono partiti verso il Centro-Nord circa 23.000 giovani laureati, e al netto dei rientri il Mezzogiorno ne ha persi oltre 17.000.</p><p>&#128236; <strong>Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter.</strong></p><p>Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti.</p><p>&#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h2>Otto anni di Resto al Sud</h2><p>Dopo il grafico, Geopop spiega le partenze con la mancanza di lavoro per i giovani al Sud e presenta Resto al Sud 2.0 come una delle opportunit&#224; &#171;che non vengono comunicate benissimo&#187;. Per valutare che cosa ci si pu&#242; aspettare da Resto al Sud 2.0 si pu&#242; esaminare la prima versione, avviata nel gennaio 2018 e chiusa il 14 ottobre 2025. Secondo Invitalia, l'agenzia pubblica che gestisce gli incentivi nazionali alle imprese, la misura ha finanziato 19.960 progetti con 852 milioni di agevolazioni nette, ai quali l'agenzia attribuisce 64.700 posti di lavoro (<a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud">Invitalia</a>). La cifra viene dagli archivi della misura e pu&#242; comprendere sia i posti previsti nei piani d'impresa sia quelli rilevati a consuntivo. Per stabilire quanti di quei posti sarebbero esistiti comunque servirebbe una valutazione d'impatto.</p><p>Nel 2021 Italiacamp ha redatto insieme a Invitalia un rapporto intitolato &#171;Valutazione di impatto&#187;, che mette in primo piano il 97% di sopravvivenza delle imprese finanziate, &#171;superiore di 15 punti percentuali rispetto alla media nazionale&#187; (<a href="https://www.invitalia.it/sites/invitalia.it/files/-/media/invitalia/documenti/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud/analisi_impatto_2021_italiacamp.pdf">Italiacamp per Invitalia, p. 80</a>). Nel calcolo rientrano le imprese finanziate tra il 2018 e il 2021 ancora attive nel 2021, comprese molte che avevano pochi mesi di vita. Le imprese finanziate devono anche restituire il contributo se chiudono prima di tre anni, un obbligo che spinge a tenere aperta l'attivit&#224; e quindi alza il tasso di sopravvivenza.</p><p>Lo stesso studio ha provato a stimare quanti avrebbero avviato l'attivit&#224; anche senza il contributo, con un questionario inviato sia a chi l'aveva ottenuto sia a chi era stato escluso. Tra i richiedenti respinti, il 28% ha avviato l'attivit&#224; lo stesso; tra i beneficiari, il 3% ha risposto che ce l'avrebbe fatta anche senza Resto al Sud e il 52% che avrebbe avuto pi&#249; difficolt&#224; (pp. 46-47). Il campione &#232; autoselezionato, perch&#233; hanno risposto circa 2.000 persone su oltre 7.000 contattate (p. 92).</p><p>Un questionario &#232; alla base anche dell'unica stima con un gruppo di controllo che ho trovato, pubblicata nell'ottobre 2023 dal Nucleo di valutazione delle politiche di coesione (NUVAP), l'organismo tecnico della Presidenza del Consiglio che valuta i fondi per il Sud, in un rapporto sulle misure per l'autoimpiego centrato su Resto al Sud (<a href="https://www.valutazionecoesione.it/valutazioni/doc/resto-al-sud/Rapporto_Valutazione_RAS.pdf">NUVAP, Rapporto di valutazione</a>). Le imprese finanziate avrebbero in media 0,47 addetti in pi&#249; rispetto a richiedenti respinti con caratteristiche simili, circa un occupato ogni due imprese (tab. 6.9, p. 99). Al questionario online anonimo, inviato da Invitalia, hanno risposto 293 soggetti su 26.515 richiedenti del periodo 2018-2021 (tab. 6.1, p. 84), e il risultato &#232; statisticamente significativo soltanto al livello del 10%.</p><p>Nel 2023, in un'audizione al Senato, la SVIMEZ ha esaminato anche il tipo di attivit&#224; finanziate e ha rilevato che la misura riproponeva il modello produttivo esistente, &#171;fortemente sbilanciato su attivit&#224; a bassa produttivit&#224;&#187; (<a href="https://www.svimez.it/wp-content/uploads/2025/03/2023_11_29_audizione_svimez.pdf">SVIMEZ, audizione del 29 novembre 2023, p. 6</a>). In settori come questi una nuova impresa finanziata pu&#242; sottrarre clienti e occupazione alle attivit&#224; gi&#224; esistenti. Se lo Stato finanzia l'apertura di un bar in un paese dove quelli esistenti soddisfano gi&#224; la domanda, una parte dei clienti si trasferisce al nuovo esercizio: il numero delle imprese del paese aumenta, mentre il reddito e l'occupazione complessivi possono restare invariati. </p><h2>La Decontribuzione Sud e le stime sull'occupazione</h2><p>Forse si tratta di un caso particolarmente sfortunato. Resto al Sud non ha funzionato, ma abbiamo altri incentivi che potrebbero essere stati utili.</p><p>Ad esempio, mentre Resto al Sud finanziava chi apriva un'impresa, la Decontribuzione Sud, introdotta nell'ottobre 2020, riduceva il costo del lavoro: tagliava del 30% i contributi a carico dei datori di lavoro privati per i lavoratori delle sedi nel Mezzogiorno (esclusi agricoltura, lavoro domestico e settore finanziario), gi&#224; assunti o di nuova assunzione, con contratti a tempo determinato o indeterminato. </p><p>Magari in questo caso l&#8217;incentivo &#232; servito?</p><p>Secondo i rendiconti INPS &#232; costata 339 milioni nel 2020, poi da 3 a 3,7 miliardi l'anno fino al 2024, per circa 14 miliardi complessivi in cinque anni (<a href="https://www.inps.it/it/it/dati-e-bilanci/rapporti-annuali/">INPS, Rapporti annuali XXI-XXV</a>). La misura &#232; stata valutata pi&#249; volte, dall'INPS e dalla Banca d'Italia.</p><p>Nel XXI Rapporto annuale, uscito nel 2022, l'INPS ha confrontato quattro province del Sud al confine (Caserta, Isernia, L'Aquila, Teramo) con quattro province vicine del Centro (Ascoli Piceno, Rieti, Frosinone, Latina). Dopo l'ottobre 2020 i coefficienti stimati su occupazione, assunzioni e cessazioni sono risultati &#171;molto vicini a zero e ampiamente non significativi dal punto di vista statistico&#187;, e sui salari l'INPS non ha rilevato &#171;alcun effetto&#187; (<a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/rapporti-annuali/xxi-rapporto-annuale/XXI_RA_22_07modificato_18_07_23.pdf">XXI Rapporto annuale, pp. 271-272</a>). Il risultato &#232; stato ripreso da <a href="https://lavoce.info/archives/96811/la-decontribuzione-al-sud-e-stata-inefficace-ma-il-m5s-vuole-renderla-strutturale/">lavoce.info</a> ad agosto 2022.</p><p>Nel Rapporto dell'anno successivo, con i dati fino a novembre 2022, l'INPS ha riportato un impatto &#171;di circa il 10%&#187; sull'occupazione dall'autunno 2021. La stima del 10% deriva dal confronto grafico tra le province. Nella nota 45 l'INPS ha precisato che, applicando il metodo di stima pi&#249; rigoroso, l'impatto sull'occupazione totale &#171;&#232; positivo ma non statisticamente significativo&#187; (<a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/rapporti-annuali/xxii-rapporto-annuale/XII_RA_INPS_2023.pdf">XXII Rapporto annuale, p. 258</a>). Nei Rapporti dal 2024 al 2026 l'INPS ha continuato a riportarne il costo e non ha aggiornato le stime dell'impatto sull'occupazione.</p><p>La Banca d'Italia ha pubblicato la stima pi&#249; recente nel giugno 2026, con i dati di circa 115.000 imprese e 9 milioni di lavoratori. Gli autori hanno confrontato le piccole e medie imprese appena a sud e appena a nord del confine tra Centro e Mezzogiorno. Lo sgravio ha ridotto il costo del lavoro per addetto del 4,2%, come previsto dagli autori. Nelle imprese hanno poi rilevato un aumento di ricavi, redditivit&#224; e liquidit&#224;, e nessuna variazione di occupazione, salari, investimenti e sopravvivenza (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-1011/index.html">Albanese, Ciani, Macci, Mendicino e Petrella, Banca d'Italia, QEF n. 1011</a>).</p><h2>Le ZES e gli aiuti del passato</h2><p>Forse abbiamo fatto cherry picking, e siamo andati a prendere le due uniche forme di aiuto che non hanno sortito effetti. Prendiamone una terza.</p><p>La ZES unica, il terzo incentivo che analizzeremo, interviene sugli investimenti delle imprese: dal 2024 tutto il Mezzogiorno rientra in un'unica Zona economica speciale, un'area in cui le imprese hanno un credito d'imposta per gli investimenti e un'autorizzazione unica per i cantieri. Nel giugno 2026, nella delibera sul controllo dei tempi e delle procedure della ZES unica, la Corte dei conti ha riportato che il 18 novembre 2025 era stato firmato un accordo con la Banca d'Italia per monitorare e valutare l'impatto economico della misura, una valutazione che a giugno 2026 non aveva ancora prodotto risultati. Secondo la Corte, lo strumento di analisi in preparazione con InfoCamere, la societ&#224; delle Camere di commercio che gestisce il Registro delle imprese, &#171;sarebbe propedeutico allo svolgimento di valutazioni d'impatto&#187;, e i magistrati hanno raccomandato al Dipartimento per il Sud di completare i sistemi di monitoraggio &#171;funzionali a verificare l'efficacia delle misure adottate&#187; (<a href="https://www.corteconti.it/Download?id=3cba2470-4554-4a07-938c-5693f452476e">Corte dei conti, delibera 21/2026/CCC, pp. 10-12</a>).</p><p>Per ora le valutazioni disponibili riguardano il credito d'imposta per il Mezzogiorno in vigore dal 2016 al 2020, che ha preceduto la ZES unica. Secondo la Banca d'Italia quel credito ha stimolato investimenti e occupazione, con 1,1 euro di investimento aggiuntivo per ogni euro pubblico, soprattutto nelle imprese pi&#249; piccole; la produttivit&#224; &#232; rimasta invariata. Per la maggiorazione riservata alle vecchie ZES gli effetti aggiuntivi stimati sono risultati indistinguibili da zero (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2025/2025-1487/index.html">Andini e D'Ignazio, Banca d'Italia, Temi di discussione n. 1487</a>).</p><p>Nel 2010 la Banca d'Italia ha raccolto le valutazioni degli incentivi agli investimenti nel Sud dei vent'anni precedenti. Gli studi sulla legge 488 del 1992, che finanziava gli investimenti delle imprese nelle aree svantaggiate, hanno rilevato che le imprese avevano per lo pi&#249; anticipato investimenti gi&#224; programmati. In un'indagine della stessa Banca d'Italia sulle imprese industriali, il 50% delle imprese meridionali aveva dichiarato che avrebbe investito la stessa somma anche senza agevolazioni; esclusi gli anticipi, gli investimenti aggiuntivi al Sud valevano circa il 6% dell'incentivo. I Patti territoriali, accordi tra enti pubblici e privati per finanziare progetti di sviluppo locale, hanno avuto un'efficacia &#171;modesta, se non addirittura nulla&#187; (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-seminari-convegni/2010-0004/4_volume_mezzogiorno_2010.pdf">Banca d'Italia, Il Mezzogiorno e la politica economica dell'Italia, pp. 73-74</a>). Nell'intervento di apertura Mario Draghi, allora governatore, ha scritto che &#171;i sussidi alle imprese sono stati generalmente inefficaci: si incentivano spesso investimenti che sarebbero stati effettuati comunque&#187; (p. IX).</p><h2>Un caso particolarmente sfortunato?</h2><p>No, purtroppo.</p><p>Come <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/costi-incentivi-industrie-transizione">scrissi</a> qualche anno fa per Pagella Politica, gli incentivi alle imprese degli ultimi anni hanno generato ben pochi effetti. Anche guardando l&#8217;esperienza estera non sembra emergere che i sussidi siano in grado di modificare le dinamiche strutturali. Ad esempio, in Francia, dopo la riforma del 2002 che ha permesso ai disoccupati di tenere il sussidio mentre avviavano un&#8217;impresa, le nuove imprese sono aumentate e l&#8217;occupazione delle imprese esistenti &#232; calata quasi uno a uno (<a href="https://dspace.mit.edu/handle/1721.1/136225">Hombert, Schoar, Sraer e Thesmar, Journal of Finance, 2020</a>). </p><h2>Che cosa pesa sul divario</h2><p>Se non sono gli incentivi la soluzione, cosa potrebbe esserlo? Siamo forse costretti ad arrenderci ad un sud sottosviluppato? Fortunatamente no.</p><p>Le ricerche economiche sul divario tra Nord e Sud hanno misurato il peso della giustizia civile, della criminalit&#224; organizzata, della qualit&#224; delle istituzioni e della scuola. Nei tribunali del Mezzogiorno un processo civile ordinario dura in media circa il 60% in pi&#249; che nel Centro-Nord (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2022-0715/QEF_715.pdf">Banca d'Italia, QEF n. 715, p. 6</a>). Silvia Giacomelli e Carlo Menon hanno confrontato comuni vicini che ricadono sotto tribunali diversi e hanno stimato che dimezzare la durata dei processi aumenterebbe la dimensione media delle imprese dell'8-12% (<a href="https://doi.org/10.1093/jeg/lbw030">Journal of Economic Geography, 2017</a>). Dove i processi sono pi&#249; lenti, anche il credito alle imprese &#232; pi&#249; scarso (<a href="https://doi.org/10.2139/ssrn.302133">Jappelli, Pagano e Bianco, 2005</a>).</p><p>Sulla criminalit&#224; organizzata, Paolo Pinotti ha confrontato Puglia e Basilicata, dove la presenza mafiosa &#232; cresciuta dagli anni Settanta, con una combinazione di regioni simili a bassa presenza mafiosa. Il PIL pro capite delle due regioni &#232; risultato pi&#249; basso del 16%, perch&#233; gli investimenti privati sono stati sostituiti da investimenti pubblici meno produttivi (<a href="https://dondena.unibocconi.eu/sites/default/files/media/attach/Dondena_WP054.pdf">Economic Journal, 2015</a>).</p><p>Dalle istituzioni locali dipende anche il rendimento dei fondi europei. In uno studio sui fondi europei per le regioni pi&#249; povere, Sascha Becker, Peter Egger e Maximilian von Ehrlich hanno rilevato un aumento del reddito solo in circa il 30% delle regioni beneficiarie, quelle con abbastanza capitale umano e istituzioni funzionanti (<a href="https://wrap.warwick.ac.uk/id/eprint/57855">AEJ: Economic Policy, 2013</a>). Nel Mezzogiorno la produttivit&#224; &#232; risultata &#171;rather unresponsive&#187; ai programmi europei (<a href="https://doi.org/10.1111/pirs.12574">Albanese, de Blasio e Locatelli, Papers in Regional Science, 2021</a>).</p><p>Secondo le prove dell'INVALSI, l'istituto pubblico che misura gli apprendimenti degli studenti, all'ultimo anno delle superiori la quota di studenti che raggiunge i traguardi in matematica &#232; pi&#249; bassa al Sud fino a 23 punti percentuali rispetto al Nord (<a href="https://www.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/11/Slide-Sintesi-primi-risultati-prove-INVALSI-2025.pdf">INVALSI 2025, slide 13</a>). Gi&#224; prima della scuola, nel Mezzogiorno ci sono 19 posti al nido ogni 100 bambini sotto i tre anni, contro circa 40 al Centro e nel Nord-est, e i comuni spendono 531 euro per bambino contro 1.542 nel Centro-Nord (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/02/REPORT_OFFERTA-DI-NIDI-E-SERVIZI-INTEGRATIVI-PER-LA-PRIMA-INFANZIA.pdf">ISTAT, 2026</a>). </p><h2>Fonti e approfondimenti</h2><ul><li><p><a href="https://www.youtube.com/shorts/dN-D-8byhNA">Geopop, &#171;Resto al Sud 2.0&#187;, YouTube Short, 13 ottobre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CS0WGcKoQ3M">Geopop, video sull'aeroporto di Firenze, 30 settembre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.astrid-online.it/static/upload/repo/report_emgrazioni_informazioni_web_.pdf">SVIMEZ, Informazioni SVIMEZ n. 1, febbraio 2026, &#171;Un Paese, due emigrazioni&#187;</a></p></li><li><p><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_r_pjangroup/default/table">Eurostat, popolazione per et&#224; e sesso, NUTS 1 (demo_r_pjangroup)</a> e <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/edat_lfse_04/default/table">titolo di studio 25-34 anni (edat_lfse_04)</a></p></li><li><p><a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud">Invitalia, Resto al Sud</a> e <a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20">Resto al Sud 2.0</a></p></li><li><p><a href="https://www.invitalia.it/sites/invitalia.it/files/-/media/invitalia/documenti/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud/analisi_impatto_2021_italiacamp.pdf">Italiacamp per Invitalia, Resto al Sud. Valutazione di impatto</a></p></li><li><p><a href="https://www.valutazionecoesione.it/valutazioni/doc/resto-al-sud/RaS_Report.pdf">NUVAP, &#171;Resto al Sud funziona?&#187;, 2020</a></p></li><li><p><a href="https://www.valutazionecoesione.it/valutazioni/doc/resto-al-sud/Rapporto_Valutazione_RAS.pdf">NUVAP, &#171;Per chi e dove sono pi&#249; efficaci le misure per il sostegno all'autoimpiego e alla creazione di impresa?&#187;, rapporto di valutazione, ottobre 2023</a></p></li><li><p><a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/rapporti-annuali/xxi-rapporto-annuale/XXI_RA_22_07modificato_18_07_23.pdf">INPS, XXI Rapporto annuale, par. 3.3.1.2</a> e <a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/rapporti-annuali/xxii-rapporto-annuale/XII_RA_INPS_2023.pdf">XXII Rapporto annuale, par. 3.5.2</a></p></li><li><p><a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-1011/index.html">Banca d'Italia, QEF n. 1011, &#171;Gli effetti di un grande sgravio contributivo su base territoriale: il caso di Decontribuzione Sud&#187;, giugno 2026</a></p></li><li><p><a href="https://lavoce.info/archives/96811/la-decontribuzione-al-sud-e-stata-inefficace-ma-il-m5s-vuole-renderla-strutturale/">Massimo Taddei, lavoce.info, 18 agosto 2022</a> e <a href="https://lavoce.info/archives/102790/occupazione-e-stipendi-che-effetto-fanno-gli-incentivi-per-le-imprese/">Edoardo Di Porto e Paolo Naticchioni, lavoce.info, 16 novembre 2023</a></p></li><li><p><a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2025/2025-1487/index.html">Banca d'Italia, Temi di discussione n. 1487, credito d'imposta per il Mezzogiorno 2016-2020</a></p></li><li><p><a href="https://www.corteconti.it/Download?id=3cba2470-4554-4a07-938c-5693f452476e">Corte dei conti, delibera 21/2026/CCC sulla ZES unica</a></p></li><li><p><a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-seminari-convegni/2010-0004/4_volume_mezzogiorno_2010.pdf">Banca d'Italia, Il Mezzogiorno e la politica economica dell'Italia, 2010</a></p></li><li><p><a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2022-0715/QEF_715.pdf">Banca d'Italia, QEF n. 715, la giustizia civile in Italia, 2022</a></p></li></ul><p><em>Informazioni e fonti consultate al 13 ottobre 2026. Il tasso di partenza delle giovani laureate (circa 4% l'anno) &#232; un mio calcolo su dati SVIMEZ ed Eurostat. I posti di lavoro di Resto al Sud sono dati amministrativi Invitalia, senza gruppo di controllo.</em></p><div><hr></div><p><strong>Ti &#232; piaciuto questo approfondimento?</strong></p><p>Su <a href="https://www.youtube.com/@EconomiaItalia">EconomiaItalia</a> ogni settimana analizzo dati economici e statistici sull'Italia e sull'Europa.</p><p><strong><a href="https://www.youtube.com/@EconomiaItalia?sub_confirmation=1">Iscriviti al canale YouTube</a></strong></p><p><strong><a href="https://www.youtube.com/channel/UCq5fU1zDj0KcdWM6wjI0jhA/join">Abbonati a EconomiaItalia</a></strong></p><p><a href="https://umbertobertonelli.it">umbertobertonelli.it</a> &#183; <a href="mailto:info@umbertobertonelli.it">info@umbertobertonelli.it</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[FRANCIA: il nuovo MALATO d'EUROPA?]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=HyQkOpzfYuM ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/francia-il-nuovo-malato-deuropa-aa5</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/francia-il-nuovo-malato-deuropa-aa5</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/220475808/750b851b65d2f04a75da561c8ba174a4.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=HyQkOpzfYuM ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica</p><p>Learn more about your ad choices. 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Ho letto le schede originali, che si possono scaricare dall'interfaccia pubblica della piattaforma e mi sono domandato quanto potessero costare.</p><p style="text-align: center;">&#128202; I grafici di questo articolo sono nel carosello su Instagram:<br><a href="https://www.instagram.com/p/DeeQq1LDNsD/">Il costo delle dieci proposte di AVS</a></p><h2>Sessanta miliardi ogni cento euro</h2><p>La <a href="https://decidiamo.com/processes/lavoro-buono-ben-pagato/f/56/proposals/2022">scheda sul reddito universale di base</a> lo presenta come lo strumento per &#171;scardinare quello che molti teorici definiscono il ricatto del capitalismo&#187;, senza fissare l'importo dell'assegno n&#233; la platea. Se l'assegno andasse a tutti i maggiorenni, che al 1&#176; gennaio 2025 erano 50,2 milioni (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_pjan/default/table">Eurostat</a>), ogni 100 euro al mese costerebbero 60 miliardi l'anno.</p><p>Con 500 euro al mese si arriverebbe a 301 miliardi, il 13% di un PIL che nel 2025 l'ISTAT ha calcolato in 2.265 miliardi; con 800 euro a 482 miliardi, il 21%. Da queste cifre lorde andrebbero tolti gli assegni, le deduzioni e le detrazioni che il reddito di base assorbirebbe.</p><h2>La settimana corta nel settore pubblico</h2><p>La <a href="https://decidiamo.com/processes/lavoro-buono-ben-pagato/f/56/proposals/2019">scheda 19</a> chiede di &#171;ridurre l'orario di lavoro, con la settimana corta, a parit&#224; di salario&#187;, senza indicare di quanto. Per un'impresa privata, con il 10% di ore in meno e lo stesso stipendio, ogni ora lavorata costa l'11% in pi&#249;, perch&#233; 100 diviso 90 fa 1,11.</p><p>Lo Stato, che nel 2025 ha speso circa 201 miliardi per i propri dipendenti (<a href="https://www.agi.it/economia/news/2025-08-05/corte-conti-spesa-dipendenti-pa-2025-oltre-200-miliardi-32601136/">Corte dei conti, via AGI</a>), potrebbe mantenere l'organico oppure assumere altro personale per compensare le ore in meno. Nel primo caso la spesa resterebbe ferma e scuole, ospedali e uffici avrebbero il 10% di ore di lavoro in meno; nel secondo servirebbe l'11% di persone in pi&#249;, con una spesa aggiuntiva di circa 22 miliardi l'anno, 2 miliardi per ogni punto percentuale di organico.</p><h2>Mezzi gratis fino a trent'anni</h2><p>La <a href="https://decidiamo.com/processes/si-viaggiare/f/54/proposals/2001">scheda 11</a> &#232; l'unica, fra quelle scelte da Libero, a indicare una spesa: propone di portare il Fondo nazionale trasporti da 5,3 a 8 miliardi entro il 2029, 2,7 miliardi l'anno in pi&#249;, e di rendere l'abbonamento nazionale &#171;gratuito per chi ha meno di 30 anni&#187;.</p><p>Alla cifra del partito vanno aggiunti i biglietti che i giovani smetterebbero di pagare. Nel 2019, l'ultimo anno per cui ho trovato dati nazionali, i passeggeri del trasporto locale hanno speso 1,89 miliardi per bus, tram e metro e 1,46 miliardi per i treni regionali (<a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/documentazione/2022-04/MIMS_SIDT_TPL_-_Relazione_Parlamento_TPL_2019-2020_-_Nazionale_v2.pdf">Ministero dei Trasporti, Relazione al Parlamento sul TPL 2019-2020</a>, tab. 1.7). Quei 3,35 miliardi nessuna statistica li divide per et&#224;: se gli under 30 ne pagassero il 10%, il mancato incasso sarebbe di 335 milioni, con il 30% di un miliardo, con il 50% di 1,7 miliardi.</p><p>&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter. Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti. &#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><h2>Migranti, cittadinanza, antifascismo</h2><p>Le proposte su migranti, cittadinanza e antifascismo occupano quattro voci su dieci nella grafica di Libero. Chiudere i centri per il rimpatrio, come chiede la <a href="https://decidiamo.com/processes/umani-prima-di-tutto/f/63/proposals/2044">scheda 53</a>, farebbe risparmiare una spesa di gestione che ActionAid e l'Universit&#224; di Bari hanno stimato in circa 39 milioni fra il 2022 e il 2023 (<a href="https://www.lapresse.it/cronaca/2024/10/25/migranti-actionaid-cpr-disastro-finanziario-rimpatri-fermi-al-10/">rapporto Trattenuti, via LaPresse</a>). La stessa scheda propone di introdurre lo status di rifugiato climatico, per chi lascia il proprio paese a causa del cambiamento climatico. Il costo dipenderebbe dal numero dei beneficiari, che il partito non stima.</p><p>La cittadinanza a chi nasce o studia in Italia (<a href="https://decidiamo.com/processes/umani-prima-di-tutto/f/63/proposals/2045">scheda 54</a>), la legge contro la propaganda fascista, le lezioni su Costituzione, Resistenza e Shoah &#171;dentro le 33 ore di educazione civica&#187; (<a href="https://decidiamo.com/processes/liberta-di-essere/f/59/proposals/2036">scheda 35</a>) e lo stop ai voli interni dove il treno impiega meno di tre ore (<a href="https://decidiamo.com/processes/si-viaggiare/f/54/proposals/2014">scheda 14</a>) non comportano spese dirette.</p><p>La <a href="https://decidiamo.com/processes/luoghi-che-chiamiamo-casa/f/53/proposals/2010">scheda 9</a> non quantifica il fondo di garanzia pensato per gli affitti che gli inquilini in difficolt&#224; economica, per cause indipendenti da loro, smettono di pagare (la cosiddetta morosit&#224; incolpevole). Nel 2025 i provvedimenti di sfratto per morosit&#224; sono stati 26.632 (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/07/sfratti-italia-2025-dati-notizie/8530411/">dati del Ministero dell'Interno, via Il Fatto Quotidiano</a>).</p><h2>Le coperture</h2><p>AVS indica due entrate per finanziare le sue proposte: 16 miliardi l'anno dalla <a href="https://decidiamo.com/processes/quel-che-giuto-e-giusto/f/58/proposals/2032">patrimoniale della scheda 31</a>, sui patrimoni netti oltre 5,4 milioni, e 7 miliardi dal recupero dell'evasione, secondo il <a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews-tn-aa/alleanza-verdi-sinistra-trentino-restituzione-fiscale-22-miliardi-per-tagliare-le-tasse-al-98-dei-contribuenti-patrimoniale-sopra-i-54-milioni/">comunicato di AVS Trentino del 5 ottobre</a>, che per la patrimoniale riporta 15 miliardi. Il partito le ha gi&#224; assegnate entrambe alla <a href="https://decidiamo.com/processes/quel-che-giuto-e-giusto/f/58/proposals/2031">riforma Irpef della scheda 30</a>, dal costo di 22,5 miliardi, che presenta come coperta &#171;fino all'ultimo euro, senza fare debito&#187;.</p><p>Sull'evasione la Corte dei conti ha gi&#224; scritto che i proventi della lotta all'evasione &#171;non possono essere inquadrati come fonti di copertura di oneri certi e permanenti&#187; (<a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7cb23a88-f4ba-45e8-8e40-e29c0c839c72">audizione delle Sezioni riunite, maggio 2024</a>, p. 22). Ne ho parlato nel video sulla restituzione fiscale.</p><p>&#127916; Patrimoniale ed evasione nel dettaglio: <a href="https://youtu.be/aqH7qqQ0Tjc">AVS: RESTITUZIONE FISCALE. I CONTI TORNANO?</a> Il video completo sulla proposta Irpef di AVS.</p><p>Due delle dieci proposte selezionate da Libero prevedono nuove entrate. La scheda 14 prevede, oltre allo stop ai voli, un'accisa sul cherosene con un gettito stimato di 2 miliardi l'anno, per il quale non ho trovato dati a supporto. Per la cannabis legale la <a href="https://decidiamo.com/processes/liberta-di-essere/f/59/proposals/2035">scheda 34</a> prevede &#171;da 3 a 7 miliardi l'anno&#187;, con tasse &#171;tali da battere i prezzi degli spacciatori&#187;; Ofria e David (2017) hanno calcolato 6,6 miliardi, una stima che Pagella Politica ha giudicato approssimativa (<a href="https://pagellapolitica.it/fact-checking/bonino-legalizzazione-cannabis-7-miliardi">fact-checking</a>). Con le cifre del partito, le due voci arrivano al massimo a 9 miliardi l'anno, meno di un sesto di quanto costerebbe un reddito di base da 100 euro al mese.</p><h2>Fonti e approfondimenti</h2><ul><li><p><a href="https://decidiamo.com">Schede AVS su decidiamo.com</a>, consultate tramite l'interfaccia pubblica il 14 ottobre 2026</p></li><li><p><a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/49355431/questi-sono-matti-ecco-il-programma-da-brividi-di-avs/">Libero, &#171;Questi sono matti: ecco il programma da brividi di Avs&#187;</a></p></li><li><p><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_pjan/default/table">Eurostat, popolazione al 1&#176; gennaio per et&#224;</a></p></li><li><p><a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/documentazione/2022-04/MIMS_SIDT_TPL_-_Relazione_Parlamento_TPL_2019-2020_-_Nazionale_v2.pdf">Ministero dei Trasporti, Relazione al Parlamento sul TPL 2019-2020</a></p></li><li><p><a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7cb23a88-f4ba-45e8-8e40-e29c0c839c72">Corte dei conti, audizione sulle coperture, maggio 2024</a></p></li><li><p><a href="https://pagellapolitica.it/fact-checking/bonino-legalizzazione-cannabis-7-miliardi">Pagella Politica sulla stima di 7 miliardi dalla cannabis</a></p></li><li><p><a href="https://www.instagram.com/p/DeeQq1LDNsD/">Il carosello con i grafici, su Instagram</a></p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Meloni ha alzato veramente le tasse? COSA DICONO I DATI]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=n2fZcd40THs Secondo l'ISTAT, nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale &#232; arrivata al 43,5%.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/meloni-ha-alzato-veramente-le-tasse-d19</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/meloni-ha-alzato-veramente-le-tasse-d19</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/220308754/0ccbc76fec58d0d102705449bf938de0.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=n2fZcd40THs Secondo l'ISTAT, nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale &#232; arrivata al 43,5%. A Porta a Porta Giorgia Meloni ha chiesto quali tasse il suo governo avrebbe aumentato, e su Libero Alessandro Sallusti ha scritto che &#232; falso parlare di tasse aumentate. Allora perch&#233; la pressione fiscale sale? Analizzo i conti ISTAT dal 2019 al 2025, il PIL nominale, gli occupati, il drenaggio fiscale e le leggi di bilancio 2025 e 2026: come cambia il netto di quattro dipendenti da 25 a 40 mila euro, quali imposte sono salite e chi le paga. ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica 00:00 Le tasse sono aumentate o diminuite? 01:02 Che cosa ha chiesto Meloni a Porta a Porta? 01:39 Che cosa c'entrano le banche? 02:13 Che cosa ha scritto Sallusti? 02:25 Che cos'&#232; la pressione fiscale? 04:19 Pi&#249; occupati, pi&#249; tasse? 07:25 Quali imposte sono cresciute secondo l'ISTAT? 08:49 Che cos'&#232; il drenaggio fiscale? 10:22 Quanto pagano quattro dipendenti da 25 a 40 mila euro? 14:24 Chi ha pagato di meno? 15:02 Quali tasse sono aumentate? 17:31 Come &#232; salita la pressione fiscale?</p><p>Learn more about your ad choices. 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Secondo l'ISTAT il prelievo &#232; cresciuto pi&#249; del reddito del paese.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-tasse-sono-aumentate-che-cosa</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/le-tasse-sono-aumentate-che-cosa</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:30:53 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ef709bf3-5a85-42ab-b198-edbf6483e6b3_1672x941.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 ottobre l'ISTAT ha pubblicato il conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche: nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale &#232; stata del 43,5%, mezzo punto in pi&#249; rispetto allo stesso trimestre del 2025 (<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conto-trimestrale-ap-reddito-famiglie-profitti-societa-ii-trimestre-2026/">ISTAT, 5 ottobre 2026</a>). Il giorno dopo Alessandro Sallusti, direttore di Libero, ha firmato un editoriale intitolato "Perch&#233; &#232; falso dire che le tasse sono aumentate" (<a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/49304086/perche_e_falso_dire_che_le_tasse_sono_aumentate/">Libero, 6 ottobre 2026</a>), e Fratelli d'Italia lo ha rilanciato su Instagram con un carosello di quattro slide e una didascalia che non lascia margini: "La sinistra sta provando in tutti i modi a confondere gli italiani. E quando la confusione diventa propaganda, non &#232; pi&#249; un errore: &#232; malafede" (<a href="https://www.instagram.com/p/DeJj6YACMdQ/">post di FdI</a>).</p><p style="text-align: center;">&#127916; Questo articolo &#232; tratto dal video <a href="https://youtu.be/n2fZcd40THs">Meloni ha alzato veramente le tasse? COSA DICONO I DATI</a>, che trovi su YouTube se preferisci guardare anzich&#233; leggere.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>L'editoriale si &#232; chiuso cos&#236;: "chi sostiene che questo governo ce le ha alzate o &#232; ignorante o &#232; in malafede. Oppure, come i leader delle opposizioni, entrambe le cose contemporaneamente". Sotto quel post ho lasciato un commento, e qui provo a spiegare per esteso perch&#233; la tesi non regge, usando i dati ISTAT, le previsioni dello stesso governo e il lavoro di chi in questi giorni ne ha scritto: Massimo Taddei nella newsletter di Pagella Politica, Nazareno Lecis e Alessandro Cascavilla (Ale Economista) su Instagram.</p><p>La stessa tesi Giorgia Meloni l'aveva sostenuta il 22 settembre a Porta a Porta, il giorno in cui l'ISTAT aveva pubblicato i conti annuali (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=WNRdK_UTizw">intervista integrale sul canale YouTube di Giorgia Meloni</a>, dal minuto 5:40). Davanti a Bruno Vespa la presidente del Consiglio ha chiesto: "lei mi sa dire quali sono le tasse del governo Meloni che sono aumentate o che sono state introdotte? Perch&#233; io faccio sempre questa domanda ai miei avversari e nessuno mi sa rispondere". La risposta l'ha data lei stessa, subito dopo: "S&#236;, noi abbiamo aumentato la tassazione sulle banche. S&#236;, a un certo punto abbiamo aumentato la tassazione sulle societ&#224; energetiche". Poi ha elencato i tagli, dall'Irpef, l'imposta sui redditi delle persone, al cuneo fiscale, cio&#232; il prelievo su stipendi e salari, e ha concluso: "Com'&#232; possibile che abbiamo aumentato le tasse? Infatti non le abbiamo aumentate, le abbiamo tagliate". Due settimane dopo Sallusti ha scritto che &#232; falso parlare di tasse aumentate, anche se la presidente del Consiglio aveva ammesso in tv almeno due aumenti.</p><h2>Che cos'&#232; la pressione fiscale</h2><p>Secondo la terminologia dell'ISTAT, la pressione fiscale &#232; il "rapporto tra l'ammontare delle imposte (dirette, indirette e in conto capitale) e dei contributi sociali (effettivi e figurativi) e il Pil" (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/PIL-E-INDEBITAMENTO-AP_Anni-2023-2025.pdf">ISTAT, glossario del comunicato Pil e indebitamento AP, 2 marzo 2026</a>, p. 13). Al numeratore ci sono le imposte e i contributi delle amministrazioni pubbliche, al denominatore il PIL, il valore di quanto il paese ha prodotto nel periodo considerato. Se la pressione sale, lo Stato preleva una quota pi&#249; grande di quel reddito, anche senza aumentare le aliquote delle singole imposte.</p><p>Sallusti ha scritto che l'ISTAT "registra che &#232; aumentato il gettito complessivo, cio&#232; il numero dei cittadini che pagano le tasse". Nella stessa frase ha confuso due grandezze: il gettito indica la quantit&#224; di denaro incassata, mentre il numero dei contribuenti &#232; un'altra cosa. La pressione fiscale, poi, misura il rapporto tra entrate fiscali e PIL. Un gettito che cresce non fa salire la pressione fiscale, se il reddito del paese cresce allo stesso ritmo; la fa salire solo se cresce pi&#249; in fretta. Taddei lo ha spiegato bene nella newsletter "Conti in tasca" di Pagella Politica dell'8 ottobre (<a href="https://mailchi.mp/pagellapolitica/tasse-aumentate">versione web</a>): le entrate fiscali crescono quasi ogni anno, per effetto dei prezzi e della crescita, ed &#232; proprio per questo che si guarda al rapporto con il PIL invece che ai miliardi.</p><p>Il 43,5% richiede anche una precisazione tecnica. L'ISTAT ha avvertito che i conti trimestrali delle amministrazioni pubbliche sono "in forma grezza", e quindi confrontabili solo con lo stesso trimestre dell'anno prima. Secondo il dato annuale, che &#232; quello da usare per un giudizio sul governo, la pressione fiscale &#232; passata dal 41,6% del 2022 al 41,2% del 2023, al 42,2% del 2024 e al 42,9% del 2025 (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/CONTI-ECONOMICI-NAZIONALI_2010-2025-22settembre2026.pdf">ISTAT, Conti economici nazionali 2010-2025, 22 settembre 2026</a>, prospetto 4). Dal 2022, l'anno in cui si &#232; insediato il governo Meloni, l'aumento &#232; stato di 1,3 punti di PIL, circa 29 miliardi ai valori del 2025.</p><h2>Gli occupati</h2><p>La spiegazione preferita dalla maggioranza &#232; che la pressione sale perch&#233; lavorano pi&#249; persone. A Porta a Porta Meloni l'ha formulata cos&#236;: "quando tu hai un milione e 200 mila nuovi lavoratori che pagano le tasse su quel lavoro, le entrate allo Stato aumentano anche se le tasse sono diminuite", e ha aggiunto che sono "nozioni abbastanza banali di economia politica che dovrebbero conoscere anche i componenti dell'opposizione". Nel carosello pubblicato il 26 settembre Nazareno Lecis, statistico, ha mostrato perch&#233; questo non &#232; automatico (<a href="https://www.instagram.com/p/Ddv4Fv-Dffj/">carosello di Nazareno Lecis</a>). Un nuovo occupato paga imposte e contributi, e quindi alza il numeratore; ma produce anche reddito, e quindi alza il PIL al denominatore. La pressione fiscale sale solo se il rapporto tra le imposte e i contributi pagati dal nuovo occupato e il reddito che produce supera la pressione fiscale media del paese; se resta sotto, la pressione scende. Taddei ha fatto lo stesso conto con un esempio: chi trova lavoro e guadagna 40 mila euro aggiunge 40 mila euro al PIL e, poniamo, 10 mila euro di tasse, e il rapporto tra i due incrementi &#232; pi&#249; basso della pressione fiscale media.</p><p>Nel commento al post di FdI ho contestato proprio questo passaggio: "ci sono pi&#249; occupati, perci&#242; la pressione fiscale &#232; salita" non spiega niente, perch&#233; &#232; proprio il fenomeno che andrebbe spiegato. La crescita dell'occupazione, da sola, non permette di stabilire in quale direzione si muova il rapporto tra entrate fiscali e PIL. Le entrate dei nuovi lavoratori di cui ha parlato Meloni crescono davvero, ma la pressione fiscale, come lei stessa aveva ricordato pochi secondi prima, &#232; un rapporto con il PIL, e quei lavoratori fanno crescere anche il PIL.</p><p>Un caso diverso &#232; l'emersione del lavoro nero, e prima di discutere come si contabilizza bisogna capire se il sommerso si sia davvero ridotto. Gli ultimi dati dell'ISTAT si fermano al 2023 e mostrano un aumento: l'economia non osservata, che comprende il sommerso e le attivit&#224; illegali, &#232; salita a 217,5 miliardi, dal 10,1% al 10,2% del PIL, e le unit&#224; di lavoro irregolari sono cresciute di oltre 145 mila, arrivando a 3 milioni 132 mila (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Report-ECONOMIA-NON-OSSERVATA-NEI-CONTI-NAZIONALI_ANNO2023.pdf">ISTAT, L'economia non osservata nei conti nazionali, 17 ottobre 2025</a>). L'ISTAT pubblica queste stime ogni ottobre con due anni di ritardo, quindi i dati sul 2024 sono attesi nei prossimi giorni e quelli sul 2025, l'anno dell'aumento della pressione fiscale, arriveranno solo nell'ottobre 2027. Sul 2025 c'&#232; un indicatore indiretto: le ispezioni dell'Ispettorato nazionale del lavoro, dell'INPS e dell'INAIL hanno accertato irregolarit&#224; per 328.524 lavoratori, di cui 22.503 completamente in nero (<a href="https://www.ispettorato.gov.it/files/2026/04/Rapporto-annuale-Vigilanza-2025.pdf">INL, Rapporto annuale sull'attivit&#224; di vigilanza 2025</a>). Sono numeri che misurano l'attivit&#224; di controllo: per sapere quanto lavoro nero sia emerso servono le stime dell'ISTAT, e fino ad allora l'emersione resta un'ipotesi da verificare.</p><p>Sul suo effetto contabile, comunque, Lecis e Cascavilla hanno dato spiegazioni diverse. Secondo Lecis il PIL del sommerso &#232; gi&#224; stimato nei conti nazionali, quindi quando un lavoro irregolare diventa regolare cresce soprattutto il gettito, mentre il PIL cambia poco, e la pressione fiscale sale. Cascavilla, in un reel del 7 ottobre, ha sostenuto invece che con l'emersione cresce anche il denominatore, cio&#232; il reddito registrato nel PIL (<a href="https://www.instagram.com/reel/DeNBiODxgu_/">reel di Ale Economista</a>). Sul piano contabile ha ragione Lecis: l'ISTAT include nel PIL una stima dell'economia non osservata, e la regolarizzazione cambia chi paga, non quanto reddito il paese produce. Per chi prima non pagava le imposte, la regolarizzazione comporta comunque un aumento effettivo del prelievo.</p><h2>Che cosa &#232; successo nel 2025</h2><p>L'ISTAT ha spiegato in dettaglio l'aumento del 2025. Le entrate fiscali e contributive sono cresciute del 4,1%, il PIL a prezzi correnti del 2,5%. Le imposte dirette sono salite dello 0,7%, con un calo dell'Irpef e una crescita dell'Ires, l'imposta sugli utili delle societ&#224;, e delle imposte sostitutive; le indirette del 2,3%, soprattutto per IVA e imposte sul gas; i contributi sociali del 10,0%, "per effetto della cessazione degli esoneri sulla quota dei contributi a carico dei lavoratori dipendenti" (stesso comunicato del 22 settembre).</p><p>L'aumento dei contributi &#232; dipeso in parte da come &#232; cambiato il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti. Fino al 2024 il taglio del cuneo era uno sconto sui contributi, che riduceva le entrate. Dal 2025 una parte dello sconto contributivo &#232; stata sostituita da un bonus in busta paga, registrato nei conti pubblici come spesa. Per il lavoratore la differenza &#232; stata poco evidente, mentre nei conti pubblici la pressione fiscale &#232; salita perch&#233; i contributi sono tornati a essere incassati per intero. L'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), che ha lavorato sui conti di aprile, prima della revisione ISTAT di settembre, ha calcolato che nel 2025 i contributi sociali sono cresciuti del 10%, da 278,1 a 305,9 miliardi, mentre la massa dei redditi da lavoro &#232; cresciuta del 3,8%, e ha attribuito l'aumento della pressione fiscale &#171;soprattutto&#187; all'&#171;incremento dei contributi sociali&#187; (<a href="https://www.osservatoriorecovery.it/wp-content/uploads/2026/04/UPB_Audizione-DFP-2026.pdf">UPB, audizione sul DFP 2026, 28 aprile 2026</a>, pp. 40-43). La massa dei redditi da lavoro, che comprende sia i nuovi occupati sia gli aumenti di stipendio, &#232; cresciuta meno del 4%, contro il 10% dei contributi: una differenza che i nuovi occupati non bastano a spiegare. Lecis ha stimato che questo cambio di contabilizzazione abbia inciso tra 0,1 e 0,2 punti di PIL (slide 8 e 9 del carosello; cifre che non ho verificato sulla fonte primaria). Anche Taddei, in un articolo di gennaio su Pagella Politica, aveva notato che la misura pi&#249; costosa del 2025 modificava "soprattutto la classificazione contabile" (<a href="https://pagellapolitica.it/articoli/meloni-taglio-tasse-famiglia-aumento-pressione-fiscale">Pagella Politica, 23 gennaio 2026</a>). Il cambio di contabilizzazione ha pesato quindi solo per una parte dell'aumento di 0,7 punti.</p><p>Resta il drenaggio fiscale, cio&#232; l'effetto per cui, con un'imposta progressiva e scaglioni non adeguati all'inflazione, gli aumenti nominali degli stipendi possono far crescere il prelievo anche quando il potere d'acquisto non cambia. Cascavilla ha proposto questa spiegazione, e in fondo l'ha citata anche Sallusti quando ha scritto che l'aumento "sia pure modesto, dei livelli retributivi" comporta "ovviamente maggiori versamenti al fisco". Quanto abbia pesato al netto dei tagli al cuneo &#232; controverso. Anche Pagella Politica ha riportato valutazioni diverse: a gennaio aveva citato la stima della CGIA, l'associazione degli artigiani di Mestre, secondo cui il drenaggio &#232; stato solo "quasi attenuato", mentre nella newsletter dell'8 ottobre Taddei ha scritto che &#232; stato "del tutto sterilizzato".</p><h2>Quattro dipendenti, da 25 a 40 mila euro</h2><p>Per capire che cosa sia cambiato per i singoli lavoratori ho preso quattro casi semplici: dipendenti del settore privato, single e senza familiari a carico, che nel 2019 avevano una retribuzione annua lorda (RAL) di 25, 30, 35 e 40 mila euro. Per confrontare anni diversi ho tenuto fermo il loro potere d'acquisto lordo, rivalutando le RAL con l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettivit&#224; (NIC) dell'ISTAT: l'indice &#232; salito da 102,9 nel 2019 a 113,2 nel 2022 e a 122,6 nel 2025 (<a href="https://esploradati.istat.it/SDMXWS/rest/data/167_742_DF_DCSP_NIC2B2015_1/.IT.../ALL/?detail=dataonly&amp;startPeriod=2019&amp;endPeriod=2025&amp;format=csv">ISTAT, NIC medie annue, base 2015</a>), mentre per il 2026 ho usato l'inflazione acquisita a settembre, cio&#232; la media annua che si avrebbe se i prezzi restassero fermi al livello di settembre fino a dicembre: +3,1% sul 2025 (<a href="https://esploradati.istat.it/SDMXWS/rest/data/167_745_DF_DCSP_NIC1B2025_1/M.IT...00/ALL/?detail=dataonly&amp;startPeriod=2026-01&amp;format=csv">ISTAT, NIC mensile, base 2025</a>). Il dato del 2026 resta provvisorio, e se i prezzi continueranno a salire nell'ultimo trimestre sar&#224; pi&#249; alto. In questo modo una RAL di 30 mila euro del 2019 vale 33.003 euro nel 2022 e 36.866 euro nel 2026.</p><p>Su ciascuna RAL ho applicato le regole in vigore quell'anno, nel testo pubblicato su Normattiva per quella data: i contributi previdenziali a carico del lavoratore (9,19%) con gli eventuali esoneri, gli scaglioni Irpef dell'articolo 11 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), la detrazione per lavoro dipendente dell'articolo 13 e i bonus a cui il lavoratore aveva diritto. Nel 2019 gli scaglioni erano al 23% fino a 15 mila euro, al 27% fino a 28 mila e al 38% fino a 55 mila. La legge di bilancio per il 2022 ha portato al 25% il secondo scaglione e al 35% il terzo, fino a 50 mila euro, e ha alzato la detrazione per lavoro dipendente (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art11!vig=2022-12-31">art. 11 TUIR, testo vigente nel 2022</a>). Nel 2024 il primo scaglione al 23% &#232; stato allungato fino a 28 mila euro e nel 2026 l'aliquota del secondo &#232; scesa al 33% (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art11!vig=2026-06-30">art. 11 TUIR, testo vigente nel 2026</a>). Dal 2025, infine, il taglio del cuneo per chi supera i 20 mila euro di reddito arriva come ulteriore detrazione Irpef: 1.000 euro fino a 32 mila euro, poi a scalare fino a zero a 40 mila (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207~art1-com6!vig=2026-06-30">L. 207/2024, art. 1 c. 6</a>). Ho escluso le addizionali regionali e comunali, che variano da comune a comune. Gli importi sono arrotondati all'euro.</p><h3>25 mila euro nel 2019</h3><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!c2PR!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39732a14-a916-461f-8376-ded633a56eb2_2400x1998.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!c2PR!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39732a14-a916-461f-8376-ded633a56eb2_2400x1998.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!c2PR!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39732a14-a916-461f-8376-ded633a56eb2_2400x1998.png 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" 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Nel 2022 il bonus era stato sostituito dal trattamento integrativo, che per&#242; sopra i 15 mila euro di reddito spettava solo a chi aveva detrazioni superiori all'imposta lorda, e quindi non a lui (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-02-05;3~art1!vig=2022-12-31">DL 3/2020, art. 1</a>). Ha avuto invece lo sconto sui contributi, perch&#233; la sua retribuzione mensile, 2.116 euro, era sotto la soglia di 2.692: 0,8 punti per tutto l'anno, a cui il decreto Aiuti bis ha aggiunto 1,2 punti da luglio a dicembre, tredicesima compresa (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234">L. 234/2021, art. 1 c. 121</a>; <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-08-09;115~art20!vig=2022-12-31">DL 115/2022, art. 20</a>). Poich&#233; aveva avuto lo sconto nei primi quattro mesi, a luglio ha ricevuto anche i 200 euro esentasse del decreto Aiuti (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-05-17;50~art31!vig=2022-12-31">DL 50/2022, art. 31</a>), mentre il bonus da 150 euro di novembre era riservato a chi aveva una retribuzione imponibile di novembre fino a 1.538 euro (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-09-23;144~art18!vig=2022-12-31">DL 144/2022, art. 18</a>), e quindi non a lui. Nel 2026 riceve l'ulteriore detrazione piena di 1.000 euro.</p><h3>30 mila euro nel 2019</h3><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lkiP!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F26d4cad0-6337-4afb-96a5-e98613a15a29_2400x1886.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lkiP!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F26d4cad0-6337-4afb-96a5-e98613a15a29_2400x1886.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!lkiP!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F26d4cad0-6337-4afb-96a5-e98613a15a29_2400x1886.png 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Nel 2019 il bonus da 80 euro, che si azzerava a 26.600 euro di reddito, non gli spettava. Nel 2022 ha avuto lo sconto sui contributi, con una retribuzione mensile di 2.539 euro, e i 200 euro di luglio. Nel 2026 l'ulteriore detrazione, con un imponibile di 33.478 euro, vale 815 euro.</p><h3>35 mila euro nel 2019</h3><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xIn0!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffe1025a6-3c9f-4889-8c4a-edd0c3e390f9_2400x1774.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xIn0!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffe1025a6-3c9f-4889-8c4a-edd0c3e390f9_2400x1774.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!xIn0!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffe1025a6-3c9f-4889-8c4a-edd0c3e390f9_2400x1774.png 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Nel 2022 la sua retribuzione mensile, 2.962 euro, superava la soglia di 2.692: niente sconto sui contributi e quindi niente 200 euro. Nel 2026, con un imponibile di 39.058 euro, l'ulteriore detrazione si riduce a 118 euro.</p><h3>40 mila euro nel 2019</h3><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!bEl3!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faba601e4-de54-4c40-b714-c01a1d8aaac9_2400x1662.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!bEl3!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faba601e4-de54-4c40-b714-c01a1d8aaac9_2400x1662.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!bEl3!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faba601e4-de54-4c40-b714-c01a1d8aaac9_2400x1662.png 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image buttonBase-GK1x3M"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" class="icon-noB79L"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image buttonBase-GK1x3M"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2 icon-noB79L"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Anche qui nel 2022 non c'erano n&#233; lo sconto sui contributi n&#233; i 200 euro. Nel 2026 l'imponibile di 44.638 euro supera i 40 mila, e l'ulteriore detrazione non spetta.</p><h3>Che cosa cambia tra i quattro</h3><p>Rispetto al 2019 tutti e quattro incassano di pi&#249; in termini reali, ma il vantaggio si riduce salendo con il reddito: +560 euro (+2,9%) a 25 mila, +915 euro (+4,3%) a 30 mila, +216 euro (+0,9%) a 35 mila e +117 euro (+0,4%) a 40 mila. Il profilo da 25 mila guadagna meno di quello da 30 perch&#233; nel 2019 riceveva gi&#224; il bonus da 80 euro.</p><p>Rispetto al 2022 l'andamento del netto reale cambia a seconda del reddito. A 25 mila euro il netto reale del 2026 &#232; pi&#249; alto di 325 euro (143 contando i 200 euro una tantum), a 30 mila &#232; rimasto fermo (5 euro in pi&#249;, 177 in meno con l'una tantum), a 35 e a 40 mila &#232; pi&#249; basso di 281 e di 226 euro. Tra il 2022 e il 2026 i prezzi sono saliti dell'11,7%, e per i redditi pi&#249; alti i tagli successivi (lo scaglione al 23% allungato fino a 28 mila euro, l'aliquota al 33%, l'ulteriore detrazione che si azzera a 40 mila euro) non sono bastati a compensare il drenaggio fiscale, cio&#232; l'aumento del prelievo che si verifica quando una RAL cresce solo con i prezzi mentre scaglioni e detrazioni restano fissati in euro.</p><p>Per stimare il drenaggio ho applicato alle RAL del 2026 le regole del 2019. Con le regole rimaste ferme, nel 2026 il lavoratore da 30 mila euro avrebbe pagato 8.262 euro di Irpef invece di 5.933 e avrebbe incassato 20.520 euro del 2019, 980 euro meno che nel 2019. Con le stesse regole congelate, la perdita sarebbe stata di 1.056 euro reali a 35 e a 40 mila euro e di 1.489 euro a 25 mila, dove pesa anche la perdita del bonus da 80 euro, che con un reddito nominale pi&#249; alto non spetterebbe pi&#249;. Rispetto a quello scenario le regole del 2026 valgono circa 2.050 euro reali a 25 mila, 1.900 a 30 mila, 1.270 a 35 mila e 1.170 a 40 mila: a 30 mila euro poco pi&#249; della met&#224; di questa cifra compensa il drenaggio, negli altri tre casi tra il 73 e il 90%. I quattro casi riguardano singoli profili di reddito, e la pressione fiscale misurata dall'ISTAT somma tutti i contribuenti, le imprese e le imposte indirette.</p><h2>Le tasse aumentate</h2><p>Resta la domanda che Meloni ha posto a Vespa: "quali sono le tasse del governo Meloni che sono aumentate o che sono state introdotte?". La risposta, misura per misura, si trova nei dossier che ogni anno il Servizio Studi e il Servizio del Bilancio di Camera e Senato pubblicano sulla legge di bilancio, con il prospetto degli effetti finanziari di ciascuna norma, e nelle audizioni dell'UPB sulle manovre. Sono stime ufficiali del gettito atteso, non incassi effettivi.</p><p>Secondo l'UPB, nel primo anno di applicazione le misure di aumento delle entrate valevano 9,5 miliardi nella manovra per il 2023, 9 miliardi in quella per il 2024, 7,2 in quella per il 2025 e 9,6 in quella per il 2026, nelle stime sui disegni di legge (<a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/12/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2023.pdf">audizione 2023</a>, tab. 2.1; <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2023/11/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2024.pdf">2024</a>, tab. 3.1; <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2024/11/UPB_Audizione-DDL-bilancio-2025.pdf">2025</a>, tab. 3.1; <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2025/11/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2026.pdf">2026</a>, tab. 3.5). Nelle prime tre manovre i tagli hanno superato gli aumenti, e nel primo anno le entrate nette sono diminuite di 9,9, 13,2 e 8,1 miliardi. Con la manovra per il 2026 il segno si &#232; invertito: sul testo approvato, il dossier di Camera e Senato ha registrato 13,4 miliardi di maggiori entrate e 9,7 di minori entrate, con un aumento netto di 3,7 miliardi nel 2026 (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP18.pdf">dossier "Legge di bilancio 2026. Effetti sui saldi"</a>, tabella 4).</p><p>Nella legge di bilancio per il 2023 il governo ha introdotto il contributo di solidariet&#224; sulle societ&#224; energetiche, il 50% della parte di reddito 2022 che superava di oltre il 10% la media del quadriennio 2018-2021, con un gettito stimato di 2,5 miliardi una tantum; ha portato dal 14 al 16% l'imposta sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, 1,2 miliardi nel 2023; e ha aumentato le accise sui tabacchi, 152 milioni nel 2023, 220 nel 2024 e 300 nel 2025 (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP007.pdf">dossier "Legge di bilancio 2023. Effetti sui saldi"</a>, tabella 7). Per il 2024 ha riportato dal 5 al 10% l'IVA su assorbenti, latte per lattanti e pannolini, e dal 5 al 22% quella sui seggiolini auto, 163 milioni l'anno in tutto; ha alzato dal 21 al 26% la cedolare secca sugli affitti brevi dal secondo appartamento in poi; ha portato dallo 0,76 all'1,06% l'imposta sugli immobili posseduti all'estero; e ha tassato le plusvalenze su alcune vendite di case ristrutturate con il Superbonus (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ1627.pdf">Camera, "Legge di bilancio 2024. Profili finanziari"</a>, commi 45, 63-64 e 91). Sempre per il 2024 ha alzato dall'8 all'11% la ritenuta sui bonifici per i bonus edilizi e ha esteso la ritenuta del 23% alle provvigioni degli agenti assicurativi, misure che anticipano i versamenti pi&#249; che aumentare l'imposta finale. Con la riforma fiscale ha poi abolito l'ACE, l'agevolazione per le imprese che rafforzavano il capitale proprio: l'UPB ha stimato 4,6 miliardi di Ires e 0,2 di Irpef in pi&#249; nel 2025 (<a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2024/02/Focus-2_2024-LDB.pdf">UPB, Focus 2/2024</a>, tab. 2).</p><p>Nella manovra per il 2025 ha tolto le detrazioni per i figli a carico con trent'anni o pi&#249;, salvo i figli con disabilit&#224;, per i familiari a carico diversi dagli ascendenti conviventi e per i familiari residenti all'estero dei contribuenti extracomunitari, circa 500 milioni nel 2025, e ha portato dal 26 al 33% dal 2026 l'imposta sulle plusvalenze da cripto-attivit&#224; (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2112BIS.pdf">Camera, "Legge di bilancio 2025. Profili finanziari"</a>; <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/ID0011dvol1.pdf">dossier dei Servizi Studi sul testo approvato dalla Camera</a>). Nella manovra per il 2026 ha aumentato di due punti, per il 2026, il 2027 e il 2028, l'IRAP di banche e assicurazioni, circa un miliardo l'anno; ha alzato le accise sui tabacchi e sulle sigarette elettroniche, 213 milioni nel 2026 e quasi 800 nel 2028; ha aumentato le accise sul gasolio riducendo quelle sulla benzina, con 617 milioni di maggiori accise nel 2026; ha aumentato l'imposta sulle transazioni finanziarie, 337 milioni l'anno; ha introdotto un contributo di 2 euro sulle spedizioni fino a 150 euro in arrivo da fuori dell'Unione, 122,5 milioni nel 2026 e 245 dal 2027 compresa l'IVA; e ha alzato di nuovo, dal 18 al 21%, l'imposta sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, 240 milioni l'anno (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2750_1.pdf">Camera, "Legge di bilancio 2026. Profili finanziari", vol. I</a>, commi 29-31, 74-75, 119-129 e 144).</p><p>Per il 2026 la legge di bilancio ha previsto anche un prelievo straordinario del 27,5% sulla riserva che le banche avevano costituito nel 2023 al posto della tassa sugli extraprofitti, 1,65 miliardi. Ci sono poi gli anticipi chiesti a banche e assicurazioni, che aumentano il gettito di un anno e lo riducono negli anni successivi. Il rinvio delle deduzioni sulle imposte differite attive ha portato circa 3 miliardi nel 2025 e 1,5 nel 2026, che banche e assicurazioni recupereranno dal 2027 con minori imposte. Il bollo sulle polizze vita, versato ogni anno invece che al riscatto, ha anticipato quasi un miliardo nel 2025. Per le assicurazioni la legge ha previsto nel 2026 un acconto di 1,3 miliardi sul contributo al Servizio sanitario nazionale pagato con i premi RC auto (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2750_2.pdf">vol. II</a>, comma 771). Nessuna di queste misure, da sola, spiega i 0,7 punti del 2025, e la manovra per il 2026 non pu&#242; spiegare un aumento dell'anno prima. Alla domanda di Meloni per&#242; una risposta c'&#232;: oltre alle banche e alle societ&#224; energetiche che lei stessa ha citato, il governo ha aumentato il prelievo su fumatori, automobilisti a gasolio, famiglie con figli a carico di trent'anni o pi&#249;, acquirenti di assorbenti e prodotti per l'infanzia, chi affitta pi&#249; di una casa ai turisti e chi detiene cripto-attivit&#224;.</p><h2>La lotta all'evasione</h2><p>A Porta a Porta Meloni ha rivendicato "il record di recupero dall'evasione fiscale", e Sallusti ha citato "i buoni risultati nella lotta all'evasione fiscale", con un recupero record nel 2025 di "36,2 miliardi di euro con un aumento dell'8,4%". Il dato &#232; stato pubblicato dall'Agenzia delle Entrate, che per&#242; ha precisato che 7,2 miliardi sono stati riscossi per conto di altri enti e che il recupero dalla lotta all'evasione in senso stretto &#232; stato di 29 miliardi (<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/cs-25-marzo-2026">Agenzia delle Entrate, comunicato del 25 marzo 2026</a>).</p><p>Il recupero dell'evasione avviene ogni anno, e per spiegare l'aumento della pressione fiscale del 2025 conta la variazione rispetto all'anno precedente: il recupero &#232; cresciuto di 2,8 miliardi rispetto al 2024, pari a circa 0,12 punti di PIL (calcolo mio sul PIL 2025 di 2.265 miliardi). Anche Taddei &#232; arrivato alla stessa conclusione, che il recupero non basta a spiegare l'aumento, ma nella newsletter ha scritto che 36 miliardi sono "circa lo 0,16 per cento del PIL": sono l'1,6%, un errore di un fattore dieci che per fortuna non cambia il ragionamento.</p><p>Nemmeno la relazione sull'evasione del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), allegata al Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), mostra un crollo nell'ultimo anno misurato. Nel 2023 il gap complessivo, cio&#232; la differenza stimata tra le imposte e i contributi dovuti e quelli versati, era compreso tra 107,9 e 112,8 miliardi, circa 7 miliardi in pi&#249; del 2022; in rapporto all'imposta potenziale la propensione all'evasione tributaria &#232; scesa appena, dal 17,3-17,5% al 17,1-17,3%. L'IVA evasa &#232; salita da 30,7 a 34,4 miliardi e l'IRES evasa da 9,7 a 12 miliardi, mentre l'IRPEF evasa da autonomi e imprese &#232; scesa da 39,2 a 38,4 miliardi (<a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2026/article_00390/Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2026_09_30.pdf">MEF, Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva 2026</a>, tabelle I.1 e I.2).</p><p>Anche le previsioni ufficiali del governo vanno nella stessa direzione. Nel DPFP, presentato a inizio ottobre, il governo ha previsto una pressione fiscale del 43,0% nel 2026 e nel 2027, del 42,9% nel 2028 e del 43,1% nel 2029, e ha attribuito l'aumento rispetto al 2025 a un "contributo determinante fornito dagli sforzi volti a contrastare l'evasione fiscale" (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP20.pdf">dossier Camera e Senato sul DPFP 2026</a>). Con una pressione fiscale prevista almeno al 42,9% fino al 2029, lo stesso governo non ha prospettato una riduzione dell'indicatore, mentre Fratelli d'Italia ha negato l'aumento gi&#224; registrato.</p><h2>L'Italia in Europa</h2><p>Il confronto europeo pi&#249; recente &#232; quello del 2024. Secondo Eurostat la pressione fiscale italiana era al 42,4%, contro il 40,2% della media dell'Unione e il 40,7% dell'area euro: l'Italia era sesta su 27, dietro Danimarca, Francia, Belgio, Austria e Lussemburgo (<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_taxag/default/table">Eurostat, gov_10a_taxag</a>). Il dato italiano di Eurostat non incorpora ancora la revisione ISTAT di settembre, che ha abbassato il 2024 al 42,2%, ma la posizione in classifica resterebbe invariata, e il 2025 europeo non &#232; ancora disponibile.</p><h2>Chi ha ragione</h2><p>Le aliquote Irpef sono scese: dal 2024 i primi due scaglioni sono stati accorpati al 23%, e dal 2026 il secondo &#232; passato dal 35% al 33% (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-12-30;199">L. 199/2025, art. 1 c. 3</a>). Ma le aliquote sono le percentuali applicate a una singola imposta, mentre la pressione fiscale misura tutto il prelievo fiscale e contributivo in rapporto al PIL: una riduzione delle aliquote Irpef pu&#242; quindi convivere con un aumento della pressione fiscale. Sallusti ha accusato di ignoranza o malafede chi sostiene che le tasse siano aumentate, dopo aver confuso il gettito con il numero dei contribuenti e due settimane dopo che la presidente del Consiglio aveva ammesso in tv gli aumenti sulle banche e sulle societ&#224; energetiche; Fratelli d'Italia ha rilanciato l'editoriale parlando di malafede. Secondo l'ISTAT, la pressione fiscale &#232; salita dal 41,6% del 2022 al 42,9% del 2025.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Non &#232; automatico", Instagram, 26 settembre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.instagram.com/reel/DeNBiODxgu_/">Alessandro Cascavilla (Ale Economista), reel su Instagram, 7 ottobre 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Report-ECONOMIA-NON-OSSERVATA-NEI-CONTI-NAZIONALI_ANNO2023.pdf">ISTAT, L'economia non osservata nei conti nazionali, anni 2020-2023, 17 ottobre 2025</a></p></li><li><p><a href="https://www.osservatoriorecovery.it/wp-content/uploads/2026/04/UPB_Audizione-DFP-2026.pdf">UPB, Audizione sul Documento di finanza pubblica 2026, 28 aprile 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2026/article_00390/Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2026_09_30.pdf">MEF, Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.ispettorato.gov.it/files/2026/04/Rapporto-annuale-Vigilanza-2025.pdf">Ispettorato nazionale del lavoro, Rapporto annuale sull'attivit&#224; di vigilanza 2025</a></p></li><li><p><a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/cs-25-marzo-2026">Agenzia delle Entrate, risultati 2025, 25 marzo 2026</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP20.pdf">Camera e Senato, dossier sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/12/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2023.pdf">UPB, Audizione sul DDL di bilancio 2023, dicembre 2022</a></p></li><li><p><a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2023/11/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2024.pdf">UPB, Audizione sul DDL di bilancio 2024, 14 novembre 2023</a></p></li><li><p><a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2024/11/UPB_Audizione-DDL-bilancio-2025.pdf">UPB, Audizione sul DDL di bilancio 2025, 5 novembre 2024</a></p></li><li><p><a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2025/11/Audizione-UPB-DDL-bilancio-2026.pdf">UPB, Audizione sul DDL di bilancio 2026, 6 novembre 2025</a></p></li><li><p><a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2024/02/Focus-2_2024-LDB.pdf">UPB, Focus 2/2024 sulla manovra 2024</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP007.pdf">Camera e Senato, Legge di bilancio 2023. Effetti sui saldi</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ1627.pdf">Camera, Legge di bilancio 2024. Profili finanziari</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2112BIS.pdf">Camera, Legge di bilancio 2025. Profili finanziari</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/ID0011dvol1.pdf">Servizi Studi di Senato e Camera, Legge di bilancio 2025, A.C. 2112-bis-A, vol. I</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2750_1.pdf">Camera, Legge di bilancio 2026. Profili finanziari, vol. I</a> e <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/VQ2750_2.pdf">vol. II</a></p></li><li><p><a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP18.pdf">Camera e Senato, Legge di bilancio 2026. Effetti sui saldi</a></p></li><li><p><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/PIL-E-INDEBITAMENTO-AP_Anni-2023-2025.pdf">ISTAT, Pil e indebitamento AP, anni 2023-2025, 2 marzo 2026 (glossario)</a></p></li><li><p><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10a_taxag/default/table">Eurostat, imposte e contributi in percentuale del PIL (gov_10a_taxag)</a></p></li><li><p><a href="https://esploradati.istat.it/SDMXWS/rest/data/167_742_DF_DCSP_NIC2B2015_1/.IT.../ALL/?detail=dataonly&amp;startPeriod=2019&amp;endPeriod=2025&amp;format=csv">ISTAT, indice NIC, medie annue base 2015</a> e <a href="https://esploradati.istat.it/SDMXWS/rest/data/167_745_DF_DCSP_NIC1B2025_1/M.IT...00/ALL/?detail=dataonly&amp;startPeriod=2026-01&amp;format=csv">indice NIC mensile base 2025</a></p></li><li><p>TUIR (DPR 917/1986) su Normattiva: art. 11 nel testo vigente nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art11!vig=2019-12-31">2019</a>, nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art11!vig=2022-12-31">2022</a> e nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art11!vig=2026-06-30">2026</a>; art. 13 nel testo vigente nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art13!vig=2019-12-31">2019</a>, nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art13!vig=2022-12-31">2022</a> e nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art13!vig=2026-06-30">2026</a></p></li><li><p><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234">L. 234/2021, art. 1 c. 121</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-08-09;115~art20!vig=2022-12-31">DL 115/2022, art. 20</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-05-17;50~art31!vig=2022-12-31">DL 50/2022, art. 31</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-09-23;144~art18!vig=2022-12-31">DL 144/2022, art. 18</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-02-05;3~art1!vig=2022-12-31">DL 3/2020, art. 1</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207~art1-com4!vig=2026-06-30">L. 207/2024, art. 1 cc. 4-6</a></p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[AVS: RESTITUZIONE FISCALE. I CONTI TORNANO?]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=aqH7qqQ0Tjc AVS propone di cancellare gli scaglioni Irpef e di sostituirli con una funzione continua: meno tasse per il 98% dei contribuenti, 22 miliardi coperti da patrimoniale e lotta all'evasione.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/avs-restituzione-fiscale-i-conti-2c8</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/avs-restituzione-fiscale-i-conti-2c8</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/220136627/0e97189accf59c5c998ce7ab7cc88484.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=aqH7qqQ0Tjc AVS propone di cancellare gli scaglioni Irpef e di sostituirli con una funzione continua: meno tasse per il 98% dei contribuenti, 22 miliardi coperti da patrimoniale e lotta all'evasione. Ma dov'&#232; il documento con i conti? Come cambierebbero davvero le aliquote, con detrazioni e deduzioni? E il recupero dell'evasione pu&#242; pagare una spesa che si ripete ogni anno? ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica</p><p>Learn more about your ad choices. 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Una spiegazione senza formule.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/nobel-per-leconomia-2026-hall-woodford</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/nobel-per-leconomia-2026-hall-woodford</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 16:04:07 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3572d84a-6e2b-44b7-b9a5-15020aef3d65_1672x941.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 ottobre l'Accademia reale svedese delle scienze ha assegnato il premio in scienze economiche in memoria di Alfred Nobel a Robert E. Hall, della Stanford University, e a Michael Woodford, della Columbia University, "per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica". I due si divideranno in parti uguali 12 milioni di corone svedesi (<a href="https://www.nobelprize.org/prizes/economic-sciences/2026/press-release/">comunicato stampa dell'Accademia, 12 ottobre 2026</a>).</p><p>Scritta cos&#236;, la motivazione sembra fatta apposta per scoraggiare chi non ha un dottorato in economia. La domanda a cui risponde, per&#242;, riguarda chiunque abbia un mutuo o uno stipendio: quando arriva una crisi, come fanno governi e banche centrali a intervenire senza peggiorare le cose?</p><p>Lo Short di oggi &#232; un reel di Lollo Pisa (@pisalollo), che ha raccontato il premio partendo dalle slide che avevo preparato per @economiaitalia e @dr.elegantia.</p><p style="text-align: center;">&#127916; Questo articolo accompagna lo Short: <a href="https://youtube.com/shorts/htPGXODJaRE">Nobel per l'economia 2026: una spiegazione a portata di tutti</a> Il reel originale di Lollo Pisa &#232; su <a href="https://www.instagram.com/reel/DeZPzHTiF6e/">Instagram</a>.</p><h2>Accelerare e frenare</h2><p>L'economia cresce e rallenta a fasi alterne. Da quando John Maynard Keynes ha formulato le sue teorie, quasi un secolo fa, la politica economica prova ad attenuare queste oscillazioni: in recessione si stimola l'economia abbassando i tassi d'interesse e aumentando il deficit, in un boom si fa l'opposto. La banca centrale agisce sul tasso di riferimento, il governo su tasse, spesa e trasferimenti. Lo scopo, scrive l'Accademia, &#232; evitare che l'economia finisca, o resti, in una situazione di disoccupazione molto alta o di inflazione fuori controllo (<a href="https://www.nobelprize.org/prizes/economic-sciences/2026/popular-information/">Popular science background</a>, p. 1).</p><p>Le oscillazioni non pesano su tutti allo stesso modo. Secondo lo stesso documento, le famiglie pi&#249; povere, che hanno margini ridotti, sono le pi&#249; penalizzate dagli alti e bassi del ciclo. Il problema pratico resta scegliere quando accelerare e quando frenare.</p><h2>Che cosa si ruppe negli anni Settanta</h2><p>I modelli keynesiani tradizionali si reggevano su relazioni statistiche tra grandezze macroeconomiche, considerate stabili. La pi&#249; nota &#232; la curva di Phillips: quando la disoccupazione &#232; alta l'inflazione tende a essere bassa, e viceversa. Un'altra legava i consumi al reddito disponibile delle famiglie, in proporzione: pi&#249; reddito, pi&#249; consumi. Con queste regole calcolare quanto stimolare o raffreddare l'economia era facile, ma l'approccio, osserva l'Accademia, si rivel&#242; troppo semplice per funzionare con regolarit&#224; (Popular science background, p. 2).</p><p>Con le crisi petrolifere degli anni Settanta quelle relazioni saltarono. L'inflazione sal&#236; mentre cresceva la disoccupazione, e il legame tra reddito e consumi si dimostr&#242; meno affidabile del previsto. Ne segu&#236; troppo stimolo al momento sbagliato: l'Occidente attravers&#242; un decennio di crescita bassa, disoccupazione alta e inflazione alta, e molti si convinsero che la politica di stabilizzazione avesse fatto pi&#249; danni che benefici e andasse messa in pensione.</p><p>Robert Lucas, premio Nobel nel 1995, individu&#242; il difetto proprio nella presunta stabilit&#224; di quelle relazioni: per funzionare, i modelli dovevano partire da relazioni microeconomiche solide (Popular science background, p. 2). L'inflazione nasce dalle scelte di prezzo di migliaia di imprese, i consumi dalle scelte di milioni di famiglie. I "fondamenti microeconomici" della motivazione consistono nello studiare queste scelte, oltre alle grandezze aggregate che ne risultano. Costruire modelli del genere, che fossero anche abbastanza semplici da usare, si rivel&#242; pi&#249; facile a parole che nei fatti.</p><p style="text-align: center;">&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter. Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti. &#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Se i consumi dipendono dalle aspettative, i consumi stessi sono il miglior indicatore di quelle aspettative, e una famiglia li modifica soltanto quando riceve un'informazione nuova. Un'informazione nuova, per definizione, non si pu&#242; prevedere: di conseguenza nemmeno le variazioni dei consumi dovrebbero essere prevedibili. Hall present&#242; l'idea in un articolo del 1978 e le verifiche empiriche confermarono la sua ipotesi (Popular science background, pp. 3-4; <a href="https://doi.org/10.1086/260724">Hall, "Stochastic Implications of the Life Cycle-Permanent Income Hypothesis", Journal of Political Economy, 1978</a>).</p><p>L'esempio scelto dall'Accademia ci aiuta a fare chiarezza. Se ad esempio date per certa una promozione, con il relativo aumento di stipendio, potete cominciare a spendere un po' di pi&#249; gi&#224; oggi. Se poi scoprite che la promozione salta, rivedete i piani, risparmiate di pi&#249; e consumate meno. A spostare i consumi &#232; stata la notizia: la promozione attesa era gi&#224; incorporata nelle scelte precedenti.</p><p>Non tutte le famiglie, per&#242;, possono pianificare. Nel 1982 Hall e Frederic Mishkin, usando dati su singole famiglie, trovarono che circa l'80% prendeva le decisioni di consumo in linea con la teoria, mentre le altre vivevano alla giornata, spendendo quello che avevano in tasca (Popular science background, p. 4; Hall e Mishkin, Econometrica, 1982). Le quote cambiano nel tempo e da paese a paese, ma si possono stimare, e la distinzione tra famiglie che guardano avanti e famiglie che non possono permetterselo &#232; entrata nei modelli usati oggi da banche centrali e ministeri delle finanze.</p><h2>Woodford: la rigidit&#224; dei prezzi</h2><p>Nel 2003 Woodford pubblic&#242; "Interest and Prices", un libro che presenta un modello neokeynesiano completo costruito su queste basi. Il modello ha tre equazioni ed &#232; pensato come un laboratorio per chi si occupa di policy: permette di stimare che cosa succede al PIL e all'inflazione se si abbassa il tasso, o di quanto alzarlo per stabilizzare i prezzi in una certa situazione (Popular science background, p. 4).</p><p>Dentro c'&#232; il risultato di Hall sui consumi, che dipendono anche dai tassi: se la banca centrale abbassa il tasso di riferimento, risparmiare rende meno e si consuma di pi&#249; oggi. Riprendendo un'idea dell'economista svedese Knut Wicksell, Woodford mostr&#242; che le banche centrali possono stimolare o frenare l'economia agendo sui tassi d'interesse, senza passare dalla quantit&#224; di moneta in circolazione (p. 4).</p><p>Per le imprese, cambiare i prezzi a ogni variazione della domanda o dei costi costerebbe troppo, quindi i prezzi restano rigidi; e quando un'impresa li ritocca, guarda al futuro: se si aspetta che i prezzi dei concorrenti e i propri costi salgano, fissa un prezzo pi&#249; alto. Da qui la conclusione dell'Accademia: "poich&#233; le imprese guardano al futuro, le aspettative sui tassi futuri contano per l'inflazione. Credibilit&#224; e trasparenza sono quindi qualit&#224; importanti per una banca centrale" (p. 5).</p><p>Nei modelli keynesiani tradizionali questa idea mancava. Oggi, scrive il comitato, una comunicazione chiara e credibile su come la banca centrale ragiona e su che cosa intende fare &#232; diventata vitale per il suo lavoro. Woodford e altri proposero anche la forward guidance, cio&#232; l'annuncio del percorso futuro dei tassi, come strumento per stimolare l'economia quando i tassi non si possono abbassare ulteriormente; negli Stati Uniti la fase dei tassi a zero viene di solito datata 2008-2015 (<a href="https://www.nobelprize.org/prizes/economic-sciences/2026/advanced-information/">Scientific background</a>, p. 38).</p><h2>La bilancia</h2><p>Woodford introdusse anche l'output gap, un indicatore della pressione della domanda nell'economia (Popular science background, p. 5). Conviene immaginarlo come una bilancia. Su un piatto c'&#232; quanto famiglie e imprese vogliono comprare, la domanda; sull'altro quanto l'economia riesce a produrre usando le risorse in modo efficiente, che l'Accademia chiama output naturale. Finch&#233; i piatti sono in equilibrio, la politica di stabilizzazione non serve.</p><p>Primo caso: le famiglie si preoccupano per il futuro e spendono meno. La domanda scende, una parte dei prodotti resta invenduta, le imprese producono meno e possono ridurre le assunzioni. Qui serve sostenere la domanda, per esempio abbassando i tassi.</p><p>Secondo caso: l'energia rincara all'improvviso. Produrre costa di pi&#249; e l'output naturale cala, mentre la domanda scende meno. Se le imprese non alzano abbastanza i prezzi, la domanda risulta troppo alta anche senza essere aumentata, e possono arrivare insieme inflazione, meno produzione e pi&#249; disoccupazione. Spingere le persone a comprare di pi&#249;, in questa situazione, alimenterebbe i prezzi. Secondo il modello di Woodford, a differenza di quelli tradizionali, conviene raffreddare l'economia, per esempio alzando i tassi, anche se la produzione sta gi&#224; calando (p. 5). Secondo l'Accademia, questa intuizione ha permesso di rispondere agli shock di offerta recenti in modo pi&#249; efficace che durante le crisi petrolifere degli anni Settanta.</p><h2>Che cosa c'entra con noi</h2><p>L'Accademia scrive che i modelli neokeynesiani sono oggi usati da ministeri delle finanze e banche centrali di tutto il mondo e che non esistono alternative praticabili. La Riksbank, la banca centrale svedese, ne ha uno adattato alle condizioni del paese. E la prossima volta che una banca centrale fisser&#224; i tassi, aggiunge il documento, almeno una parte dei calcoli dietro la decisione arriver&#224; da un modello neokeynesiano con fondamenti microeconomici (Popular science background, pp. 5-6).</p><p>Secondo il comitato, la pandemia e le crisi energetiche degli ultimi anni non hanno avuto sulla crescita e sull'inflazione conseguenze lunghe come quelle degli anni Settanta: recessioni e fiammate inflazionistiche non sono sparite, ma durano meno (p. 6). Lo stesso comitato, nel documento tecnico, ammette che &#232; difficile dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che le riprese pi&#249; rapide dell'ultimo mezzo secolo dipendano da una politica di stabilizzazione migliore, e registra un consenso sul fatto che quella politica abbia avuto un ruolo molto importante (Scientific background, p. 48).</p><p>Per approfondire il tema dell'inflazione: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YAb5yfY8PKc">TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE (o quasi) sull'INFLAZIONE, con Boldrin e Monacelli</a>.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Hall, "Stochastic Implications of the Life Cycle-Permanent Income Hypothesis: Theory and Evidence", Journal of Political Economy 86(6), 1978</a></p></li><li><p>Robert E. Hall e Frederic S. Mishkin, "The Sensitivity of Consumption to Transitory Income: Estimates from Panel Data on Households", Econometrica 50(2), 1982</p></li><li><p>Michael Woodford, "Interest and Prices: Foundations of a Theory of Monetary Policy", Princeton University Press, 2003</p></li><li><p><a href="https://www.instagram.com/reel/DeZPzHTiF6e/">Lollo Pisa, reel su Instagram</a></p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gabanelli: SBERLA ai PENSIONATI? Cosa dicono i dati]]></title><description><![CDATA[Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=C-t3fNa1T3Q Secondo Dataroom di Milena Gabanelli, tra il 2012 e il 2025 un pensionato da 2.500 euro al mese avrebbe perso circa 40.000 euro per i tagli alla rivalutazione, e come lui altri 3,3 milioni.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/gabanelli-sberla-ai-pensionati-cosa-8c1</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/gabanelli-sberla-ai-pensionati-cosa-8c1</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/219967967/5a94163482213757e3cfa1e833c06e83.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=C-t3fNa1T3Q Secondo Dataroom di Milena Gabanelli, tra il 2012 e il 2025 un pensionato da 2.500 euro al mese avrebbe perso circa 40.000 euro per i tagli alla rivalutazione, e come lui altri 3,3 milioni. Ma quanto aveva versato quel pensionato rispetto a quanto riceve? L'Italia &#232; davvero un caso isolato tra i paesi OCSE? E cosa ha detto la Corte costituzionale nelle sentenze che l'articolo non cita? ### &#10084;&#65039; *Sostieni il progetto* &#128313; *Abbonati al canale YouTube:* &#128073; https://www.youtube.com/economiaitalia/join &#128313; *Acquista il nuovo libro Italian National Ponzi Scheme* &#128073; https://amzn.to/3MP0M3X &#128313; *Acquista la maglietta dei dati* &#128073; https://fairenough.it/prodotto/show-me-the-fkg-data-official-tee/ Codice Sconto: SHOWME15 &#128313; *Fai una donazione su PayPal:* &#128073; https://paypal.me/appuntiUAB ### &#129504; *Ti serve aiuto con i tuoi dati?* Offro consulenze personalizzate per PMI e professionisti: &#128073; https://www.umbertobertonelli.it/info &#127911;Ascoltami qui: https://cms.megaphone.fm/channel/dr-elegantia?selected=MNTHA2387525628 ### &#128269; *Fonti e spunti:* https://newsletter.umbertobertonelli.it/ ### &#128218; *Vuoi capirne di pi&#249; di economia?* Guarda il video con i *libri consigliati per iniziare*: &#128214; https://www.youtube.com/watch?v=uEaIk8wQ3z8 ### &#9749; *Sostienimi gratuitamente* Ti basta fare il tuo prossimo acquisto su Amazon da qui &#128071; &#128184; https://amzn.to/2JGRyGT (non ti costa nulla, ma aiuta il canale) ### &#9881;&#65039; *La mia postazione* &#127909; Webcam: https://amzn.to/3HR6xq0 &#128161; Luci: https://amzn.to/3n6qtgP &#127908; Microfono: https://amzn.to/3HRh7k1 &#127897;&#65039; Asta microfono: https://amzn.to/3HSRvzY &#128200; #economiaitalia #drelegantia #economia #dati #analisi #politicaeconomica 00:00 Cosa dice Dataroom sulle pensioni? 01:33 Quanto avrebbe perso il pensionato? 02:51 &#200; davvero una sberla? 05:11 Quanto ha versato il pensionato da 2.500 euro? 09:35 Cosa dicono gli studi? 11:22 L'Italia &#232; un'eccezione tra i paesi OCSE? 14:07 Cosa ha detto la Corte costituzionale? 16:14 Chi prende 2.500 euro &#232; un privilegiato? 17:18 Chi paga le pensioni di oggi?</p><p>Learn more about your ad choices. 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La tesi &#232; che un pensionato che nel 2011 riceveva 2.500 euro lordi al mese, e che oggi ne riceve 2.826, tra il 2012 e il 2025 &#171;ha perso 37.498 euro lordi&#187; perch&#233; la rivalutazione non ha recuperato tutta l'inflazione, e che come lui ci sarebbero altri 3,3 milioni di pensionati. Secondo le autrici non si tratta di un privilegiato: &#171;Ci vuole coraggio per considerare questa cifra una pensione da privilegiato!&#187;.</p><p>&#127916; Questo articolo &#232; tratto dal video <a href="https://youtu.be/C-t3fNa1T3Q">Gabanelli: SBERLA ai PENSIONATI? Cosa dicono i dati</a>, che trovi su YouTube se preferisci guardare anzich&#233; leggere.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Quella separazione era stata chiesta anche dal contratto per il governo del cambiamento tra Lega e Movimento 5 Stelle, alla base del primo governo Conte, quello giallo-verde: al punto 16, dedicato alle pensioni, il testo diffuso dall'ANSA il 17 maggio 2018 riporta che &#171;&#232; necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza&#187; (<a href="https://www.ansa.it/documents/1526568727881_Governo.pdf">Contratto per il governo del cambiamento</a>, p. 21). La Commissione tecnica che doveva studiare proprio quella classificazione &#232; stata prevista dalla legge di bilancio 2018 del governo Gentiloni (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017-12-27;205">L. 205/2017</a>, art. 1 c. 158) e ricostituita dalla legge di bilancio 2020 del governo Conte II (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019-12-27;160">L. 160/2019</a>, art. 1 c. 475). Nel rapporto finale del dicembre 2021 la Commissione ha scritto che il Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali &#171;quantifica invece la spesa pubblica pensionistica italiana nel 2019 in appena 210,9 miliardi di euro, riducendola alla sola componente previdenziale, definita in modo arbitrariamente restrittivo&#187;, e ha parlato di &#171;forzatura contabile&#187; (<a href="https://www.reforming.it/doc/1874/ctspa-rapporto-finale-28-12-2021.pdf">Commissione tecnica di studio sulla classificazione della spesa previdenziale e assistenziale, Rapporto finale, 28/12/2021</a>, p. 35).</p><h2>La sberla e il furto</h2><p>Ogni anno le pensioni vengono rivalutate per recuperare l'inflazione, con un meccanismo che si chiama perequazione. Dal 2012 la rivalutazione degli assegni pi&#249; alti &#232; stata ridotta pi&#249; volte: nel 2023 e nel 2024, per esempio, la legge di bilancio ha riconosciuto l'intera inflazione alle pensioni fino a quattro volte il minimo INPS, l'85% a quelle tra quattro e cinque volte, il 53% a quelle tra cinque e sei volte, e percentuali via via pi&#249; basse sopra (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-12-29;197">L. 197/2022</a>, art. 1 c. 309). La &#171;sberla&#187; di Dataroom &#232; la somma di questi mancati adeguamenti.</p><p>Sul calcolo di Dataroom ho poco da obiettare. Rifacendolo con le circolari INPS di ogni anno ho trovato una perdita pi&#249; bassa: nel 2023 e nel 2024 il pensionato-tipo stava nella fascia di rivalutazione dell'85% e non in quella del 53%, come si ricava dai limiti fissati dalla <a href="https://www.informazionefiscale.it/IMG/pdf/circolare_numero_20_del_10-02-2023_1_.pdf">circolare INPS 20/2023</a> (p. 4), e la perdita scende a circa 32.600 euro. L'ordine di grandezza resta quello: su un assegno di quella taglia la perequazione ridotta ha tolto pi&#249; di 30 mila euro lordi in tredici anni.</p><p>Il servizio chiama &#171;sberla&#187; la perdita dovuta alla mancata rivalutazione, senza chiedersi quanto quei pensionati abbiano versato. Sulle pensioni di solito si discute dell'opposto, quello che viene chiamato furto intergenerazionale: la differenza tra la pensione che gli attuali pensionati ricevono e quella che i loro contributi giustificherebbero, con il costo a carico di chi lavora dopo di loro. Quella differenza nasce dal sistema retributivo, che calcola la pensione sugli stipendi degli ultimi anni e non sui contributi versati. Il retributivo pesa ancora per oltre 100 miliardi l'anno di spesa: secondo lo stesso Itinerari Previdenziali, le pensioni liquidate prima del 2012 interamente con il retributivo costano 126,9 miliardi e assorbono il 36,7% della spesa per pensioni INPS vigenti all'1/1/2025 (<a href="https://www.itinerariprevidenziali.it/wp-content/uploads/2026/01/XIII-Rapporto-Il-Bilancio-del-Sistema-Previdenziale.pdf">Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale</a>, p. 46, tab. 2.20).</p><p>Con una carriera interamente retributiva di quarant'anni si andava in pensione con l'80% della retribuzione degli ultimi anni, e l'assegno non veniva calcolato sui contributi versati. Oggi i dipendenti privati versano il 33% della retribuzione (in passato meno), e di solito si comincia a lavorare guadagnando poco per finire guadagnando molto. Se i contributi si versano per anni su stipendi bassi e solo alla fine su stipendi alti, la somma accumulata, anche rivalutata, pu&#242; non bastare a pagare per vent'anni una pensione pari all'80% dell'ultimo stipendio.</p><h2>Rifacciamo i conti</h2><p>Il pensionato di Dataroom prendeva 2.500 euro lordi al mese nel 2011, per tredici mensilit&#224;, cio&#232; 32.500 euro l'anno. Con ogni probabilit&#224; &#232; andato in pensione con il retributivo. Quanti pensionati siano nel retributivo, quanti nel misto e quanti nel contributivo per questa fascia di importo non si pu&#242; sapere con precisione, perch&#233; l'INPS non pubblica il dato. &#200; ragionevole per&#242; supporre che il pensionato di Dataroom, se aveva lavorato quarant'anni prima di andare in pensione intorno al 2011, avesse iniziato intorno al 1971 e avesse quindi una pensione interamente retributiva: l'assegno valeva il 70% della retribuzione degli ultimi anni con 35 anni di contributi e l'80% con 40.</p><p>Partendo dalla pensione e usando questa formula si ricava lo stipendio di fine carriera: circa 40.600 euro lordi annui. Per ricostruire gli stipendi degli anni precedenti ho ipotizzato che crescessero come i redditi da lavoro dipendente in Italia, misurati dalla banca dati AMECO della Commissione europea (<a href="https://db.nomics.world/AMECO/HWCDW">AMECO, serie HWCDW</a>). Il risultato &#232; una stima basata su una carriera che ha seguito l'andamento medio delle retribuzioni italiane. Ai contributi ho applicato le aliquote del fondo dei dipendenti privati anno per anno, molto pi&#249; basse di oggi negli anni Settanta e Ottanta (<a href="https://servizi2.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%20114%20del%2005-11-2009.pdf">INPS, circ. 114/2009, all. 1</a>). Per stimare quale pensione avrebbero finanziato quei contributi ho applicato retroattivamente le regole del sistema contributivo: ogni anno il montante, cio&#232; la somma dei contributi versati fino a quel momento, si rivaluta alla media quinquennale della crescita del PIL nominale (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335">L. 335/1995, art. 1 c. 9</a>; PIL da <a href="https://db.nomics.world/AMECO/UVGD">AMECO, serie UVGD</a>).</p><p>Con queste ipotesi il montante contributivo a fine 2010 vale circa 643 mila euro. Se basti a finanziare una pensione di 2.500 euro lordi al mese dipende dall'et&#224; a cui il nostro pensionato &#232; uscito dal lavoro. Nella mia ricostruzione, con quarant'anni di contributi, chi avesse iniziato a 20 anni sarebbe andato in pensione a 60 e chi avesse iniziato a 25 a 65. La pensione di chi fosse uscito a 60 anni avrebbe avuto una durata attesa maggiore. Per avere un ordine di grandezza, secondo l'ISTAT nel 2011 un uomo di 65 anni aveva davanti in media 18,4 anni e una donna 21,9 (<a href="https://www.istat.it/it/files//2012/01/indicatoridemografici2011.pdf">Indicatori demografici 2011</a>, p. 2).</p><p>I 3,3 milioni di pensionati di Dataroom sono quindi in situazioni diverse. A seconda dei parametri la differenza tra pensione e contributi &#232; pi&#249; o meno marcata, e ci sono anche casi in cui la pensione &#232; inferiore a quella che i contributi giustificherebbero: chi fosse uscito a 65 anni dopo quarant'anni pieni, con uno stipendio cresciuto come la media nazionale, avrebbe avuto contributi sufficienti per una pensione equa, cio&#232; interamente pagata dai contributi versati, di circa 2.700 euro al mese, pi&#249; dei 2.500 che avrebbe ricevuto. Con le pensioni di anzianit&#224; di quegli anni, che permettevano di lasciare il lavoro in base agli anni di contributi anche prima dell'et&#224; di vecchiaia, si usciva ben prima dei 65 anni: nel 2011 le nuove pensioni di anzianit&#224; e i prepensionamenti del settore privato INPS decorrevano in media a 59,1 anni per gli uomini e a 57,7 per le donne (<a href="https://www.itinerariprevidenziali.it/wp-content/uploads/2026/01/XIII-Rapporto-Il-Bilancio-del-Sistema-Previdenziale.pdf">Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale</a>, fig. 5.3, p. 126, su dati dell'Osservatorio pensioni INPS). Se il nostro pensionato fosse uscito a 60 anni e il suo stipendio fosse cresciuto ogni anno dell'1% pi&#249; della media, i suoi contributi avrebbero finanziato una pensione equa di circa 1.890 euro al mese. In quel caso, per come funzionava il retributivo, avrebbe comunque ricevuto 2.500 euro: circa 610 euro al mese in pi&#249; di quanto i contributi giustificherebbero.</p><p>Per andare oltre il caso singolo servono i dati amministrativi. Carlo Mazzaferro, in un paper pubblicato dall'INPS, ha preso un campione di 166 mila lavoratori del fondo dei dipendenti privati andati in pensione tra il 1995 e il 2017 e ha calcolato per ciascuno il rapporto tra il valore attuale delle pensioni attese e quello dei contributi versati, riportando i valori di anni diversi a una stessa data con un tasso di sconto reale dell'1,5% (<a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/inpscomunica/workinps-papers/3719KEY-25_workinps_papers_novembre_2019_mazzaferro_carlo.pdf">WorkINPS Papers n. 25, 2019</a>, tab. 8, p. 49). Con un rapporto superiore a 1 le pensioni valgono pi&#249; dei contributi. Il rapporto medio &#232; 1,56 per gli uomini e 1,72 per le donne. Per chi &#232; uscito nel 2010, l'anno di pensionamento che ho ipotizzato nella mia ricostruzione, scende a 1,47; per chi &#232; uscito a 60 anni sale a 1,59. Solo il 6,5% dei pensionati ha un rapporto pari o inferiore a 1, cio&#232; un valore attuale delle pensioni attese pari o inferiore a quello dei contributi versati (tab. 11, p. 52). Gi&#224; nel 2011 una simulazione del CeRP, il centro di ricerca sulle pensioni del Collegio Carlo Alberto di Torino, aveva ottenuto valori simili per i dipendenti privati e ancora pi&#249; alti per i dipendenti pubblici (<a href="https://lavoce.info/archives/27225/il-regalo-del-retributivo/">lavoce.info</a>), anche se per i pubblici una verifica sui dati amministrativi non c'&#232; ancora.</p><p>A confronto con questi numeri, la perdita dovuta alla mancata rivalutazione &#232; contenuta. Secondo il mio ricalcolo con le circolari INPS, la mancata indicizzazione ha tolto al pensionato di Dataroom circa il 7% di quanto ha incassato tra il 2012 e il 2025. I dati di Mazzaferro riguardano invece l'intera durata attesa della pensione: per chi &#232; andato in pensione nel 2010 il 22,5% delle pensioni attese supera quanto i contributi giustificherebbero, e anche tra il 10% dei pensionati con il reddito di carriera pi&#249; alto la quota resta del 17,2% (tab. 9, p. 50).</p><p>&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter.</p><p>Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti.</p><p>&#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><h2>Come fanno gli altri</h2><p>Il video di Dataroom presenta i correttivi pensionistici come un'eccezione italiana tra i paesi OCSE: &#171;Scrive l'OCSE: in tutti i paesi, solo in Italia e in Austria i governi in carica decidono discrezionalmente quanto e come rivalutare una pensione, e infatti da noi in 30 anni le regole sono cambiate 15 volte&#187;.</p><p>Nel rapporto dell'OCSE questa frase non c'&#232;. Il passaggio citato (Pensions at a Glance 2023, p. 33) riguarda cinque paesi che indicizzano pienamente solo le pensioni sotto una soglia, cio&#232; Austria, Colombia, Italia, Lettonia e Portogallo, e osserva che in Italia e in Austria le soglie cambiano cos&#236; spesso da rendere l'indicizzazione &#171;quasi discrezionale&#187; (<a href="https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2023/12/pensions-at-a-glance-2023_4757bf20/678055dd-en.pdf">OECD, Pensions at a Glance 2023</a>, p. 33). Nella stessa pubblicazione, una pagina prima, la tabella 1.1 ha una colonna intitolata &#171;Discretionary&#187; in cui compaiono altri paesi, tra cui Irlanda, Cechia e Messico (p. 32).</p><p>Molti paesi analizzati dall'OCSE correggono le pensioni per tenere in equilibrio i conti. Due esempi:</p><ul><li><p>in Germania le pensioni seguono i salari, con un fattore di sostenibilit&#224; che frena gli aumenti quando crescono i pensionati rispetto a chi lavora, e cos&#236; rallenta la spesa (<a href="https://www.deutsche-rentenversicherung.de/SharedDocs/FAQ/Gesetzesaenderungen/Rentenanpassung/FAQ-Rentenanpassung-2025/Rentenanpassung-2025.html">Deutsche Rentenversicherung</a>);</p></li><li><p>in Svezia, il paese che ha inventato il contributivo nozionale (lo stesso principio del nostro contributivo: la pensione si calcola sui contributi versati, rivalutati) e che secondo me ha il sistema da adottare anche in Italia, un freno automatico di bilancio ha tagliato le pensioni del 3,0% nel 2010 e del 4,3% nel 2011 (<a href="https://www.pensionsmyndigheten.se/content/dam/pensionsmyndigheten/pressmeddelanden/Bilaga%20till%20pressmeddelande%20inkomstpensionens%20utveckling2025.pdf">Pensionsmyndigheten</a>, p. 3).</p></li></ul><p>La Francia ha un meccanismo simile al nostro: nel 2019 ha rivalutato le pensioni dello 0,3% e nel 2020 ha introdotto una soglia a 2.000 euro (<a href="https://legislation.lassuranceretraite.fr/Pdf/circulaire_cnav_2020_05_09012020.pdf">CNAV, circolare 2020-05</a>). L'Italia &#232; un caso particolare per la frequenza con cui le regole cambiano, e su questo Dataroom ha ragione. Le regole cambiano spesso anche perch&#233; il nostro sistema non ha un meccanismo automatico come quello tedesco o svedese, che lega la rivalutazione all'andamento dell'economia senza bisogno di una legge di bilancio: da noi ogni correzione passa da una decisione del governo di turno.</p><h2>Le sentenze della Corte costituzionale</h2><p>Dataroom ricorda che la Corte costituzionale ha bocciato il blocco Monti, cio&#232; lo stop alla rivalutazione deciso con il decreto Salva Italia del dicembre 2011. &#200; vero: con la <a href="https://giurcost.org/decisioni/2015/0070s-15.html">sentenza 70/2015</a> la Corte ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione 2012-2013 per le pensioni sopra tre volte il minimo, perch&#233; colpiva anche pensioni modeste e il diritto dei pensionati era stato sacrificato &#171;nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio&#187; (&#167;10). Quella sentenza per&#242; non ha vietato di ridurre la rivalutazione, e il servizio tace su cosa sia successo dopo.</p><p>Da allora la Corte si &#232; pronunciata altre cinque volte sulla perequazione, con le sentenze <a href="https://giurcost.org/decisioni/2017/0250s-17.html">250/2017</a>, <a href="https://giurcost.org/decisioni/2020/0234s-20.html">234/2020</a>, <a href="https://giurcost.org/decisioni/2025/0019s-25.html">19/2025</a>, <a href="https://giurcost.org/decisioni/2025/0167s-25.html">167/2025</a> e <a href="https://giurcost.org/decisioni/2026/0052s-26.html">52/2026</a>, e ogni volta ha dichiarato non fondate le questioni sollevate. Le ultime tre riguardano proprio le leggi di bilancio 2023 e 2024, due degli anni a cui Dataroom riferisce la &#171;sberla&#187;.</p><p>La Corte ha scritto che la tutela costituzionale &#171;non consente di concludere che la rivalutazione debba necessariamente, anno per anno, essere riconosciuta a tutti i trattamenti di quiescenza&#187; (52/2026, &#167;11.2). Il legislatore pu&#242; ridurla, purch&#233; protegga per intero le pensioni basse, riduca la percentuale al crescere dell'assegno, documenti le ragioni finanziarie e non sospenda il meccanismo a tempo indeterminato. Ha scritto anche che il nesso tra contributi e pensione &#171;non deve necessariamente condizionare anche i meccanismi perequativi&#187; (19/2025, &#167;13.4), e nello stesso paragrafo ha ricordato i vantaggi di cui godono i pensionati del retributivo rispetto a chi andr&#224; in pensione con il contributivo puro. Gi&#224; nel 2020 aveva scritto che invecchiamento della popolazione ed erosione della base produttiva rendono &#171;via via pi&#249; fragile il patto tra le generazioni&#187; (234/2020, &#167;18.8).</p><h2>Un pensionato da ceto medio?</h2><p>Dataroom contesta anche che un assegno di questo importo sia un privilegio. Nel 2012, con la rivalutazione bloccata, il nostro pensionato riceveva ancora 2.500 euro lordi al mese. Secondo l'ISTAT quell'anno il 42,6% dei pensionati aveva un reddito pensionistico sotto i 1.000 euro al mese, il 38,7% tra 1.000 e 2.000, il 13,2% tra 2.000 e 3.000 e solo il 5,5% sopra i 3.000 (<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2014/04/pensioni-e-pensionati_2012.pdf">ISTAT, Trattamenti pensionistici e beneficiari, anno 2012</a>, p. 1). Il pensionato di Dataroom stava quindi nel 18,7% pi&#249; ricco dei pensionati; se quelli della fascia 2.000-3.000 fossero distribuiti in modo uniforme, intorno al 12% pi&#249; ricco (stima mia, l'ISTAT non pubblica la soglia dei 2.500 euro). Senza contare che, secondo il servizio, i 3,3 milioni di pensionati del &#171;ceto medio&#187; comprendono tutti gli assegni tra 2.400 e 5.300 euro lordi al mese: per arrivare a quel numero Dataroom conta anche pensioni che valgono pi&#249; del doppio di quella del suo esempio.</p><p>La posizione &#232; simile se lo si confronta con tutti i contribuenti, lavoratori compresi. Nelle dichiarazioni dei redditi del 2012 l'86% dei contribuenti italiani dichiarava meno di 35.000 euro (<a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/analisi_stat/public/v_4_0_0/contenuti/analisi_dati_2012_irpef.pdf">MEF, Analisi dei dati IRPEF, anno d'imposta 2012</a>, p. 28): con 32.500 euro di sola pensione il nostro pensionato stava appena sotto la soglia del 14% pi&#249; ricco del Paese. &#200; difficile chiamarlo un reddito normale. La sua posizione riguarda anche chi lavora, perch&#233; il sistema pensionistico italiano &#232; a ripartizione: quella pensione la pagano, anno per anno, i contributi di chi lavora in quel momento.</p><h2>E se li avesse messi in borsa?</h2><p>I contributi versati si possono confrontare anche con quello che avrebbero reso se fossero stati investiti in borsa. Ho fatto il conto per il pensionato di Dataroom: ho preso i contributi della carriera ricostruita sopra, anno per anno, li ho convertiti in dollari al cambio medio dell'anno (<a href="https://db.nomics.world/IMF/IFS/A.IT.ENDA_XDC_USD_RATE">FMI</a> per la lira, <a href="https://db.nomics.world/ECB/EXR/A.USD.EUR.SP00.A">BCE</a> per l'euro) e li ho investiti nell'indice S&amp;P 500, che raccoglie le 500 maggiori societ&#224; quotate negli Stati Uniti, con i dividendi reinvestiti (<a href="https://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/New_Home_Page/datafile/histret.html">Damodaran, NYU Stern</a>).</p><p>I circa 254 mila euro di contributi versati tra il 1971 e il 2010 sarebbero diventati circa 1,23 milioni di euro a fine 2010, quasi il doppio dei 643 mila del montante INPS. Il confronto ha per&#242; due limiti. &#200; facile scegliere oggi il mercato che &#232; andato meglio negli ultimi cinquant'anni, mentre nel 1971 nessuno sapeva che sarebbe stato quello americano, e fino alla liberalizzazione dei movimenti di capitale, completata nel 1990 con la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31988L0361">direttiva 88/361/CEE</a>, un lavoratore italiano non poteva nemmeno comprare liberamente azioni americane. In un sistema a ripartizione, poi, i contributi non vengono investiti ma pagano le pensioni dello stesso anno, quindi il confronto misura quanto si sarebbe potuto guadagnare con un altro uso di quei soldi.</p><p>Con l'aliquota contributiva di oggi il capitale ottenuto dall'investimento sarebbe stato ancora pi&#249; alto. Il pensionato di Dataroom ha versato per buona parte della carriera con aliquote pi&#249; basse di oggi: secondo la tabella dell'INPS l'aliquota del fondo dei dipendenti privati era del 19,1% nel 1971, del 23,5% dal 1976 e del 27,2% ancora nel 1993, e ha raggiunto il 33% solo nel 2007 (<a href="https://servizi2.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%20114%20del%2005-11-2009.pdf">circ. 114/2009, all. 1</a>). Mazzaferro indica proprio le aliquote basse del passato tra le ragioni del vantaggio dei pensionati attuali (<a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/inpscomunica/workinps-papers/3719KEY-25_workinps_papers_novembre_2019_mazzaferro_carlo.pdf">WorkINPS Papers n. 25</a>, p. 25). Un dipendente privato oggi versa il 33% dal primo giorno, e nella mia ricostruzione, con la stessa carriera e gli stessi rendimenti, un'aliquota del 33% per tutti i quarant'anni avrebbe portato il fondo a circa 1,64 milioni di euro, un terzo in pi&#249;.</p><h2>Oltre al danno la beffa</h2><p>Con quarant'anni di contributi interamente retributivi si arrivava all'80% della retribuzione degli ultimi anni. Secondo le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato, per il dipendente privato tipo usato nelle sue simulazioni il rapporto tra prima pensione e ultima retribuzione lorda, che nel 2010 era del 73,6%, scender&#224; al 58,4% nel 2070 a parit&#224; di requisiti contributivi, con la sola previdenza obbligatoria (<a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2025/Rapporto-2025-n.26.pdf">RGS, Rapporto n. 26/2025</a>, p. 163).</p><p>Tirando le somme: chi &#232; andato in pensione con il retributivo dopo quarant'anni di contributi riceve spesso un assegno che i contributi versati giustificano solo in parte. Chi lavora oggi da dipendente privato versa aliquote molto pi&#249; alte di quelle del passato e, secondo le proiezioni della Ragioneria appena citate, avr&#224; una prima pensione pari a circa il 58% dell'ultima retribuzione. Non serve un mago della finanza per capire chi, in questo rapporto, ci stia rimettendo.</p><p>Che prenderne atto dia fastidio &#232; comprensibile, cos&#236; come la difesa, da parte di chi &#232; in pensione, di una rendita prevista da una legge di pi&#249; di cinquant'anni fa: la <a href="https://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/41/zn77_06_121.html">legge 153 del 1969</a> ha fissato all'80% della retribuzione pensionabile la percentuale massima con quarant'anni di contributi, per le pensioni decorrenti dal 1976.</p><p>Fa specie, per&#242;, che un servizio giornalistico sulla mancata rivalutazione lasci fuori dall'analisi il vantaggio che molti di questi pensionati hanno avuto con il retributivo e le scelte legislative che ne hanno prolungato l'applicazione. Eppure i numeri del servizio vengono da Itinerari Previdenziali, fondato da Alberto Brambilla, che nel suo <a href="http://web.archive.org/web/20241205042110/https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/centro-studi/ricercatori/documento32044752.html">curriculum</a> riporta di aver &#171;cooperato alla stesura&#187; della legge Dini. Quella riforma ha introdotto il contributivo, ma ha lasciato interamente nel retributivo chi al 31 dicembre 1995 aveva gi&#224; almeno diciotto anni di contributi (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1995-08-08;335">L. 335/1995, art. 1 c. 13</a>). Per loro il contributivo &#232; arrivato solo con la riforma Fornero, e solo per gli anni lavorati dal 1&#176; gennaio 2012 (<a href="https://www.mefop.it/cms/doc/17755/art-24-dl-201-2011.pdf">DL 201/2011, art. 24 c. 2</a>): un pensionato come quello di Dataroom, gi&#224; in pensione nel 2011, &#232; rimasto per intero nelle regole precedenti. Il codice deontologico dei giornalisti, in vigore dal 1&#176; giugno 2025, chiede di verificare le informazioni economiche &#171;rivolgendosi a pi&#249; fonti affidabili&#187; e di assicurare trasparenza &#171;sull'identit&#224; e gli eventuali interessi&#187; di analisti e commentatori, anche esterni, &#171;in relazione allo specifico argomento della notizia&#187; (<a href="https://www.odg.it/codice-deontologico-delle-giornaliste-e-dei-giornalisti/59465">art. 27, lettere a e d</a>).</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Proprio per questo servirebbe un documento da leggere, che per ora non c&#8217;&#232;.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/avs-e-la-restituzione-fiscale-i-conti</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/avs-e-la-restituzione-fiscale-i-conti</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 07 Oct 2026 10:30:22 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d7fa30db-3de0-4ba5-800e-4e483158330a_1672x941.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato la sua &#8220;restituzione fiscale&#8221;: una nuova Irpef senza scaglioni che, secondo il partito, ridurrebbe le tasse al 98 per cento dei contribuenti, 41,5 milioni di persone, per un costo di circa 22 miliardi l&#8217;anno (<a href="https://verdisinistra.it/fisco-grimaldi-avs-in-40-anni-il-fisco-e-diventato-sempre-piu-ingiusto-ora-serve-una-restituzione-fiscale-a-chi-ha-poco-o-paga-sempre-la-proposta-di-avs-riduce-il-carico-fiscale-al-98-dei-contri/">comunicato AVS del 5 ottobre</a>). La copertura arriverebbe per 15 miliardi da una patrimoniale sulla ricchezza netta oltre 5,4 milioni di euro e per 7 miliardi dalla lotta all&#8217;evasione (<a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews-tn-aa/alleanza-verdi-sinistra-trentino-restituzione-fiscale-22-miliardi-per-tagliare-le-tasse-al-98-dei-contribuenti-patrimoniale-sopra-i-54-milioni/">AVS Trentino, 5 ottobre</a>).</p><p>Prima di analizzare la proposta, ho cercato il documento che ne definisse nel dettaglio contenuti e modalit&#224;. Solitamente, quando viene avanzata una proposta politica, anche per ragioni di comunicazione e trasparenza si cerca di mettere a disposizione online un documento pi&#249; specifico, che permetta di comprenderne meglio struttura, obiettivi e implicazioni.</p><p>Tuttavia, dopo aver scandagliato il sito del partito, i profili Instagram e TikTok e persino il Linktree presente in bio, ho trovato soltanto alcune card social, comunicati e un video di Nicola Fratoianni dedicato al tema. Nessun PDF, nessun testo di legge e nessuna relazione tecnica.</p><p>Questa assenza non &#232; un elemento secondario, perch&#233; rende pi&#249; difficile valutare con precisione la proposta e inevitabilmente solleva alcuni dubbi. Ma su questo torneremo pi&#249; avanti.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Altra premessa, mi avete chiesto di commentarla perch&#233; nelle storie avevo scritto che la proposta non &#232; cos&#236; cattiva come la si &#232; dipinta in rete. Lo confermo, ma cerco anche di spiegare quali sono le conidzioni minime affinch&#232; sia </p><p style="text-align: center;">&#127916; Questo articolo &#232; tratto dal video:</p><p style="text-align: center;"><a href="https://youtu.be/aqH7qqQ0Tjc">AVS: RESTITUZIONE FISCALE. I CONTI TORNANO?</a></p><p style="text-align: center;">Se preferisci guardare anzich&#233; leggere, il video &#232; qui sopra.</p><h2>spostare le tasse dal lavoro al patrimonio</h2><p>La proposta fa una cosa che in Italia succede di rado: dichiara quali imposte vuole alzare per abbassarne altre. In questo caso si sposta una parte del prelievo dai redditi ai grandi patrimoni, ed &#232; una buona direzione. L&#8217;OCSE, in uno studio del 2010 sulla struttura del prelievo, classifica le imposte sulle societ&#224; e quelle sui redditi personali come le pi&#249; dannose per la crescita, e le imposte ricorrenti sugli immobili come le meno dannose (<a href="https://www.oecd.org/en/publications/tax-policy-reform-and-economic-growth_9789264091085-en.html">OCSE, Tax Policy Reform and Economic Growth, 2010</a>). Tassare meno chi produce reddito &#232; la parte giusta del ragionamento.</p><p>C&#8217;&#232; per&#242; un limite che conviene chiarire subito. La retribuzione annua lorda comprende gi&#224; l&#8217;Irpef e i contributi a carico del lavoratore; sopra la RAL l&#8217;impresa paga i suoi contributi. Se si taglia l&#8217;Irpef, il netto in busta paga sale, ma la RAL e quindi il costo del lavoro per l&#8217;impresa restano identici.</p><p>E il costo del lavoro &#232; il nostro problema. Secondo l&#8217;OCSE, per un single senza figli con salario medio il cuneo fiscale e contributivo italiano nel 2025 vale il 45,8 per cento del costo del lavoro, contro il 35,1 della media OCSE, il 41,7 della media dei 22 paesi UE dell&#8217;OCSE e il 42,6 dell&#8217;Eurozona (dati 2025 da <a href="https://www.oecd.org/en/publications/2026/04/taxing-wages-2026_d1f39986.html">OCSE, Taxing Wages 2026</a>; medie UE ed Eurozona semplici, calcolo mio). Di quel 45,8 per cento l&#8217;Irpef pesa per 14,5 punti, i contributi del lavoratore per 7,2 e quelli dell&#8217;impresa per 24: il taglio proposto da AVS agisce solo sulla prima voce. Il divario cresce con il reddito: a 1,67 volte il salario medio l&#8217;Italia sta 14,9 punti sopra la media OCSE, 8,2 sopra quella UE e 7,2 sopra l&#8217;Eurozona.</p><p>Anche la progressivit&#224; &#232; gi&#224; alta. Tra il 50 per cento e il 167 per cento del salario medio il cuneo italiano sale di 20,9 punti, contro 11,9 della media OCSE, 13,6 della UE e 15,6 dell&#8217;Eurozona (stessa fonte, calcolo mio). Un taglio dell&#8217;Irpef d&#224; pi&#249; netto a chi un lavoro ce l&#8217;ha gi&#224;; non abbassa la barriera d&#8217;ingresso per chi &#232; fuori, a partire dai giovani e dai NEET, per i quali conta il costo che l&#8217;impresa sostiene. Senza toccare i contributi, il rischio &#232; di allargare la distanza tra chi sta dentro e chi sta fuori dal mercato del lavoro.</p><h2>una funzione al posto degli scaglioni</h2><p>Il cuore della proposta &#232; la sostituzione degli scaglioni con una funzione continua. Gianluca Grimaldi, nel comunicato del partito, la descrive come &#8220;un algoritmo che calcoli puntualmente l&#8217;andamento del reddito personale e definisca quanto ciascuno deve dare al fisco&#8221;; le card social la presentano come una tassazione &#8220;molto progressiva, come in Germania e Danimarca&#8221;. In pratica: non pago pi&#249; un&#8217;aliquota da 0 a 28 mila euro e un&#8217;altra da 28 a 50 mila, ma un&#8217;aliquota che cresce in modo continuo con il reddito.</p><p>Lo stesso comunicato lamenta che le imposte sui redditi si siano trasformate &#8220;in direzione di una flat tax (da 32 scaglioni ai 3 odierni)&#8221;. Qui conviene fermarsi: il numero degli scaglioni dice poco sulla progressivit&#224;. Baldini, Giannini e Pellegrino lo hanno mostrato confrontando l&#8217;Irpef delle origini con quella del 2022 (<a href="https://lavoce.info/archives/92521/progressivita-dellirpef-non-dipende-dal-numero-di-aliquote/">lavoce.info, 14 gennaio 2022</a>): conta come aliquote, detrazioni e base imponibile lavorano insieme, non quante righe ha la tabella.</p><p>L&#8217;idea di una funzione continua mi piace comunque, per una ragione precisa. Chi guadagna meno di 40-50 mila euro l&#8217;anno si trova spesso davanti a scalini assurdi: un aumento di stipendio, magari con pi&#249; responsabilit&#224;, finisce in larga parte al fisco, e a volte accettarlo non conviene.</p><h3>le montagne russe delle aliquote marginali</h3><p>Quegli scalini non vengono dagli scaglioni ma da ci&#242; che sta loro attorno. L&#8217;aliquota che leggiamo in tabella dice quanto viene tassato un euro in pi&#249; di imponibile; se per&#242;, con quell&#8217;euro, si riduce una detrazione o si perde un bonus, l&#8217;aliquota marginale effettiva pu&#242; essere molto pi&#249; alta.</p><p>La Banca d&#8217;Italia trova &#8220;valori elevati di aliquote marginali effettive anche in corrispondenza di livelli relativamente contenuti del reddito&#8221; e una variabilit&#224; &#8220;notevole anche a parit&#224; di reddito&#8221;: in media intorno al 40 per cento gi&#224; da 20 mila euro, contributi inclusi, con picchi oltre il 70 per cento intorno ai 26 mila euro per la perdita del bonus Irpef (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2020-0546/QEF_546_20.pdf">Curci, Rizza, Romanelli, Savegnago, QEF 546, 2020</a>, regole 2019). Con le regole del 2026 il disegno &#232; cambiato ma non &#232; diventato liscio: in un mio calcolo per un dipendente single, contributi esclusi, l&#8217;aliquota marginale effettiva salta tra il trattamento integrativo, il bonus cuneo che scende dal 7,1 al 5,3 per cento, la detrazione che subentra a 20 mila euro, e arriva al 54,2 per cento tra 32 e 40 mila euro, quando la detrazione cuneo si riduce (elaborazione su TUIR art. 13 e <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207">legge 207/2024</a>).</p><p>&#200; qui che la proposta smette di essere giudicabile. Se la funzione continua di AVS comprende anche detrazioni, deduzioni e bonus, cio&#232; se l&#8217;imposta finale dovuta &#232; una curva senza gradini, gli scalini spariscono per definizione. Se invece la nuova curva sostituisce solo le aliquote e le detrazioni restano dove sono, le montagne russe si attenuano ma restano, e il problema che si voleva risolvere sopravvive in forma pi&#249; gentile.</p><p>Lo stesso vale per il 98 per cento che pagherebbe meno. Oggi oltre 8,7 milioni di contribuenti dichiarano un&#8217;imposta netta pari a zero e, contando chi la vede compensata dal trattamento integrativo, sono oltre 11,3 milioni quelli che di fatto non versano Irpef (<a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/analisi_stat/public/v_4_0_0/contenuti/analisi_dati_2024_irpef.pdf">MEF, statistiche sulle dichiarazioni, anno d&#8217;imposta 2024</a>, p. 21). Non perch&#233; evadano: sono nella no tax area, che in Italia &#232; costruita proprio con le detrazioni. Un taglio dell&#8217;Irpef non raggiunge chi l&#8217;Irpef non la paga, a meno che la riforma preveda crediti rimborsabili o una forma di imposta negativa. Tortuga lo aveva mostrato nel 2022 su un&#8217;altra proposta, l&#8217;Irpef azzerata agli under 25: il 62 per cento dei lavoratori tra 16 e 25 anni pagava gi&#224; un&#8217;Irpef nulla o negativa, e la misura risultava regressiva (<a href="https://www.tortuga-econ.it/wp-content/uploads/2022/01/PR_RIFORMA_FISCALE_PUBBLICAZIONE.pdf">Tortuga, 2022</a>, p. 30).</p><p>Per la stessa ragione l&#8217;85 per cento di riduzione promesso sotto i 20 mila euro dice poco. Se un contribuente passa da 200 a 30 euro di Irpef netta la riduzione &#232; enorme, ma il suo reddito disponibile sale di 170 euro; chi passa da 5 mila a 4 mila euro ottiene solo un 20 per cento in meno, ma mette in tasca mille euro.</p><p>Non &#232; una questione da professorini. Se AVS proponesse di riscrivere l&#8217;Irpef cancellando le detrazioni e le deduzioni che generano gli scalini, sarei d&#8217;accordo con questa parte della proposta. In caso contrario resterebbe in piedi una struttura che mi lascia molte perplessit&#224;.</p><p style="text-align: center;">&#128236; Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter.</p><p style="text-align: center;">Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l&#8217;Italia: economia, lavoro, spesa pubblica. Niente spam, solo contenuti.</p><p style="text-align: center;">&#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><h2>e il fiscal drag?</h2><p>Presentando la proposta, Fratoianni ha detto: &#8220;una riforma radicale dell&#8217;Irpef, basta con gli scaglioni, basta con il fiscal drag, basta con misure anti-progressive&#8221; (<a href="https://askanews.it/2026/10/02/fratoianni-proposta-di-avs-per-patrimoniale-e-riforma-radicale-irpef/">Askanews, 2 ottobre 2026</a>).</p><p>Il fiscal drag &#232; l&#8217;aumento del prelievo prodotto dalla sola inflazione: il reddito nominale cresce, una parte finisce nello scaglione successivo o perde una detrazione, e si pagano pi&#249; tasse anche se in termini reali non &#232; cambiato nulla. Quanto valga &#232; materia di discussione, anche per come lo si definisce: l&#8217;Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica mette a confronto le stime da 12 e da 25 miliardi e mostra da dove nasce la differenza (<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-fiscal-drag-facciamo-chiarezza-sui-numeri-12-miliardi-o-25">OCPI, 31 ottobre 2025</a>), mentre Leonardi e Rizzo sostengono che il conto sia ricaduto soprattutto su dipendenti e pensionati (<a href="https://lavoce.info/archives/109289/sui-lavoratori-il-peso-di-fiscal-drag-e-perdita-del-potere-dacquisto/">lavoce.info, 28 ottobre 2025</a>). La Banca d&#8217;Italia stima per il 2022-2025 un drenaggio fiscale di 17,9 miliardi di reddito disponibile delle famiglie, compensato per&#242; dalle modifiche strutturali al sistema fiscale e ai trasferimenti, che nello stesso periodo valgono 28,2 miliardi (<a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-0998/QEF_998_26.pdf">Curci e Tomasi, QEF 998, 2026</a>, tabella 4).</p><p>AVS ha ragione quando dice che il drenaggio ha fatto entrare risorse nelle casse dello Stato. Nelle card e nei comunicati per&#242; non ho trovato come intenda sterilizzarlo negli anni a venire. Restituire una parte di quanto &#232; stato preso &#232; una cosa; togliere al legislatore uno strumento cos&#236; subdolo per prendere di pi&#249; senza votarlo sarebbe meglio. Servirebbe una funzione agganciata all&#8217;inflazione, e insieme a lei soglie e detrazioni: il lavoro della Banca d&#8217;Italia misura infatti, oltre al drenaggio, l&#8217;erosione dei trasferimenti legati a soglie nominali, che nessuna curva Irpef indicizzata sistema da sola.</p><h2>finalmente qualcuno parla di coperture</h2><p>Qui va fatto un plauso. Ci siamo lamentati con Vannacci perch&#233; le coperture non c&#8217;erano; AVS invece prova a dire dove trova i soldi, e nel panorama politico italiano le proposte con le coperture si contano sulle dita di una mano.</p><h3>i 7 miliardi di evasione</h3><p>Sette miliardi, come ha spiegato Fratoianni, arriverebbero dalla lotta all&#8217;evasione. Ridurre l&#8217;evasione &#232; sacrosanto, e nessuno qui sostiene il contrario. Il recupero dell&#8217;evasione per&#242; non &#232; una copertura, perch&#233; la sua riscossione non &#232; certa. La Corte dei conti lo scrive senza giri di parole: i proventi della lotta all&#8217;evasione &#8220;non possono essere inquadrati come fonti di copertura di oneri certi e permanenti, come pure &#232; accaduto&#8221;, e la loro quantificazione va limitata &#8220;ad un&#8217;effettiva, perdurante e comprovata espansione della base imponibile&#8221; (<a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7cb23a88-f4ba-45e8-8e40-e29c0c839c72">Corte dei conti, Sezioni riunite, audizione alle Commissioni Bilancio, maggio 2024</a>, p. 22).</p><p>Non basta quindi scrivere &#8220;riduzione dell&#8217;evasione&#8221;: bisogna dire come, dove e che cosa cambia strutturalmente perch&#233; quei 7 miliardi arrivino ogni anno, in pi&#249; rispetto a quanto lo Stato incasserebbe comunque. Lo avevo detto anche nel 2022 del programma di Azione e Italia Viva, che contava sullo stesso tipo di entrate. &#200; la differenza tra una proposta credibile e una che non lo &#232;.</p><h3>i 15 miliardi di patrimoniale</h3><p>L&#8217;altra fonte &#232; l&#8217;imposta sui grandi patrimoni. L&#8217;obiezione pi&#249; comune &#232; che si tassa due volte la stessa ricchezza. &#200; vero, ma lo stesso reddito da lavoro viene tassato con l&#8217;Irpef, con le addizionali, poi con l&#8217;IVA quando lo spendiamo: la domanda utile &#232; quale prelievo faccia meno danni, e sul fatto che tassare il lavoro sia tra i peggiori c&#8217;&#232; un ampio consenso.</p><p>Resta da capire come tassare il patrimonio. Molte voci non sono liquide, e colpirle senza criterio pu&#242; spingere i capitali all&#8217;estero o colpire chi si voleva proteggere. Tassare, per esempio, il risparmio che un dipendente accumula in ETF o in un fondo pensione per farsi una pensione integrativa avrebbe un effetto negativo, in un paese che investe poco e che avr&#224; pensioni pubbliche pi&#249; magre di quelle di oggi.</p><p>Sulle cifre, la genealogia &#232; riconoscibile. La soglia di 5,4 milioni e la platea dello 0,1 per cento pi&#249; ricco, circa 50 mila persone, sono quelle della proposta di Oxfam Italia del 2023, che con aliquote marginali dell&#8217;1,7, del 2,1 e del 3,5 per cento stimava 15,7 miliardi l&#8217;anno al netto delle patrimoniali esistenti (<a href="https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-lagrandericchezza/">Oxfam Italia, La Grande Ricchezza</a>). Un paper di Dalle Luche, Guzzardi, Palagi, Roventini e Santoro arriva, con un modello diverso, a quasi 13,5 miliardi applicando allo 0,1 per cento pi&#249; ricco un&#8217;aliquota effettiva dell&#8217;1,33 per cento, con un&#8217;elasticit&#224; della ricchezza all&#8217;imposta pari a 0,4 e prezzi 2022 (<a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/roiw.70086">Review of Income and Wealth, 2026</a>).</p><p>Quei calcoli non sono sbagliati, ma partono da ipotesi precise. Il paper usa una base molto ampia, tutta la ricchezza netta, immobili e attivit&#224; finanziarie a prezzi di mercato, proprio per ridurre lo spostamento verso attivit&#224; esenti, e presenta i risultati come direzione di una riforma, non come relazione tecnica. Se la legge esentasse la prima casa, alcune partecipazioni o usasse valori catastali, la base cambierebbe e il gettito con lei. La mia speranza &#232; che AVS, presentando la proposta, abbia rifatto i conti da zero: dice di averci lavorato con economisti, e i microdati del MEF e della Banca d&#8217;Italia permettono una microsimulazione seria.</p><h2>promosso il principio, i conti vanno mostrati</h2><p>Se AVS ha davvero pensato una funzione continua fatta bene, che assorbe detrazioni e deduzioni, magari accompagnata da un ripensamento del welfare in chiave scandinava, e se ha fatto bene i conti della patrimoniale senza aumentare la pressione fiscale e contributiva complessiva, la proposta sarebbe apprezzabile nel panorama politico italiano. Non &#232; la proposta che scriverei io, e su alcune formulazioni non sono d&#8217;accordo. Ma prova ad aggredire problemi reali: aliquote marginali eccessive, fiscal drag, evasione, e lo fa dicendo dove trova i soldi.</p><p>Il principio quindi lo promuovo. Per giudicare la proposta, per&#242;, servono la funzione completa, il trattamento di detrazioni e no tax area, le regole della patrimoniale e le misure che dovrebbero produrre i 7 miliardi. Al 7 ottobre AVS ha pubblicato card e comunicati, nessuno di questi documenti.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto DrElegantia! 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Una storia che gli italiani conoscono bene.]]></description><link>https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/la-francia-e-il-nuovo-malato-deuropa</link><guid isPermaLink="false">https://newsletter.umbertobertonelli.it/p/la-francia-e-il-nuovo-malato-deuropa</guid><dc:creator><![CDATA[Umberto Bertonelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 16:02:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7f439527-e40b-438a-a096-da92173e61b5_1672x941.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il 1&#176; ottobre sui mercati obbligazionari europei &#232; successo qualcosa che non si vedeva da tempo: OAT francesi, BTP italiani e titoli greci sono finiti sotto forte pressione, con un brusco allargamento dei rendimenti rispetto al Bund tedesco. Il decennale francese ha toccato il 4,92%, il livello pi&#249; alto dal 2002 (<a href="https://www.abcbourse.com/marches/dette-francaise-le-taux-a-10-ans-atteint-4-92--un-sommet-inedit-depuis-2002_703529">abcbourse</a>), il BTP ha chiuso al 4,69% e il Bund, il rifugio sicuro dell'eurozona, &#232; sceso di quasi 8 punti base al 3,5%. Lo spread tra BTP e Bund si &#232; allargato in una sola seduta di 15,6 punti base, fino a 118,5 (<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/01/lo-spread-btp-bund-conclude-la-giornata-in-aumento-a-1185-punti_845fc048-c1a1-4cb5-9219-f1d2ae2303b7.html">ANSA</a>).</p><p>Detta cos&#236; sembra una questione di decimali. Mike Riddell, gestore obbligazionario di Fidelity International, l'ha letta in modo meno rassicurante: &#171;France has been slowly but steadily breaking. But today feels like the first day that broader financial markets have noticed&#187;. (<a href="https://www.fxstreet.com/analysis/frances-10-year-yield-hits-highest-since-2002-this-chart-shows-the-market-losing-faith-202610021403">FXStreet</a>).</p><p>La presenza della Grecia in questo elenco &#232; la meno scontata, perch&#233; negli ultimi anni ha fatto meglio di noi su molti fronti. Secondo le previsioni del FMI riprese dall'<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-perche-l-italia-sta-diventando-il-paese-con-il-piu-alto-debito-pil-dell-eurozona">Osservatorio sui conti pubblici italiani</a>, nel 2026 il debito greco scender&#224; al 136% del PIL, sotto il 138% italiano. E dal maggio 2023 i decennali greci rendono meno di quelli italiani, con uno scarto che l'Osservatorio misurava in circa 40-50 punti base (<a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-spread-il-sorpasso-della-grecia">OCPI</a>). Per chi non segue il dibattito francese, vedere Parigi in questa lista potrebbe suonare stonato.</p><p style="text-align: center;"><strong>Questo articolo &#232; tratto dal video: </strong><a href="https://youtu.be/HyQkOpzfYuM">La Francia &#232; il nuovo malato d'Europa?</a></p><p>La Francia, per&#242;, arriva all&#8217;autunno con un obiettivo di finanza pubblica slittato: il deficit al 5% del PIL, inizialmente previsto per il 2026, viene ora rinviato al 2027, mentre per quest&#8217;anno il governo stima un disavanzo del 5,4%. Per recuperare quei quattro decimi di punto servono 54 miliardi di interventi, da trovare attraverso una battaglia parlamentare su pensioni, imposte e spesa sanitaria, proprio mentre il Paese entra nella fase politica che precede le presidenziali.</p><p>A leggere i numeri, la Francia somiglia sempre di pi&#249; all'Italia. Nel 2025 il deficit pubblico francese &#232; stato del 5,1% del PIL, cio&#232; 152,5 miliardi, secondo l'<a href="https://www.insee.fr/fr/statistiques/8997691">INSEE</a>. Quello italiano si &#232; fermato al 3,1%, circa 69,7 miliardi, secondo l'<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/CONTI-ECONOMICI-NAZIONALI_2010-2025-22settembre2026.pdf">ISTAT</a>. </p><p>Il debito francese ha raggiunto il 119% del PIL a fine giugno 2026, il massimo storico secondo l'<a href="https://www.insee.fr/fr/statistiques/9053525">INSEE</a>. L'Italia resta pi&#249; indebitata, al 138,9% nel primo trimestre secondo <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-euro-indicators/w/2-21072026-ap">Eurostat</a>, ma il nostro deficit &#232; meno della met&#224; di quello francese e il nostro debito cresce pi&#249; lentamente. Se nel 2007 il debito italiano superava quello francese di 38 punti di PIL (103,5% contro 65,5%, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/gov_10dd_edpt1/default/table">Eurostat</a>); oggi la distanza &#232; scesa a circa 20 punti.</p><h2>Come si &#232; arrivati fin qui</h2><p>Durante la pandemia, similmente a quanto fatto in Italia, lo Stato ha sostenuto redditi e imprese; con la crisi energetica del 2022 ha attenuato il rincaro delle bollette. Questi interventi hanno limitato le perdite di famiglie e aziende, finanziandone una parte con nuovo debito.</p><p>Il disavanzo per&#242; ha continuato a creare problemi anche dopo il ritiro di quelle misure. Durante gli anni della Presidenza Macron, per esempio, sono state abolite la tassa sull'abitazione principale e il canone per l'audiovisivo pubblico, e l'aliquota ordinaria dell'imposta sulle societ&#224; &#232; scesa dal 33,3% al 25%. La <a href="https://www.ccomptes.fr/sites/default/files/2024-07/20240715-RSPFP-2024_0.pdf">Cour des comptes</a> stima che i tagli di imposte tra il 2018 e il 2023 valessero 62 miliardi nel 2023, il 2,2% del PIL, senza risparmi di spesa a compensarli. Ogni misura aveva il suo scopo, dal potere d'acquisto all'attrazione degli investimenti. Il problema nasce quando le minori entrate non vengono coperte da tagli di spesa o da una crescita sufficiente. Una storia gi&#224; sentita da molti italiani.</p><p>L'<a href="https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/opendata/RAPPANR5L17B1274-tI.html">inchiesta dell'Assembl&#233;e nationale</a> sul deragliamento dei conti mette l'accento anche su un altro fattore: previsioni di entrata sbagliate per oltre 50 miliardi tra il 2023 e il 2024. Per rimediare, nel 2025 sono arrivate nuove misure su imposte e contributi per circa 23 miliardi, secondo la <a href="https://www.senat.fr/rap/l25-736-1/l25-736-14.html">commissione Finanze del Senato</a>, tra cui un contributo straordinario sulle grandi imprese.</p><p>Nel frattempo i problemi strutturali, molto simili ai nostri, sono rimasti dov'erano. Il <a href="https://www.imf.org/fr/news/articles/2026/05/21/mcs-052126-france-staff-concluding-statement-of-the-2026-article-iv-mission">Fondo monetario, nella missione in Francia del maggio 2026</a>, richiama le pressioni dell'invecchiamento e della difesa, insieme al bisogno di investimenti. Segnala anche che il carico fiscale, gi&#224; elevato, lascia poco spazio a nuove imposte.</p><h2>L'energia pesa sui conti pubblici?</h2><p>Sulla carta la Francia &#232; il paese europeo meglio attrezzato contro il caro energia. Nel 2025 le centrali nucleari hanno prodotto 373 TWh, circa il 68% dell'elettricit&#224; francese, e il paese ha esportato in saldo 92,3 TWh, secondo il <a href="https://assets.rte-france.com/prod/public/2026-02/Bilan-electrique-2025-principaux-resultats.pdf">bilancio di RTE</a>. Il prezzo all'ingrosso dell'elettricit&#224; nel primo semestre 2026 &#232; stato in media di 61,9 euro al MWh in Francia e di 128,7 in Italia (<a href="https://assets.rte-france.com/prod/public/2026-07/2026-07-16-bilan-semestre1.pdf">RTE</a>).</p><p>Il bilancio pubblico per&#242; non ne &#232; uscito protetto. Secondo la <a href="https://www.ccomptes.fr/sites/default/files/2024-03/20240315_Mesures-exceptionnelles-lutte-contre-hausse-prix-energie.pdf">Cour des comptes</a>, gli scudi contro il caro energia del 2021-2024 sono costati allo Stato 71,7 miliardi lordi: 24,1 nel 2022 e 37,6 nel 2023, l'1,3% del PIL di quell'anno. La voce pi&#249; pesante &#232; stata proprio l'elettricit&#224;, con 44,2 miliardi, di cui 18,4 di accisa ridotta al minimo. Nei calcoli di <a href="https://www.bruegel.org/dataset/national-policies-shield-consumers-rising-energy-prices">Bruegel</a> tra settembre 2021 e gennaio 2023 Francia e Italia hanno stanziato cifre quasi identiche: 92,1 e 92,7 miliardi.</p><p>Una parte del conto &#232; passata da EDF, la societ&#224; elettrica controllata dallo Stato. Nel 2022 il governo l'ha obbligata a vendere 20 TWh in pi&#249; di nucleare a prezzo calmierato, con un costo stimato in 8,2 miliardi, proprio mentre la produzione nucleare scendeva a 279 TWh per i problemi di corrosione nei reattori. EDF ha chiuso l'anno con una perdita di 17,9 miliardi (<a href="https://www.edf.fr/sites/groupe/files/2023-02/resultats-annuels-2022-cp-fr-2023-02-17.pdf">EDF</a>). A fine 2025 il debito netto di EDF era di 51,5 miliardi (<a href="https://www.edf.fr/sites/groupe/files/2026-02/resultats-annuels-edf-2025-cp-2026-02-20.pdf">EDF</a>).</p><p>Questo &#232; rilevante in quanto il nucleare dei prossimi anni passer&#224; ancora di pi&#249; dal bilancio pubblico. EDF stima in 72,8 miliardi (a prezzi 2020) il costo dei sei nuovi reattori EPR2 (<a href="https://www.globenewswire.com/news-release/2025/12/18/3207823/0/fr/EDF-EDF-pr%C3%A9sente-son-devis-pr%C3%A9visionnel-du-programme-EPR2-%C3%A0-hauteur-de-72-8-Md.html">EDF</a>) in previsione di costruzione, e lo Stato si &#232; impegnato a finanziarne il 60% con un prestito agevolato (<a href="https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2026/03/12/cinquieme-conseil-de-politique-nucleaire">Eliseo</a>). Il precedente di Flamanville non incoraggia la fiducia riguardo alla sostenibilit&#224; di questo progetto, secondo la <a href="https://www.ccomptes.fr/sites/default/files/2025-01/20250114-La-filiere-EPR%20-une-dynamique-nouvelle-des-risques-persistants.pdf">Cour des comptes</a>, il solo reattore di Flamanville 3 &#232; costato 23,7 miliardi.</p><p>Come ricorda <a href="https://hannahritchie.substack.com/p/nuclear-construction-time">Hannah Ritchie</a> l&#8217;Europa &#232; molto pi&#249; lenta rispetto a molte altre economie avanzate nel costruire reattori. Ad esempio, la durata mediana della costruzione &#232; di 52 mesi in Giappone e 65 in Corea del Sud, contro i 76 della Francia e i 79 del Regno Unito. Con sei reattori da costruire e il 60% del conto a carico dello Stato, ogni anno di ritardo diventa un problema di finanza pubblica, oltre che di politica energetica.</p><div><hr></div><p>&#128236; <strong>Se questo tipo di analisi ti interessa, iscriviti alla newsletter.</strong></p><p>Ogni articolo &#232; un approfondimento sui dati che riguardano l'Italia e l'Europa: economia, lavoro, conti pubblici.</p><p>&#128071; Il pulsante &#232; qui sotto.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://newsletter.umbertobertonelli.it/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><div><hr></div><h2>Le pensioni: quanto costano e chi le paga</h2><p>Il <a href="https://www.cor-retraites.fr/sites/default/files/2026-06/Synth%C3%A8se_RA_2026_0.pdf">rapporto del Conseil d'orientation des retraites del giugno 2026</a> stima la spesa pensionistica del 2025 in 422 miliardi: il 14,1% del PIL e il 24,3% di tutta la spesa pubblica. Tra i paesi seguiti dal COR, solo l'Italia spende di pi&#249; in rapporto al PIL.</p><p>Chi paga? Nel 2025 i contributi previdenziali ordinari hanno coperto circa 277 dei 422 miliardi di entrate del sistema pensionistico francese. Il resto arriva da trasferimenti pubblici. Ad esempio, circa 16 miliardi finanziano i contributi figurativi maturati durante periodi di disoccupazione, malattia o invalidit&#224;; poco pi&#249; di 5 miliardi finanziano il minimum vieillesse, cio&#232; il sostegno minimo garantito agli anziani con redditi molto bassi; circa 11 miliardi coprono invece diritti pensionistici legati alla famiglia, come gli accrediti contributivi riconosciuti per la nascita e la cura dei figli o per periodi di riduzione o interruzione dell&#8217;attivit&#224; lavorativa dovuti alla genitorialit&#224;.</p><p>Dal 2002 il contributo diretto dello Stato ai regimi pubblici &#232; rimasto stabile intorno al 2% del PIL. A crescere &#232; stata la fiscalit&#224; girata alle pensioni, passata da circa lo 0,9% del PIL nel 2004 a circa il 2,1% nel 2025, anche per compensare gli sgravi contributivi decisi dai governi. In euro, la fiscalit&#224; &#232; passata dal reggere circa 50 milairdi a circa 122 miliardi in vent'anni (elaborazione sui <a href="https://www.cor-retraites.fr/sites/default/files/2026-06/Donn%C3%A9es_RA2026_P2.xlsx">dati del COR</a> e sul PIL Eurostat).</p><p>In Francia la cifra &#232; diventata un caso politico. Nel gennaio 2025 l'allora primo ministro Fran&#231;ois Bayrou ha detto all'<a href="https://questions.assemblee-nationale.fr/dyn/17/comptes-rendus/seance/session-ordinaire-de-2024-2025/premiere-seance-du-mardi-14-janvier-2025.pdf">Assembl&#233;e nationale</a> che lo Stato copre ogni anno 40 o 45 miliardi di pensioni prendendoli a prestito.</p><p>E in Italia? Lo Stato trasferisce all'INPS 165,4 miliardi nel 2025, dopo i 180,7 del 2024; nel 2013 erano 99 miliardi, secondo le relazioni del <a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/allegatinews/Relazione_rendiconto_generale_2025.pdf">CIV INPS</a>. </p><p>Il confronto su base Eurostat, citato dalla <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2026/Rapporto-2026-n.27_Appendice-2.pdf">Ragioneria generale dello Stato</a> ci dice che nel 2023 la spesa pensionistica valeva il 15,5% del PIL in Italia, la pi&#249; alta dell'Unione, e il 14,6% in Francia.</p><p>La demografia moltissimo sui conti pubblici. Secondo la <a href="https://www.vie-publique.fr/files/rapport/pdf/297428.pdf">Cour des comptes</a>, nella cassa dei dipendenti degli enti locali e degli ospedali il rapporto tra chi versa e chi riceve la pensione &#232; sceso da 3,3 nel 2002 a 1,6 nel 2023. Per l'intero sistema francese il <a href="https://www.cor-retraites.fr/sites/default/files/2026-06/Donn%C3%A9es_RA2026_P2.xlsx">COR</a> conta 1,77 contribuenti per ogni pensionato nel 2024, contro i 2,14 del 2002, e nello scenario centrale ne prevede 1,31 nel 2070. In Italia, secondo la <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2026/Rapporto-2026-n.27_Capitolo-2.pdf">RGS</a>, nel 2024 c'erano circa 1,66 occupati per ogni pensionato, destinati a scendere a 1,30 verso il 2048. Per mantenere le prestazioni bisogna chiedere di pi&#249; a chi versa, trovare altre risorse o cambiare le condizioni di pensionamento.</p><p>Le proiezioni del COR descrivono una spesa quasi ferma fino al 2045: nello scenario centrale passerebbe dal 14,1% al 14,2% del PIL, ma il disavanzo del sistema salirebbe allo 0,9% del PIL, perch&#233; le risorse crescerebbero meno della spesa. In Italia la RGS prevede un percorso pi&#249; ripido: dal 15,3% del PIL di fine 2024 a un picco del 17,1% tra il 2041 e il 2044, prima della discesa. Sono risultati che dipendono dalle ipotesi su occupazione, produttivit&#224; e demografia, in entrambi i paesi.</p><p>A ci&#242; si aggiunge la sospensione parziale della riforma del 2023<strong> </strong>che<strong> </strong>il COR stima in 1,8 miliardi l'anno a regime fino al 2032. Per confronto, Quota 100 e le misure successive (Quota 102 e 103, Opzione donna, blocco dell'adeguamento alla speranza di vita per l'anticipata) sono costate all'Italia 41,3 miliardi tra il 2019 e il 2025, secondo la <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2026/Rapporto-2026-n.27_Appendice-2.pdf">RGS</a>. Fanno in media 5,9 miliardi l'anno, pi&#249; del triplo della sospensione francese, con un picco di 8,1 miliardi nel 2022.</p><h2>Che cosa contesta il controllore dei conti</h2><p>L'Haut Conseil des finances publiques svolge in Francia un ruolo simile a quello del nostro Ufficio parlamentare di bilancio, ovvero valuta se le previsioni su cui si costruiscono i bilanci sono realistiche.</p><p>Nel <a href="https://www.legifrance.gouv.fr/jorf/id/JORFTEXT000053931090">parere del 17 aprile 2026</a> l'HCFP ricordava che l'obiettivo di deficit per il 2026 era passato dal 4,7% del progetto di bilancio al 5% della legge approvata, con circa 10 miliardi di spesa in pi&#249;, soprattutto sociale. Segnalava inoltre ipotesi iniziali troppo favorevoli, anche sulla massa salariale, e un aumento della spesa per interessi di quasi 12 miliardi rispetto al 2025.</p><p>Se i salari complessivi crescono meno del previsto, contributi e imposte sul lavoro rendono meno del previsto. Se nel frattempo il Parlamento annacqua i risparmi programmati, il bilancio peggiora da entrambi i lati. Una previsione ottimistica non porta entrate.</p><p>Nel <a href="https://www.hcfp.fr/liste-avis/avis-ndeg2026-5-lois-de-finances-2027">parere sul bilancio 2027</a> l'HCFP considera plausibile il deficit 2026 rivisto al 5,4%, ma giudica ottimistica la crescita dell'1% prevista per il 2027. L'obiettivo del 5% dipende dall'attuazione di tutte le misure annunciate, e il ritorno sotto il 3% nel 2029 viene definito &#171;molto poco verosimile&#187; senza una congiuntura particolarmente favorevole.</p><p>Anche questo film gli italiani l'hanno gi&#224; visto. Nell'ottobre 2025 il governo prevedeva per il 2025 un deficit al 3,0%, il livello che avrebbe permesso di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo gi&#224; nel 2026 (<a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/DPFP/DPFP_2025.pdf">DPFP 2025</a>). L'<a href="https://www.upbilancio.it/it/audizione-sul-documento-programmatico-di-finanza-pubblica-dpfp-2025/">UPB</a> aveva avvertito che, usando quasi tutto lo spazio di bilancio, non restavano margini per gli imprevisti. L'ISTAT ha certificato il 3,1%. </p><h2>Perch&#233; l'Italia dovrebbe interessarsene</h2><p>Con un debito al 138,9% del PIL, l'Italia ha bisogno di un mercato europeo dei titoli di Stato senza tensioni prolungate.</p><p>Un peggioramento francese potrebbe trasmettersi in diversi modi. Gli investitori potrebbero ridurre l'esposizione verso altri debitori considerati fragili. Banche e fondi con titoli francesi in portafoglio subirebbero perdite di valore. Un'economia francese pi&#249; debole comprerebbe meno beni e servizi dall'estero, compresi i nostri.</p><h2>Quanto pu&#242; fare la BCE</h2><p>Il paragone con il 2011-2012 &#232; il primo che viene in mente. Gian Marco Salcioli, strategist di Assiom Forex, ammette che le tensioni francesi &#171;possono trasmettersi anche ai Btp&#187;, ma avverte che &#171;la situazione attuale &#232; profondamente diversa e migliore del 2012&#187; (<a href="https://www.lospecialegiornale.it/2026/10/02/spread-sotto-pressione-la-lezione-che-arriva-dalla-francia/">Adnkronos</a>).</p><p>Rispetto al 2011 la BCE ha pi&#249; strumenti e ha dimostrato di saperli usare in fretta. Nella crisi dei debiti sovrani passarono pi&#249; di due anni tra il primo programma di acquisti (maggio 2010) e il &#171;whatever it takes&#187; di Draghi (luglio 2012), e quasi cinque anni prima che partisse il quantitative easing vero e proprio, nel marzo 2015. Nel 2020 bastarono sei giorni: il 12 marzo Christine Lagarde disse che la BCE non era l&#236; &#171;per chiudere gli spread&#187;, il 18 marzo annunci&#242; il PEPP da 750 miliardi (<a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2020/html/ecb.pr200318_1~3949d6f266.en.html">BCE</a>).</p><p>Oggi per&#242; la BCE va nella direzione opposta. &#200; in fase di quantitative tightening (QT): non compra pi&#249; titoli e, quando quelli che ha in portafoglio scadono, incassa il rimborso senza ricomprarne altri. Lo Stato che rimborsa la BCE deve emettere nuovo debito e trovare un compratore privato, che chiede un rendimento adeguato al rischio di quel paese. Dal picco di giugno 2022 il bilancio dell'Eurosistema &#232; sceso da circa 8.800 a circa 5.900 miliardi, un terzo in meno (<a href="https://www.ecb.europa.eu/press/annual-reports-financial-statements/wfs/2026/html/ecb.fst260929.en.html">BCE</a>). E per l'inflazione spinta dall'energia, a giugno e a settembre 2026 la BCE ha anche alzato i tassi: quello sui depositi &#232; al 2,50% (<a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260910~314e508016.en.html">BCE</a>).</p><p>Resta il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2022/html/ecb.pr220721~973e6e7273.it.html">TPI, introdotto nel luglio 2022</a>, che a Bruxelles qualcuno ribattezz&#242; per scherzo &#171;To Protect Italy&#187; (<a href="https://formiche.net/2022/07/i-mercati-non-tollerano-gli-stupidi-lavviso-di-polillo-agli-anti-draghi/">Formiche</a>). Permette acquisti di titoli per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate che ostacolano la trasmissione della politica monetaria. Non &#232; mai stato attivato.</p><p>Potrebbe servire alla Francia? Sulla carta s&#236;. Tra i criteri c'&#232; il rispetto delle regole fiscali europee: non essere in procedura per deficit eccessivo oppure, se si &#232; in procedura, non essere stati giudicati inadempienti. La Francia &#232; in procedura dal 2024, ma a giugno 2026 la <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/3d82055c-c275-478d-a139-ef39d2dee571_en?filename=COM_2026_200_1_EN_ACT_part1_v5.pdf">Commissione</a> ha concluso che ha preso misure efficaci, pur segnalando il rischio di sforare di poco il limite di spesa del 2026; la valutazione sar&#224; ripetuta in autunno. </p><h2>La crisi potrebbe durare anni</h2><p>Un esito favorevole resta possibile. Se l'inflazione rallentasse, la crescita ripartisse e il governo approvasse misure credibili, la pressione potrebbe calare. Il risanamento richiederebbe comunque tempo, ma con entrate in aumento sarebbe pi&#249; facile distribuirne il costo su pi&#249; anni.</p><p>Il progetto di bilancio mostra gi&#224; che forma potrebbe avere un aggiustamento lungo. Tra le misure riportate da <a href="https://www.reuters.com/business/what-is-frances-2027-budget-2026-10-01/">Reuters</a> c'&#232; la rivalutazione piena solo per le pensioni fino a 1.260 euro al mese, una rivalutazione ridotta tra 1.260 e 2.034 euro e il congelamento sopra quella soglia, per un risparmio di 4,1 miliardi. Sono proposte ancora modificabili in Parlamento.</p><p>Uno scenario plausibile &#232; una lunga sequenza di bilanci restrittivi. La Francia continuerebbe a finanziarsi e a rimborsare i titoli, destinando per&#242; agli interessi una quota crescente delle risorse. Per i cittadini vorrebbe dire discutere ogni anno di agevolazioni da tagliare, pensioni da rivalutare meno e servizi da finanziare con pi&#249; fatica. Una situazione socialmente pesante anche senza un default.</p><p>Il conto di questa stagione rischia di essere anche politico. Dopo la crisi degli spread l'Italia ha visto crescere i partiti populisti per tutto il decennio successivo; in Germania la crisi economica sta gonfiando i consensi di Alternative f&#252;r Deutschland, come si &#232; visto in Sassonia-Anhalt; in Francia, con Marine Le Pen ormai sdoganata, mi sembra probabile una crescita di Jean-Luc M&#233;lenchon. </p><div><hr></div><p><strong>Ti &#232; piaciuto questo approfondimento?</strong></p><p>Su <a href="https://www.youtube.com/@EconomiaItalia">EconomiaItalia</a> ogni settimana analizzo dati economici e statistici sull'Italia. 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